La pulizia mentale è un tema spesso trascurato, ma fondamentale per il nostro benessere. Prendersi cura della propria mente e delle proprie emozioni è un atto d’amore verso se stessi, un gesto quotidiano che può fare la differenza nella qualità della nostra vita. In un mondo dove le emozioni pesanti e i pensieri disfunzionali possono accumularsi, è essenziale imparare a riconoscerli e a lasciarli andare.
La riflessione sull’igiene emotiva ci invita a considerare la nostra mente come un giardino da curare, dove è necessario rimuovere le erbacce per permettere ai fiori di sbocciare. Attraverso pratiche quotidiane, possiamo allenare la nostra mente a essere più leggera, chiara e aperta, creando uno spazio per la gioia e la presenza.
- Importanza dell’igiene emotiva nella vita quotidiana.
- Collegamento tra mente e corpo e il loro impatto sulla salute.
- Le cinque menti velenose e il loro effetto sulla nostra vita.
- Pratiche quotidiane per la pulizia mentale e la regolazione emotiva.
- Il ruolo delle abitudini nella gestione delle emozioni.
- Strategie creative per affrontare e trasformare le emozioni negative.
Trascrizione
Bentornati a un nuovo episodio di Dharma e Psicologia. Eccomi rientrata da una pausa estiva che mi ha permesso di ricaricarmi profondamente. Mi sono nutrita di incontri con persone nuove, ascoltando le loro storie e condividendo anche la mia. Ho assaggiato cibi diversi, visitato città magnifiche della nostra terra e in tutto questo ho ritrovato e riascoltato tutta la bellezza che ci circonda ogni giorno e soprattutto quanta bellezza portiamo dentro ognuno di noi, anche se rischiamo di dimenticarlo.
Voglio ringraziare di cuore tutte le persone che mi hanno scritto chiedendomi quando sarei tornata a pubblicare. Mi avete fatto sentire la vostra presenza e mi avete confermato quanto sia importante questo dialogo che costruiamo insieme, episodio dopo episodio. Se la pausa è stata un po’ lunga per la scrittura, è stata molto meno per i colloqui, perché già da alcune settimane ho ripreso a incontrare tante persone. La maggior parte di questi incontri dopo l’estate mi ha riportata a riflettere su un argomento che oggi voglio condividere con voi, ovvero l’importanza della pulizia mentale, di un’igiene che non riguarda soltanto il corpo ma anche la mente.
Parlo di igiene emotiva e quando parlo di igiene emotiva intendo qualcosa di veramente molto semplice ma spesso trascurato, cioè prendersi cura della propria mente, delle proprie emozioni, proprio come facciamo con il corpo. Non basta lavarci le mani o fare la doccia ogni giorno; anche dentro di noi si accumulano pensieri, emozioni pesanti, frustrazioni, ricordi che non abbiamo elaborato. Se li trascuriamo, diventano sporco mentale, rischiano di appesantirci, ci stressano, ci portano a reagire in modo automatico, spesso senza rendercene conto.
Fare igiene emotiva significa quindi osservare quello che proviamo, riconoscerlo, lasciarlo andare quando serve e nutrire dentro di noi ciò che ci sostiene. È un atto d’amore verso noi stessi e non dobbiamo assolutamente aspettare di essere troppo stanchi o troppo arrabbiati, perché poi diventa più complicato farlo. Dobbiamo farlo ogni giorno, quindi prendersi cura di noi, così come non aspettiamo di lavarci i denti quando sono tutti cariati. Noi ci laviamo i denti per evitare carie e quindi la stessa cosa per la mente. L’igiene emotiva è proprio questo: un piccolo rituale quotidiano che ci aiuta a mantenere la mente chiara e il cuore aperto.
Sua Santità il Dalai Lama parla spesso di igiene emotiva e dice qualcosa che possiamo facilmente ritrovare un po’ tutti: se ti ammali di attaccamento e di grande negatività, queste emozioni ti perseguiteranno tutto il giorno. Ci prendiamo cura del nostro corpo, ma la cosa migliore è assicurarci di avere una mente sana, perché è ciò che rende il corpo davvero sano. Qui entra in gioco il concetto delle cinque menti velenose. Cosa sono le cinque menti velenose? Sono quelle cinque tendenze negative che, se lasciate crescere dentro di noi, rendono la nostra mente confusa, agitata, dolorosa.
Secondo la tradizione buddista, queste cinque menti velenose sono: primo, desiderio e attaccamento, cioè volere sempre di più, non accontentarsi, aggrapparsi a persone, a cose, a risultati; secondo, rabbia o avversione, quel risentimento, quella frustrazione, quel rancore verso ciò che non va come vorremmo; terzo, ignoranza, non vedere le cose per come sono, confondere il vero con il falso e lasciarsi guidare dalle illusioni; quarto, invidia, gelosia, e quando ci confrontiamo con gli altri proviamo malcontento, risentimento per ciò che loro hanno e noi no; quinto, orgoglio e arroganza, sentirsi più importanti degli altri, incapaci di accogliere feedback e anche i nostri limiti.
Queste cinque menti velenose sono come sporco dentro la nostra mente e se non le eliminiamo si accumulano e contaminano la nostra capacità di gioire, di essere presenti, di relazionarci bene con gli altri, ma soprattutto con noi stessi. Quindi, l’igiene emotiva consiste nel riconoscere queste tendenze dentro di noi, lasciarle andare quando emergono e coltivare atteggiamenti positivi come gentilezza, gratitudine, pazienza, chiarezza e compassione.
In psicologia, quello di cui parla il Dalai Lama con il concetto di igiene emotiva ha un significato molto simile a quello che noi oggi chiamiamo regolazione emotiva. In pratica, significa prendersi cura della propria mente, delle proprie emozioni prima che diventino un problema. Quindi, le cinque menti velenose in psicologia potremmo paragonarle a pensieri disfunzionali, emozioni negative ricorrenti e se le trascuriamo possono creare stress, ansia, conflitti e anche tensioni nel corpo.
Qui entra in gioco un concetto fondamentale che tutti sappiamo e ci ripetiamo ogni giorno: mente e corpo sono strettamente collegati. Lo stress emotivo, la negatività costante, l’attaccamento e la rabbia possono influire sul nostro organismo, causando aumento della tensione, stanchezza, disturbi fisici di ogni tipo. Quindi, quando ci prendiamo cura della nostra mente, non stiamo solo pensando positivo, stiamo facendo un vero e proprio atto di salute per tutto il corpo. In psicologia, questo tipo di cura quotidiana della mente lo troviamo nella mindfulness, nella terapia di varie scuole, nella psicologia positiva, tutte pratiche che ci aiutano a riconoscere, a lasciare andare, a trasformare i pensieri e le emozioni tossiche, a coltivare gratitudine, calma e resilienza.
In altre parole, quello che dovremmo fare è prevenzione emotiva. È un piccolo rituale quotidiano che ci permette di sentirci più leggeri, più chiari, più presenti nella nostra vita. Io sono sicura che dentro di te sai già tutto questo, sai che prendersi cura della mente è importante, che lasciare andare rabbia, attaccamento, invidia, ci fa sentire più leggeri. E so anche la domanda che potrebbe venirti spontanea: allora perché, nonostante la nostra conoscenza razionale, il pensare troppo diventa più forte di noi? Perché ci ritroviamo sempre arrabbiati, a provare invidia, competizione per i risultati degli altri, anche quando dentro sappiamo che invece vorremmo sentire l’opposto?
La risposta sta in qualcosa di molto semplice e allo stesso tempo profondo: la mente, adesso lo dico e mi raccomando, ricordatelo anche a voi stessi ripetendovelo, la mente funziona per abitudine, non per intenzione. Io questo lo dico sempre in terapia. Eliminare le abitudini che sono consolidate da anni, e parlo di cattive abitudini ovviamente, è un percorso che richiede tanto impegno. Non basta sapere cosa sia giusto salutare, perché le emozioni, i pensieri automatici, i vecchi schemi si muovono da soli, spesso al di là della nostra volontà. Ecco perché tante volte mi sento dire: ma se lo so, perché continuo a fare questa cosa?
Come l’ultima persona con la quale ho avuto questo tipo di discorso mi ha detto: io fumo due pacchetti di sigarette al giorno, due pacchetti, quelli grandi, e so che ogni volta che fumo ho dei dolori fortissimi allo stomaco. E alla mia domanda, perché, ero curiosa di vedere il tipo di risposta automatica che veniva, ma allora perché fumi sapendo che hai dei dolori e poi non puoi mangiare tutto il giorno? La risposta è stata: è perché è la mia abitudine, è perché sono dipendente ed è più forte del dolore che provo.
Quindi, l’igiene emotiva non è una teoria, è un allenamento quotidiano, in piccoli gesti, in pratiche, che ci aiutano a riportare la mente alla chiarezza, a far emergere ciò che vogliamo davvero provare, invece di restare intrappolati nei vecchi automatismi. Adesso, con questo non sto parlando di dipendenze gravi e quindi di igiene emotiva; lì ci sono delle situazioni un po’ più profonde. Mi limito a parlare delle abitudini nocive, quindi pensare in un certo modo, sentirci arrabbiati, confusi, appesantiti, scontrosi. Quindi parlo di allenamento rispetto a questo tipo di situazione. Quelle più complicate le lasciamo magari per un altro momento.
Anche quando sembra impossibile stare meglio, anche quando i pensieri negativi ci travolgono, è possibile imparare a pensare in modo più sano, a vivere con un atteggiamento più creativo, più positivo. E l’allenamento non significa forzarsi o reprimere emozioni o pensieri, ma praticare dei piccoli gesti quotidiani, quindi ripetere nuove modalità di pensiero e comportamento, così che giorno dopo giorno diventi naturale.
In una situazione di salute mentale, è facile attivare questo allenamento. In una situazione di patologia, quindi di disturbo psicologico o psichiatrico, è ovvio che entriamo in un’altra sfera, in un altro argomento. Quindi adesso stiamo nella sfera di salute mentale, diciamo così, una sufficiente salute mentale. In altre parole, la mente impara facendo e l’allenamento costante è il modo migliore per rendere la conoscenza emotiva concreta nella vita reale.
E allora, come possiamo allenare la mente ogni giorno e prenderci cura delle nostre emozioni? Vi propongo tre gesti semplici che potete iniziare subito, anche se all’inizio sembrano piccoli, insignificanti, perché magari ci si aspetta questi grandi scossoni psicofisici. In realtà si inizia dalle cose semplici e vi assicuro che sono molto complicate anche queste.
Prima cosa: osservare le emozioni. Prendi un momento della giornata per fermarti e chiederti: cosa sto provando adesso? Quali emozioni ci sono dentro di me? Non cercare di cambiare nulla, non giudicarti, ma prova a riconoscere quello che senti, perché è già un primo passo per liberarti dalla rabbia, dalla frustrazione, magari dai pensieri un po’ pesanti.
Secondo gesto: trasformare un pensiero negativo. Cioè, quando ti accorgi di provare rabbia o invidia o frustrazione, prova a cambiare questo pensiero in qualcosa di più gentile o positivo. Esempio: ma perché a lui va sempre bene e a me no? Perché a lui c’è riuscito e io invece sono ancora bloccata qui? Perché lei si è innamorata, ha trovato un uomo che la ama e io no? Ok, come si può trasformare questo pensiero? Posso gioire per il suo successo e concentrarmi su quello che posso fare io. Quindi è proprio un atto consapevole di trasformazione. Cioè, nel momento in cui mi viene questa domanda negativa di gelosia, di invidia, di rabbia, ecco che la trasformo, quindi anche a livello verbale. Io posso gioire per l’amore che la mia migliore amica sta provando e posso concentrarmi sull’amore che io posso provare per me stessa. E una volta più serena, più tranquilla, avere anche la possibilità di incontrare qualcuno che vede la stessa bellezza in me che io vedo in me stessa. Questo è un piccolo esercizio, ma se lo ripeti ogni giorno, la tua mente impara nuovi modi di pensare.
Terzo gesto: coltivare gratitudine, complicatissima, anche se molti tendono a dire: sì, ma io ringrazio, io ringrazio, però in realtà non è semplice. Quindi proviamo ogni sera a pensare a tre cose per cui siamo grati. Possono essere piccole, anzi vi consiglio di iniziare con cose piccole: un momento di calma, sono grata per questo momento di relax che ho avuto oggi, sono grata per il sorriso che mi ha donato la persona in banca, sono grata per aver mangiato un cibo che mi è piaciuto e mi ha fatto bene. Questo semplice gesto aiuta a pulire la mente dalle emozioni pesanti e a mantenere il cuore leggero, almeno. Questo è l’inizio del percorso, del cammino verso questo tipo di leggerezza.
Questi tre gesti che vi ho consigliato sono un allenamento. E avete presente come è allenare i muscoli? All’inizio sembra faticosissimo, ma se continuiamo ogni giorno o tre volte a settimana, vedete come il corpo diventa più elastico, vedete come la massa corporea si modifica. Ecco, così è la stessa cosa per rigenerare l’emotiva: quei piccoli gesti quotidiani che col tempo trasformano il modo in cui pensiamo, sentiamo e viviamo.
Ma allora, concretamente, cosa significa fare rigenerare l’emotiva? Possiamo quindi pensarla come una routine quotidiana. Nella routine quotidiana per il nostro corpo, cosa facciamo? Ci spazzoliamo. E quindi, per la mente, come potrebbe, metaforicamente, cosa potrebbe voler dire questo spazzolare? Significa rimuovere i residui di emozioni non elaborate. Quindi, quando proviamo rabbia, frustrazione e tristezza e non le affrontiamo dentro di noi, restano dentro. Prendere consapevolezza e dare spazio per essere riconosciute è il primo passo per liberarsene, quindi spazzolatura emotiva.
Cosa facciamo al nostro corpo? Lo laviamo, lo sciacquiamo. Quindi vuol dire metaforicamente per la mente lasciare andare i pensieri ricorrenti che ci appesantiscono. Tutti abbiamo quei pensieri che continuano a girare nella testa, che ci fanno sentire bloccati. Quindi non si tratta di ignorarli, ma di osservarli e lasciarli andare, come se facessimo scorrere l’acqua sopra una superficie sporca per pulirla. E io vi consiglio anche di farlo praticamente: quando fate la doccia, potete chiudere gli occhi e visualizzare l’acqua che elimina non solo fisicamente lo sporco, ma anche energeticamente rigenera, pulisce e quindi anche la vostra mente, i vostri pensieri. L’acqua fisicamente reale sul nostro corpo può aiutare a rendere questa metafora, questo simbolismo anche più concreto.
Un’altra cosa che facciamo per il nostro corpo è nutrire. Quindi, metaforicamente per la nostra mente, significa coltivare abitudini sane, positive che sostengono la mente. Può essere la gratitudine, la respirazione consapevole, può essere scrivere un diario, può essere un dialogo gentile con noi stessi. Ecco, sono questi gesti che ripetuti diventano una norma per la nostra mente, cioè una nuova abitudine, ma soprattutto per il nostro cuore.
Quindi adesso ti propongo degli esercizi semplici che puoi mettere in pratica per iniziare il tuo allenamento oggi stesso. Ovviamente vi consiglio di farlo un po’ ogni giorno e nel tempo continuativo, perché altrimenti è come pretendere di avere un corpo elastico e atletico dopo una sola settimana di palestra. Non funziona così e anche per la mente non funziona così.
Alcune pratiche che puoi provare: dare forma alle emozioni. Quindi immagina le tue emozioni come degli oggetti o come delle immagini. Cioè, la rabbia ad esempio come una pietra, la tristezza come un tessuto bagnato, la gioia come luce. Puoi spostare, trasformare o lasciare andare quegli oggetti nella tua mente. Per esempio, la pietra della rabbia puoi metterla in un cassetto, puoi gettarla in mare, puoi metterla sotto terra. Il tessuto della tristezza puoi stenderlo al sole, la luce della gioia può essere accesa, lasciarla brillare. Questo è un modo creativo di visualizzazione, di immaginazione che serve per spazzolare e sciacquare i pensieri pesanti.
Un’altra tecnica è scrivere e disegnare le emozioni. Quindi non limitarti a scrivere solamente ciò che provi, questo famoso journaling che va molto bene. Aggiungiamo un’altra cosa: provate a disegnare, a colorare, a creare dei simboli delle vostre emozioni. Può essere un vortice di pensieri che si risolve, una nuvola di rabbia che si trasforma in pioggia leggera, un fiore che sboccia dove c’era tensione. Così la mente associa il gesto a qualcosa di concreto, creativo, liberatorio. Questi sono esercizi che di solito faccio fare anche nelle tecniche di arteterapia.
Terza tecnica: movimento e suoni. Usa il corpo, usa la voce per liberare emozioni. Quindi scuoti le mani per lasciare andare tensione, batti i piedi per scaricare rabbia, respira profondamente immaginando di inspirare luce ed espirare qualcosa di pesante, di nero, di scuro che va via. Puoi anche cantare, tamburellare, muoverti al ritmo. Tutto ciò aiuta mente e corpo a integrarsi e a lasciare andare ciò che non serve.
Quarta tecnica: raccontare storie e emozioni. Quindi trasforma i pensieri pesanti in personaggi o storie. Io di solito in terapia chiedo di dare un nome a questa rabbia, me la faccio descrivere, chiedo se c’è un corpo che può essere visto, un’immagine. Quindi, ad esempio, la gelosia può diventare un piccolo drago che puoi osservare senza paura. Possiamo farla parlare insieme o addomesticare con gentilezza. Raccontare queste storie, anche solo dentro di te, ti permette di distanziarti dalle emozioni negative e fare spazio a quelle positive.
Questi esercizi che ti ho consigliato sono piccoli, semplici, ma veramente di grande effetto. Ve lo assicuro, possono essere fatti ogni giorno, non ci sono effetti collaterali, li può fare chiunque, anche solo per qualche minuto. Ma se li pratichi con costanza, anche tre minuti al giorno, dell’esercizio che ti piace di più, che risuona di più in questo momento per te, diventano un vero allenamento. E quindi piano piano diventeranno automatici, naturali e la tua mente inizierà a sentirsi più leggera, più chiara, più aperta, o almeno più collaborativa, perché sente che tu stai prendendo in mano il controllo della mente. Ha bisogno di essere condotta, la mente ha bisogno di essere guidata.
Eccoci quindi arrivati alla fine di questo episodio e sono contenta tu ti sia dato il tempo di ascoltare e di arrivare fin qua. Ti invito a scegliere uno di questi piccoli esercizi che ti ho consigliato oggi, a farlo consapevolmente e soprattutto con curiosità, ma anche con divertimento. Noterai che poco alla volta la mente diventa più chiara, il cuore più leggero e la vita più aperta alle possibilità. Ovviamente questo è ciò che io ti auguro e con l’impegno, con il giusto cammino, puoi arrivare a percorrere questo percorso dentro di te. Ricorda che l’igiene emotiva non è un lusso, ma è un atto di amore verso te stesso, è un modo per vivere con più leggerezza, più presenza, più gioia. E voglio salutarti con un aforisma del Buddha che dice: non si può separare la felicità dalla mente; liberare la mente dalle passioni è la vera via verso la pace.
