Il viaggio di Dharma e Psicologia ha raggiunto un traguardo significativo, il centesimo episodio, un momento di riflessione e celebrazione. Questo traguardo non è solo un numero, ma rappresenta un percorso di crescita, esplorazione e connessione con una comunità che condivide la ricerca di benessere e saggezza. Ogni episodio ha offerto spunti di riflessione, storie significative e un invito a esplorare le profondità della mente e dello spirito.
In questo contesto, si celebra non solo il lavoro svolto, ma anche l’importanza della gratitudine e della connessione umana. La condivisione di esperienze personali e la pratica del Karma Yoga diventano strumenti per costruire legami più profondi e significativi, contribuendo al benessere collettivo e alla crescita personale.
- Il significato del centesimo episodio come traguardo personale e collettivo.
- La pratica della gratitudine e il suo impatto sulla vita quotidiana.
- Il Karma Yoga come via per il servizio disinteressato e la connessione con gli altri.
- La condivisione delle storie personali come strumento di empatia e crescita.
- Il potere della parola e della comunicazione nella pratica terapeutica.
Trascrizione
Oggi celebriamo un traguardo per me molto significativo, cioè l’episodio numero 100. È un momento emozionante e sono entusiasta di condividere questa esperienza unica con voi. Questa puntata sarà diversa dalle altre; voglio dedicare questo momento alla nostra incredibile community, a voi che mi accompagnate in questo viaggio straordinario.
Durante le ultime 99 puntate ho esplorato una varietà di temi, ho condiviso storie significative, ho cercato di stimolare il cambiamento, ma soprattutto ho cercato di creare un legame speciale con voi. Per festeggiare questo momento, reciterò una preghiera per ringraziare i Buddha delle quattro direzioni per la loro guida, illuminazione e ispirazione. Accompagnerò questa invocazione con un’offerta di fiori, incenso e acqua come segno di gratitudine, e le metterò sul mio altare.
I Buddha delle quattro direzioni rappresentano le quattro direzioni cardinali, Est, Ovest, Nord e Sud, e sono associate a diversi aspetti come la saggezza, la compassione e la protezione. Nella pratica, i praticanti possono rivolgersi al Buddha delle quattro direzioni per chiedere protezione, ispirazione e guida nelle loro vite spirituali. Questa pratica prevede l’uso di offerte, fiori, incenso, candele o cibo come segno di devozione e gratitudine.
Ma come sono arrivata fin qui all’episodio numero 100? Vi racconto brevemente della mia storia. Tre anni fa, dopo aver registrato l’episodio numero uno, dissi a me stessa: “Arriverò all’episodio numero 100 e sarò fiera del progetto creativo di Dharma in Psicologia”. Questo era l’obiettivo che avevo visualizzato e auspicato nella mia mente. Oggi eccomi qui ad onorare ciò che mi ero preposta anni fa e che è diventato realtà.
Credo sia molto importante essere grati dei passi che percorriamo ogni giorno e dell’energia e della forza che mettiamo nei nostri progetti. Dharma in Psicologia nasce da un amore, da una passione, dalla curiosità, dalle domande che mi pongo sin dall’infanzia. Sono sempre stata una bambina molto introspettiva, interessata alle persone, alla loro mente, ai loro comportamenti. Osservavo con attenzione i miei interlocutori quando parlavo con loro, guardavo sempre dritto negli occhi perché riuscivo a vedere l’altro.
Ho avuto il buon karma di essere sempre molto empatica e ciò da un lato mi ha permesso di entrare facilmente in contatto con gli altri, dall’altro mi ha sempre richiesto la ridefinizione dei confini e la ricerca della giusta distanza tra il mio mondo esterno e interno, soprattutto nella mia professione di terapeuta. Questo progetto nasce nella mia mente anni fa e prende forma in un momento complicato, ovvero la pandemia del coronavirus. La pandemia ha offerto l’opportunità di riflettere sui valori e sulle priorità della vita. Molte persone in quel triste e difficile momento hanno rivalutato ciò che è veramente importante per loro, spostando l’attenzione sulle relazioni significative, sul benessere personale e sulla presenza nella comunità.
Avevamo tutti la stessa paura, in tutto il mondo, avevamo la medesima voglia di respirare libertà, di tornare a vivere. È proprio in questo scenario, in cui ho attraversato momenti di sconforto e delusione, che ho sentito una voce che mi ripeteva: “Se potessi decidere ora di fare ciò che vuoi, cosa faresti?” Ed è stato così che ho modificato alcune cose. La prima è stata quella di andare a vivere in mezzo alla natura, la seconda di avere il desiderio di dare voce alla mia creatività.
Se vi siete mai chiesti: “Sono davvero felice? La felicità esiste davvero?” Allora ho un suggerimento per voi: il nuovo corso online “La Felicità è una Scienza”, strategie e pratiche per coltivare la gioia interiore, è pensato per coloro che vogliono attivamente costruire una vita più felice. Se senti il desiderio di un cambiamento positivo, ti invito ad unirti a noi.
La mia predisposizione mi ha sempre portata verso la comunicazione, l’empatia, lo studio della spiritualità e della mente umana. Ho deciso di iniziare un podcast, perché offre l’opportunità di esprimere se stessi e le proprie idee in modo creativo e personale. È un mezzo flessibile che consente di sviluppare contenuti originali su argomenti che appassionano e sono importanti per chi ne parla.
Cosa posso condividere e consigliare? Posso dire che chiunque abbia una passione o un’esperienza in un determinato settore può utilizzare uno strumento creativo per condividere conoscenze e informazioni con gli altri. Non sto parlando solo di un podcast, ma di tantissime forme. Il podcast, nel mio caso, è un modo efficace per divulgare contenuti su argomenti che amo. Ho iniziato a scrivere, scegliendo argomenti che studio e sono partita in questo viaggio tutto in salita e sconosciuto.
Era chiaro dentro di me che stavo dando ascolto al mio istinto; sentivo che la mia natura selvaggia aveva voglia di esprimersi e finalmente avevo deciso di non metterla più a tacere. Ho avuto esperienze artistiche, ma non avevo mai creato un podcast. Per iniziare, mi servivano l’aiuto giusto per editing, produzione, promozione, capacità di scrittura e comunicazione. Ci vuole tanto impegno. Per la produzione ho una persona di grandissima fiducia e preparazione; per il resto, ce l’ho io.
Credo fortemente che ognuno di noi ha un grande dono. Sono partita meditando sul mio nome spirituale, che mi è stato dato dal mio maestro, Nao Ang Lamo, che significa “con lei che hai il potere della parola”. Ho meditato e riflettuto, sentivo che dovevo ancora lavorare su questo tipo di energia. Sentivo che portava con sé già la manifestazione del mio strumento, la parola. Solo ora, dopo aver ascoltato il mio istinto e iniziato questo progetto, ho compreso meglio il significato del potere che la parola ha e di come possiamo utilizzarla per gli altri, prima di tutto con noi stessi.
Ti invito ad ascoltarti, a osservarti, a sentire dentro di te cosa ti suggerisce il tuo istinto e a iniziare a seguirlo. Non temere di sbagliare. Basta il volume della vocina che ti dice che non è possibile, che non sei bravo, che non farai mai niente di buono. Conosco quelle vocine, sia perché a volte si fanno sentire dentro di me, sia perché ricevo ogni giorno pazienti e e-mail, e tutti mi parlano di questa forma di insicurezza, di dubbio.
Quello che è importante capire è che ognuno di noi ha il proprio percorso. Ognuno di noi può trovare la propria strada. Siamo tutti fortemente connessi e interdipendenti. Questo mi aiuta a comprendere come la felicità di un altro diventa in un certo modo anche la mia. A ricordarmi questo è stata un’intervista fatta tanti anni fa a Nicola Tesla, che ho ascoltato su YouTube. Tesla diceva che certe tristezze profonde, quei pianti senza motivo apparente, potrebbero essere il dolore che inconsciamente proviamo per la morte di qualcuno dall’altra parte del mondo. Siamo tutti connessi.
Mi piace pensare che donare ciò che so fare meglio non può che portare benefici a livello energetico e concreto, anche dall’altra parte del mondo. Certo, ci sono anche dei benefici che potrebbero essere considerati egoistici, come il riconoscimento o la popolarità. Ma io rispondo: sì, può succedere come anche no, ma va bene così. È sempre meglio fare del bene a se stessi e agli altri, piuttosto che solo a se stessi e nuocere agli altri.
Cosa ne pensate? Se posso essere felice per qualcosa che faccio e ricevere in cambio felicità ed equilibrio, perché dovrei sentirmi egoista? Certamente dobbiamo stare bene prima di tutto noi stessi, per poter far stare bene anche gli altri. Questa è la regola, soprattutto per uno psicoterapeuta. Se non stessi bene, se non cercassi di lavorare sull’equilibrio, sulla salute mentale, sul benessere, come potrei aiutare gli altri? Il mio benessere viene prima, perché questo mi permette di diffonderlo e condividerlo con gli altri.
Sono felicissima di questo progetto di Dharma in Psicologia, perché mi sento viva. Sento vibrare le mie corde interne ogni volta che mi metto di fronte al microfono per registrare, perché sento la presenza di chi mi ascolta. Immagino le vostre espressioni facciali quando dico cose che magari vi toccano, anche cose che non condividete. Abbiamo tutti la capacità di toccare il cuore degli altri, quindi perché non scegliere di toccarlo in modo positivo, costruttivo e stimolante?
Sono tre anni che lavoro su questo progetto gratuitamente, ma capite bene che in realtà ne sto guadagnando in amore, feedback e riconoscimenti emotivi. Lo vivo anche come il mio Karma Yoga. Sapete che cos’è il Karma Yoga? Cosa significa? Il Karma Yoga è una pratica spirituale presente nelle tradizioni induiste, specialmente nella Bhagavad Gita, uno dei testi sacri dell’induismo. Il termine Karma si riferisce all’azione, mentre Yoga significa unione. Quindi Karma Yoga può essere tradotto come l’unione attraverso l’azione, o il cammino della consapevolezza attraverso l’azione.
Nell’ambito della Bhagavad Gita e delle tradizioni filosofiche induiste, Karma Yoga si riferisce a una via spirituale basata sull’attività, sul servizio disinteressato, comunemente chiamato volontariato. Coloro che praticano il Karma Yoga si impegnano nelle loro azioni senza desiderare i frutti di tali azioni, agendo senza aspettarsi gratificazione personale. Si arriva a non aspettarsi niente, ma piuttosto a lavorare su un senso di dedizione e sacrificio.
La pratica del Karma Yoga implica l’abbandono dell’attaccamento ai risultati delle azioni, la focalizzazione sul compito stesso, portando a una maggiore consapevolezza nel presente e al superamento dell’egoismo. Attraverso questa pratica si cerca di coltivare una mentalità di servizio altruistico e contribuire al benessere degli altri. Ad esempio, nelle comunità spirituali, si manifesta come un’opportunità per dedicarsi al servizio disinteressato e alla compassione verso gli altri.
Tra le mie esperienze, quando sono stata in un ashram in Australia, ho studiato come insegnante di yoga Kundalini. Durante questo percorso, dovevamo svolgere ore quotidiane di lavoro, come in cucina o nelle pulizie. Era richiesta nella formazione come insegnante di yoga ed è stata un’esperienza molto bella.
Che cosa vuol dire Karma Yoga? Dove viene praticato? Viene praticato nei servizi alla comunità, dove i membri si impegnano in attività di servizio verso gli altri, come la distribuzione di cibo ai bisognosi o l’assistenza ai malati. Anche il lavoro come pratica spirituale è considerato Karma Yoga se svolto con consapevolezza, compassione e dedizione al servizio degli altri. Questo può includere anche il lavoro nei campi, in ufficio, in negozio, a seconda della consapevolezza che si ha. Partecipare a progetti di beneficenza e coltivare una mentalità di non attaccamento ai risultati delle proprie azioni è fondamentale.
Il Karma Yoga offre ai partecipanti l’opportunità di coltivare virtù come umiltà, gratitudine e compassione. Quale potrebbe essere il tuo Karma Yoga per la comunità? Pensaci, trova il coraggio di iniziare; ti assicuro che la tua vita si trasformerà.
Sono qui oggi per ringraziare chi mi ha incoraggiato in questo cammino. Simili parole sono state dette anche a me in passato, non solo relative al progetto podcast, ma in tanti momenti della mia vita. Ora tocca a me. Lo faccio ogni giorno, ma lo voglio fare anche qui, in questo podcast. Ringrazio me stessa perché da tre anni ogni lunedì condivido un episodio di un argomento che mi incuriosisce, che mi piace, che voglio scoprire di più o farvi conoscere.
Mi scrivete anche per condividere le vostre trasformazioni, le vostre difficoltà esistenziali e ringrazio coloro che decidono di iniziare un percorso psicoterapeutico integrato alla spiritualità. È uno scambio di amore, rispetto e condivisione che ci fa crescere, alimenta pensieri positivi e allena la nostra intelligenza emotiva.
In onore di questo momento speciale, vi chiedo di scrivere e inviare a info-dharmaepsicologia.it la storia della vostra trasformazione interiore, della vostra ricerca spirituale, del vostro risveglio o di qualsiasi cambiamento che ha migliorato la vostra vita. Condividete, perché io lo condividerò con tutti. Creerò un episodio speciale in cui leggerò e discuterò le storie che mi invierete. Questo creerà un legame più profondo tra di noi e le vostre storie autentiche potranno ispirare e motivare gli altri, muovendo questa forma di Karma Yoga, di condivisione.
Sarò felice di leggere le vostre storie. Magari non riuscirò a condividerle tutte, ma vi assicuro che le leggerò tutte con grande rispetto e cura. Perché è importante condividere la propria storia? Condividere la propria storia può avere un impatto importante sulle persone, toccando profondamente le loro anime. Le storie personali ci permettono di connetterci su un livello umano più profondo. Quando qualcuno condivide le proprie esperienze, crea un legame autentico con gli altri, perché anche gli altri possono vedere se stessi riflessi in quella narrazione.
Le storie di successo, di sopravvivenza, di rinascita e di trasformazione possono ispirare gli altri e motivarli. Sentire come qualcuno abbia superato una sfida simile può dare speranza e incoraggiamento a chi sta affrontando situazioni difficili. Ascoltare le storie degli altri ci permette di praticare l’empatia e comprendere meglio le esperienze altrui, aiutandoci a essere più compassionevoli e solidali.
Condividere le storie personali può contribuire a normalizzare le esperienze umane, comprese quelle più difficili e dolorose, riducendo il senso di isolamento. Sapere di non essere soli nelle proprie lotte può portare conforto. Per coloro che condividono le proprie storie, questo processo può essere catartico e portare a una maggiore consapevolezza di sé, contribuendo alla guarigione emotiva.
Siamo arrivati al termine di questo episodio. Desidero ringraziarvi di cuore per il vostro sostegno continuo. Non vedo l’ora di leggere le vostre storie e di continuare questo viaggio di crescita e condivisione insieme. Che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
