La ricerca di un equilibrio interiore è un tema che attraversa le vite di molti. L’energia che ci muove, che ci spinge a creare e a desiderare, è spesso invisibile ma palpabile. Riscoprire questa energia, che in diverse tradizioni è conosciuta come Prana, Qi o Eros, può rivelarsi un atto di guarigione profondo.
Quando questa forza vitale si blocca, possiamo sentirci disconnessi e privi di vitalità. La riflessione su come Eros si manifesta nella nostra vita quotidiana ci invita a esplorare il nostro rapporto con il desiderio, la creatività e la connessione con noi stessi e con gli altri.
- Il significato di Eros oltre la passione e l’attrazione sessuale.
- Il legame tra energia vitale e benessere psicologico.
- Come il blocco dell’energia può manifestarsi in sintomi fisici e psicologici.
- La relazione tra Eros e la creatività.
- Strategie per risvegliare e coltivare l’energia di Eros nella vita quotidiana.
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo episodio di Dharma e Psicologia. Oggi vi parlerò di un’energia che non possiamo vedere ma che tutti sentiamo, è quella che ci sveglia al mattino, quell’energia che ci fa desiderare, che ci fa creare, che ci fa muovere. Gli antichi la chiamavano Prana in India, Qi in Cina, Soffio Vitale in tantissime tradizioni. In Grecia, invece, questa energia prendeva un nome che ancora oggi attraversa la nostra cultura, ovvero Eros.
Ma Eros non è soltanto la passione o l’attrazione sessuale come magari spesso pensiamo. Nella filosofia antica, Eros è quella forza che unisce, è l’impulso vitale che spinge la vita verso la vita, è ciò che ci fa cercare l’altro, ma anche ciò che ci spinge a conoscere noi stessi, a creare, a evolverci. È come una corrente invisibile che attraversa ogni essere vivente e che quando scorre libera ci fa sentire vivi, vibranti, presenti. Quando invece si blocca, quando il desiderio si spegne, quando la vitalità si contrae, o quando smettiamo di provare meraviglia o slancio, qualcosa dentro di noi perde equilibrio, cioè si ammala. A volte può sorgere depressione, apatia, ansia, e queste possono forse essere la voce di un’energia che non trova più un canale per esprimersi.
Quindi riscoprire Eros nel suo senso più vasto può diventare un atto di guarigione. In psicologia, Freud la chiama libido, cioè quella spinta vitale che muove il desiderio, l’amore, ma anche la creatività. Jung la considerava un’energia psichica universale, capace di trasformarsi in arte, in pensiero, in preghiera, in un gesto sacro. Nelle tradizioni orientali prende altri nomi, ma tutte descrivono un’energia che attraversa il corpo, la mente e lo spirito, e che quando fluisce liberamente ci rende vivi, ci rende connessi.
Quindi, quando si blocca, magari per paura, per vergogna, sensi di colpa, potrebbe trasformarsi in un sintomo, questo blocco energetico. E anche un’energia erotica imprigionata può diventare ansia, irritabilità, insonnia, oppure può diventare apatia, perdita del gusto, della vita, del distacco. Può anche riflettersi nel corpo, quindi possiamo manifestare dei dolori cronici, delle tensioni, dei disturbi psicosomatici. Infatti, il lavoro terapeutico a volte non è tanto aiutare il paziente a liberarsi da qualcosa, quanto a riconnettersi con questa energia profonda e imparare a darle forma, voce, ritmo.
Eros non è solo il desiderio dell’altro, eros è anche il desiderio di sé, il desiderio di sentirsi vivi, di sentirsi partecipi della vita in modo pieno. È l’impulso creativo che ci abita e che, se viene ascoltato, se viene accolto, diventa un ponte tra la psiche e il sacro, e ci ricorda che ogni incontro autentico, un incontro che può essere con noi stessi, con l’altro, con la vita, è sempre un atto di trasformazione.
Nella vita di tutti i giorni, eros si manifesta nei gesti più semplici. Può essere la curiosità che ci spinge ad imparare qualcosa di nuovo, il piacere del sole sulla pelle, l’entusiasmo per un progetto che ci appassiona, anche l’attenzione con cui cuciniamo, la tenerezza di un abbraccio, la voglia di creare bellezza anche nelle piccole cose. E quando questa energia è viva, ci sentiamo presenti, ci sentiamo connessi, radicati nel corpo. Quindi non serve nulla di straordinario, anche una passeggiata, un dialogo autentico con un amico o il silenzio possono diventare esperienze di eros se siamo in contatto con ciò che sentiamo.
Ma quando questa energia si spegne, la vita perde colore. Ci muoviamo per abitudine, facciamo le cose per dovere, non per desiderio. Il corpo si rigidisce, la mente si chiude e ci dimentichiamo cosa significa essere vivi. E allora cosa succede quando arriviamo a questo punto? Iniziamo a cercare fuori, nel consumo, nel lavoro, nel sesso. Cerchiamo in realtà qualcosa che ci restituisca quella vibrazione interiore che non sentiamo più, che abbiamo perso. Eros chiede presenza, chiede di fermarci, di respirare, di tornare al corpo, di tornare a quel piacere semplice di esistere. Non dobbiamo avere paura della nostra sensibilità, del nostro desiderio o della nostra profondità. Quando smettiamo di controllare l’eros e iniziamo ad ascoltarlo, esso diventa una bussola che ci guida verso ciò che è vivo, verso ciò che è autentico per noi.
Vivere in modo erotico non significa avere più passione o desiderio sessuale, significa lasciarsi attraversare dalla vita, sentirla scorrere dentro e fuori di noi proprio come un respiro. Ma perché in alcune persone questa forza è più viva, più ardente e in altre sembra invece affievolita o addirittura spenta? Sul piano psicologico, dipende da quanto spazio ha avuto per esprimersi fin da bambini. Chi è cresciuto in ambienti dove il desiderio, il piacere o le emozioni erano giudicate o represse, ha imparato a trattenere, a controllare, a non sentire troppo e a non disturbare con la propria intensità. Così la fiamma lentamente, molto lentamente, si è ridotta. Quindi certo si resta funzionali ma scollegati. Si vive certamente, ma senza vibrare. Questo non vuol dire che succede sempre così.
Sul piano corporeo, trattenere emozioni significa trattenere respiro, trattenere vita. Il corpo diventa un contenitore chiuso e quindi l’energia non riesce più a circolare. Poi c’è il piano esistenziale. Eros si spegne quando smettiamo di essere in relazione con ciò che amiamo, quando viviamo solo per dovere, per paura o per adattamento, quando non seguiamo più ciò che ci accende dentro, quindi quando non seguiamo una passione, una curiosità o anche una relazione autentica. E infine c’è anche il piano spirituale. Eros è la corrente che ci collega al tutto e quando ci separiamo, vivendo solo nella mente, nella prestazione, nella performance, nel controllo, questa connessione si interrompe o fa fatica, ma abbalzi, non è fluida e allora sentiamo un vuoto, una stanchezza sottile, come se la sorgente fosse lontana.
C’è un’ottima notizia: in qualsiasi caso, Eros non ci lascerà mai, non muore mai. Può assopirsi, sì, ma è sempre lì, sotto la cenere. Può risvegliarsi con un incontro, un atto creativo, una danza, un momento di verità con se stessi. Ogni volta che scegliamo la vita invece della paura, Eros ricomincia a respirare in noi. È per questo che molti pazienti mi sentono suggerire discipline, attività, incontri o esperienze che non hanno solo uno scopo terapeutico, ma anche energetico, perché queste attività, queste esperienze servono a riattivare il flusso vitale, quel movimento interiore che spesso si è frammentato o si è indebolito.
Perché vivere l’energia di Eros non è qualcosa che ci viene naturale, cioè non per tutti è così naturale. È come un circense su un monociclo che fa giocoleria con le clave. Ecco, ve lo immaginate? Immaginatevi di salire su questo monociclo, girare attorno e fare giocoleria con le clave, è difficilissimo. Ci vuole equilibrio, allenamento, ma soprattutto ci vuole voglia di esserci, di sentire. E ogni volta che cadono le clave, non lo dobbiamo vivere come un fallimento, è un richiamo a riprendere il ritmo, a ritrovare la coordinazione tra mente, corpo e cuore. E coltivare questa energia certo richiede presenza e coraggio. Non è un impulso da controllare o da reprimere, ma è una forza da conoscere, da integrare. Bisogna fare amicizia con questa nuova energia, con questa antica in realtà energia dentro di noi, ma nuova perché ci stiamo avvicinando probabilmente in una modalità nuova.
E più impariamo a muoverci con essa nel corpo, nelle relazioni, nella creatività, più la vita riprende a danzare dentro di noi. E allora la domanda che mi fanno più spesso a questo punto è: sì, mi piacerebbe iniziare, ma non riesco, sono pigra, non ho tempo, non ho voglia. Ecco, lì non si tratta di tempo, si tratta di volontà, di quanto davvero volete cominciare a modificare qualcosa nella vostra vita, quella cosa che da tempo sentite che vorreste cambiare. Molti mi ripetono: io voglio cambiare, io vorrei ricominciare a fare quelle cose che facevo quando mi sentivo vivo, pieno di energia.
Quindi, il primo passo, certo che è il più difficile, ma è anche il più semplice. Non iniziate da qualcosa di grande o complicato, questo è il mio consiglio che do continuamente. Ma iniziate da qualcosa di molto lungo, lontano, impegnativo, perché altrimenti non iniziamo. Quindi, iniziate da un piccolo gesto, ma che sentite vostro. Quale potrebbe essere? Una telefonata importante che rimandate per pigrizia, paura, vergogna. Riprendere a disegnare perché avete lasciato il disegno da tanto tempo, perché non vi sentivate bravi o perché gli impegni vi hanno fatto lasciare i materiali artistici. Iniziate a fare una passeggiata quotidiana dopo il lavoro, anche quando fa freddo, per recuperare il contatto con voi stessi. Volete iniziare a fare fotografia? Insomma, qualsiasi atto creativo, qualcosa che riaccenda un piccolo battito dentro, anche solo per un istante, perché il movimento genera movimento. Ricordatevi questa come un mantra: movimento genera movimento. Basta poco per accendere il flusso, quel senso di presenza, di curiosità, di vita che forse voi credevate di aver perso, ma non è perso, è addormentato.
Quindi, quando parliamo di Eros, ci viene subito spontaneo pensare al corpo, ma questa energia ha delle radici molto profonde. Come vi ho detto fino adesso, questa profondità ovviamente arriva anche al cervello, visto che siamo questo sistema dinamico corpo-mente-spirito. Non nasce in un solo punto del nostro cervello, nasce da un paesaggio di connessioni tra emozione, desiderio, memoria e corpo. Nel sistema limbico vivono il desiderio, la curiosità, il piacere di esplorare. Quando qualcosa ci tocca nel profondo, il cervello rilascia dopamina, che è la molecola del piacere e della motivazione, che ci fa alzare, ci fa muovere, ci fa cercare la vita. Nell’ipotalamo c’è la regolazione dei nostri impulsi più naturali: fame, sonno, sesso, ma c’è anche il bisogno di contatto, di connessione. Anche nella corteccia prefrontale c’è la direzione; qui troviamo la direzione a tutto questo, trasforma l’impulso in intenzione, rendendo l’eros una forza consapevole e creativa. C’è anche l’insula che ci fa sentire il corpo dall’interno, quindi il battito, il calore, la vibrazione della vita. Quando queste parti lavorano insieme, l’energia scorre e quindi ci sentiamo ispirati, creativi, in relazione con gli altri, con il mondo.
Ma quando si disconnettono questi elementi, perché lo stress può far accadere questo, perché la paura, perché ci isoliamo, quell’energia inevitabilmente si chiude, si nasconde da qualche parte dentro di noi. E ritrovare l’eros, in fondo, è proprio questo: ricordare come far dialogare di nuovo la mente, il cuore e il corpo, finché quella corrente torna a scorrere.
Siamo arrivati alla fine di questo episodio, ma prima di chiudere voglio lasciarti alcuni libri, quindi il nome di alcuni libri così, da poter trovare stimoli, ispirazione. Sono dei libri stupendi, sono veri e propri tesori, e sono sicura che tra questi troverai qualcosa che sta chiamando proprio te, in questo momento del tuo cammino. Proprio ora che mi stai ascoltando, probabilmente avevi bisogno di queste parole, di questo input, di questo stimolo. Quindi vediamo se tra questi libri riuscirai a trovare qualcosa che ti richiama.
Il primo libro è di Carl Gustav Jung, Energia psichica e il suo sviluppo. È un piccolo classico in cui Jung esplora l’energia psichica in tutte le sue forme, Eros, porzione creativa, simbolo. Altro libro, Erik Fromm, L’arte di amare. È un libro meraviglioso che parla dell’amore, non come emozione passeggera, ma come energia attiva, come forza vitale, atto di crescita e spirituale. Un altro libro, William Rake, La funzione dell’orgasmo. Rake fu uno dei primi a descrivere Eros come energia biologica e vitale che scorre nel nostro corpo. È un testo complesso, certo, ma è rivoluzionario. Un altro libro, anche questo molto bello, è di Alexander Lowen, Il piacere. Lowen parla del piacere come segno di vitalità corporea e psicologica e del modo in cui il corpo riflette la libertà o la repressione dell’energia erotica. Ultimo libro, Osho, Il tantra, la comprensione suprema. È un approccio non moralistico all’energia erotica come via verso la consapevolezza, da leggere con mente aperta, perché chi conosce Osho sa bene di quanta apertura è fatto il suo pensiero.
Io ti auguro una buona lettura e ti saluto con un aforisma di James Hillman che dice: Eros è la forza che tiene insieme l’anima, il mondo e gli dèi. Grazie per aver ascoltato un altro episodio di Dharma in Psicologia, che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
