La pratica del Lotus Bird, o nascita del loto, rappresenta un approccio alternativo alla gestione della placenta dopo la nascita. Questa pratica, che prevede di lasciare la placenta attaccata al neonato fino al distacco naturale, solleva interrogativi profondi sulla nostra comprensione della nascita e del legame tra madre e bambino. Le parole del dottor Michael Odent, pioniere in questo campo, ci invitano a riflettere su come la cultura possa influenzare le nostre scelte in un momento così cruciale.
Il dibattito attorno al Lotus Bird è acceso e controverso, con sostenitori e critici che offrono punti di vista divergenti. Mentre alcuni vedono in questa pratica un ritorno a rituali antichi e una connessione più profonda con il processo di nascita, altri avvertono i rischi associati a questa scelta. In questo contesto, è fondamentale esplorare le esperienze e le opinioni di chi ha intrapreso questo cammino, per comprendere meglio le implicazioni di una decisione così personale.
- La pratica del Lotus Bird e la sua storia
- Benefici e rischi associati alla nascita del loto
- Il ruolo della cultura nella percezione della nascita
- Esperienze personali e testimonianze di chi ha scelto il Lotus Bird
- Il dibattito tra medicina tradizionale e approcci alternativi
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo episodio di Dharma e Psicologia. Oggi vi parlerò di Lotus Bird, e inizio proprio con le parole del pioniere, del dottor Michael Odent, condivise nell’ottobre dell’unila. È necessario imparare ex novo come potrebbe essere una nascita non disturbata dalle consuetudini culturali. Abbiamo bisogno di un punto di riferimento da cui cercare di non deviare eccessivamente, e questo è precisamente il Lotus Bird.
Che cos’è la Lotus Bird? Chiamata anche nascita del loto, è una pratica alternativa di gestione della placenta dopo la nascita del bambino. In questa pratica, la placenta viene lasciata attaccata al cordone umbilicale del neonato fino a quando non si stacca naturalmente dal corpo, e questo può richiedere dai 3 ai 10 giorni dopo il parto. Durante questo periodo, la placenta viene spesso conservata in un contenitore a secco, o a volta in un tessuto naturale, come un telo di cotone, e lavata, curata, adornata e riempita con erbe e oli naturali, e viene lasciata seccare naturalmente insieme al suo cordone attaccato al bambino.
Alcune persone sostengono che questa pratica possa essere beneficiosa per il bambino, poiché la placenta contiene importanti nutrienti e sostanze nutritive, che possono essere gradualmente assorbiti dal neonato attraverso il cordone umbilicale. Tuttavia, la Lotus Bird è tutt’oggi una pratica molto controversa, perché non è stata scientificamente dimostrata l’efficacia, e quindi molti medici sconsigliano di lasciare la placenta attaccata al neonato, perché, dicono, potrebbe aumentare il rischio di infezione e richiedere una maggiore attenzione per la cura del cordone umbilicale. Quindi la maggior parte degli ospedali non supporta questa pratica, e la maggior parte delle donne scelgono di tagliare il cordone umbilicale subito dopo il parto.
Non esiste una singola persona o cultura che ha inventato la Lotus Bird, ma si ritiene che sia stata praticata in varie parti del mondo da secoli, soprattutto in alcune culture indigene. Questa pratica è stata portata all’attenzione degli occidentali negli anni Settanta dal medico francese Michel Oudent, che ha sostenuto i benefici della pratica, e successivamente poi la pratica è stata diffusa da vari gruppi di genitori e sostenitori della medicina alternativa. Tuttavia, non è, come ho già detto, poc’anzi una pratica comunemente accettata e non è neanche raccomandata dalla comunità medica, proprio perché non si conoscono bene i suoi effetti. Al contrario, la rimozione tempestiva della placenta dopo il parto è generalmente considerata una pratica medica standard e sicura.
Michel Oudent, che nacque nel 1930 e lasciò il corpo nel 2021, è stato un medico francese, un ostetrico, un ginecologo, noto per il suo lavoro sulla nascita naturale e sull’importanza dell’ambiente in cui si svolge il parto. Oudent ha lavorato come ostetrico per oltre 50 anni, praticando e insegnando l’approccio fisiologico alla nascita, che si concentra sulla promozione delle condizioni naturali per il parto e sul rispetto di tutto quel processo biologico che è la nascita. Tra i contributi di Oudent alla pratica ostetrica vi sono l’introduzione del concetto di camera di nascita o stanza del parto, un ambiente calmo e confortevole dove si partorisce, e l’idea della nascita senza stress, che sostiene l’importanza di ridurre il livello di stress durante il parto.
Oudent ha anche sostenuto l’importanza del contatto precoce tra madre e neonato, l’allattamento al seno e l’uso limitato di interventi medici durante il parto, come ad esempio la stimolazione farmacologica del travaglio o la pratica dell’episiotomia. Ha scritto numerosi libri sulla nascita e ha fondato il Primal Health Research Center a Londra, che si concentra sulla ricerca sulla salute materna e infantile. La sua influenza sulla pratica ostetrica è stata significativa, ispirando molte ostetriche e donne in tutto il mondo a cercare un approccio più naturale alla nascita.
Un nome che segue quello di Oudent è Clear Lotus Day, californiana, che ha avuto la percezione che il taglio del cordone umbilicale fosse una violenza sul corpo fisico ed eterico del bambino. Lavorava come infermiera e aveva un dono particolare, diceva di riuscire a vedere l’aura delle persone. Cos’è l’aura? È quel campo energetico che circonda ogni essere vivente e che viene percepito da persone particolarmente sensibili. Proprio per questa sua capacità, riuscì a comprendere come l’aura dei bambini che non avevano subito il taglio del cordone fosse integra e vibrante, e quindi iniziò a porsi delle domande a riguardo. Scelse di non recidere il cordone dalla placenta del suo bambino e lo fece nel 1974, quindi immaginate quanto tempo fa. Da allora, altre persone continuarono questo cammino.
Ricordiamo Janine Parvati Baker, nata nel 1949 e lasciato il corpo nel 2005. È stata un’attivista americana per la nascita naturale, l’autonomia delle donne durante il parto. È stata anche una scrittrice, musicista e insegnante di yoga e meditazione. Baker è stata una figura influente nella comunità dell’oniopatia, della medicina alternativa e della nascita naturale. Ha fondato la IGEA College, una scuola di formazione per ostetriche e donne interessate alla nascita naturale. Ha creato poi una fondazione no profit che sostiene la ricerca sulla salute materna infantile. Baker ha contribuito a cambiare l’approccio alla nascita in molti paesi, promuovendo l’idea che la nascita è un evento naturale e fisiologico che richiede attenzione e rispetto per tutto il processo biologico.
Voglio ricordare le sue parole: “Che cos’è esattamente il lotus birth? È un rituale del dopo parto, dei primi giorni di intimo isolamento. La nostra cultura occidentale ha perduto in gran parte questi rituali importantissimi del dopo parto, e i nostri bambini mostrano segni di essere cresciuti troppo in fretta, spinti verso una fase di crescita successiva prima di essere essenzialmente pronti, con l’inquietudine e la dissociazione che tutto ciò comporta.”
In Australia troviamo un’altra persona promotrice di questa nascita, Shivam Rachana, autrice dell’unico libro pubblicato su questa nascita, che è Lotus Birth, il parto integrale nati con la placenta. È proprio grazie a questo testo che il messaggio della nascita lotus birth ha portato nei cuori di tante persone nel mondo questa nuova conoscenza e consapevolezza.
Dalle informazioni mediche che troviamo, sappiamo che il cordone umbilicale viene tagliato poco dopo la nascita del bambino per separarlo dalla placenta. La placenta è l’organo temporaneo che fornisce ossigeno e nutrienti al feto durante tutta la gravidanza, un compagno fedele dei nostri piccoli. Il taglio del cordone umbilicale viene eseguito in modo sicuro, indolore, con un paio di forbici sterili. Generalmente questo avviene dopo che il medico o l’ostetrica hanno verificato che il bambino stia respirando normalmente e che non ci siano problemi. La maggior parte dei tagli del cordone avviene entro i primi minuti dopo la nascita. In alcuni casi, può essere anche ritardato per alcuni minuti e in alcuni casi anche per alcune ore, a seconda delle circostanze, dei medici, degli ospedali e dei genitori.
Anche se il cordone umbilicale contiene ancora una piccola quantità di sangue e nutrienti al momento del taglio, il bambino è in grado di sopravvivere e di iniziare a respirare autonomamente dopo la nascita. La comunità medica conferma che il taglio del cordone umbilicale può ridurre il rischio di infezioni o di altre complicanze per la madre e il bambino dopo il parto. Ma la domanda che potrebbe sorgere è: se la natura, nella sua perfezione, ha previsto che il bambino nasca collegato alla sua placenta, perché mai deve venire separato forzatamente, chirurgicamente, per mano dell’uomo?
Nel mondo animale, ad esempio, la madre del piccolo scimpanzé porta tra le braccia sia il cucciolo che la placenta, muovendosi piano piano fino a quando il cordone poi si stacca spontaneamente, cadendo al suolo e diventando nutrimento per il terreno e per la foresta.
Se avete curiosità e volete sapere di più, potete andare sul sito della Lotus Bird Italia, dal quale ho estratto la lista dei benefici di questa nascita consapevole. I benefici sono: trasfusione placentare completa, minor incidenza di anemia per via del maggior rapporto di ferro, maggior quantità di cellule staminali, minor necessità di trasfusioni per i prematuri, maggior rapporto di nutrienti, vitamine, minerali, minor possibilità di danni cerebrali, minor possibilità di danni agli organi, maggior rapporto di anticorpi materni, migliori risultati di successo nell’allattamento, si evitano le infezioni del cordone ombelicale, c’è una guarigione dell’ombelico più rapida, si evita il tetano neonatale, si concede al neonato il tempo ottimale per stabilire il proprio regime respiratorio, fegato e reni sono supportati per smaltire le tossine dovute alla nascita, c’è un’integrazione dell’esperienza di nascita del periodo appena successivo, maggiore facilità al bonding familiare, riduzione dei rischi di emorragia postpartum per la madre, rispetto del primo diritto dell’essere umano di essere donatore consenziente. Se volete, potete leggerli sul sito della Lotus Birth Italia.
Detto ciò, è chiaro che non c’è una risposta certa, definitiva e giusta, e questo dipenderà sempre da chi vi interfacciate in tale argomento. Se lo chiedete ai medici e all’ostetrica di tradizione, avranno un’idea; se invece lo chiederete ai sostenitori della Lotus, ne avranno altre. Io, ad esempio, ho fatto nascere mio figlio con la Lotus Birth, quindi sono un esempio concreto di questa scelta. Ne parlo poco perché è una cosa molto mia, molto personale, ma ammetto che è stata un’esperienza molto bella che richiede ovviamente maggiore attenzione e consapevolezza sotto tanti punti di vista, dalla gestione del bimbo attaccato alla placenta, che va toccato e mosso in un modo completamente diverso e consapevole, alla gestione della placenta stessa, che va curata e richiede anch’essa una buona cura fino al distacco naturale dal corpo del bambino.
Non esistono scelte giuste o scelte sbagliate, ma esiste quello che risuona chiaro dentro di noi. Se dentro di voi sentite che questa scelta vibra all’unisono con la vostra mente e col vostro cuore, allora percorretela e non guardatevi indietro. Se dei dubbi confondono la vostra chiarezza e non siete sicuri, prendetevi del tempo, cercate la strada che sentite più affine. Io sono stata felicissima della Lotus Birth, lo rifarei altre volte, ma tutto dipende anche dal bambino, da come nasce, dal suo corpo, dal nostro corpo, da ciò che il suo corpo e il nostro corpo comunicano. Non può essere uguale tutte le volte.
Ricordate che la nascita è un avvenimento che richiede tutta la nostra presenza mentale e fisica, e sia con la Lotus che con il taglio classico del cordone implica una presa di responsabilità nei confronti di noi stessi e del piccolo essere che si dà la luce. Spero che questo episodio vi sia piaciuto, che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici!
