La ricerca della nostra natura selvaggia interiore è un viaggio profondo e personale, un’esplorazione che ci invita a riconnetterci con le nostre passioni più autentiche e i nostri istinti primordiali. In un mondo che spesso ci spinge verso la conformità e l’adeguamento, è fondamentale riscoprire quella parte di noi che è libera dalle aspettative esterne e dalle convenzioni sociali.
Questo percorso non è solo un atto di ribellione, ma un invito a vivere in armonia con noi stessi e con il mondo che ci circonda. La natura selvaggia interiore rappresenta la nostra vera essenza, quella che ci spinge a esprimere la nostra autenticità e a perseguire i nostri sogni, anche quando ciò richiede coraggio e determinazione.
- La connessione con la propria natura selvaggia interiore.
- Il ruolo degli istinti primordiali nella vita quotidiana.
- La ricerca di autenticità e libertà personale.
- Le sfide culturali e sociali nel riconoscere la propria essenza.
- Strategie per riscoprire la propria passione e creatività.
Trascrizione
Bentornati a un nuovo episodio di Dharma e Psicologia. Oggi voglio parlare della natura selvaggia che abita in ognuno di noi e di come riuscire ad entrare in contatto con essa. Perché ho utilizzato la parola natura selvaggia? La natura selvaggia interiore si riferisce a quella parte più profonda e autentica di noi stessi che è in sintonia con gli istinti primordiali, con le passioni più profonde. È quella parte di noi che è libera dalle inibizioni sociali, dalle aspettative esterne, dalle convenzioni culturali.
Alcuni aspetti chiave della natura selvaggia interiore possono essere: gli istinti primordiali, ovvero la natura selvaggia interiore, comprende gli istinti fondamentali che risiedono in tutti noi, come la sopravvivenza, la ricerca di amore, di riconnessione, la creatività, l’espressione personale. Può essere autenticità, cioè rappresenta la nostra vera essenza, quella libera da maschere e ruoli che spesso adottiamo nella società. È proprio il nostro essere più autentico, più sincero.
Ci sono anche passione e desiderio profondo. La natura selvaggia interiore è guidata dalle nostre passioni più profonde e dai desideri che ci muovono senza compromessi, senza paura del giudizio degli altri. E anche libertà e autonomia, perché è la parte di noi che ricerca la libertà di essere se stessi, senza restrizioni esterne, senza restrizioni autoimposte. È quel desiderio di vivere una vita in linea con la propria verità, anche se ciò significa allontanarsi dagli schemi convenzionali.
Inoltre, c’è la forza interiore, caratterizzata da una determinazione senza limiti e dalla capacità di affrontare le sfide della vita con coraggio e resilienza. Coltivare la natura selvaggia interiore può significare esplorare le proprie passioni, seguire il proprio istinto, abbracciare la propria autenticità e connettersi con la parte più profonda di se stessi. Questo è un viaggio di autoesplorazione e autodeterminazione, che porta alla scoperta e all’espressione completa di chi siamo veramente.
Sentite dentro di voi un’energia che scorre, questo calore o passione che vi muove dentro come un desiderio, una motivazione? Oppure vi sentite scarichi, depressi, dissociati dal vostro stesso sentire? Magari state attraversando un momento di stanchezza interiore dovuto a una situazione vissuta, a un lutto, a una malattia, a un grosso carico lavorativo, a un cambiamento. Considerate che la nostra energia normalmente ha variazioni e oscillazioni, quindi non può essere sempre ad alti livelli. Non è quello di cui sto parlando. Ma vi sto chiedendo se vi state accorgendo o vi siete accorti nell’ultimo periodo di vivere una vita senza stimoli, senza passioni, che a volte è considerata noiosa, ripetitiva. È magari da un po’ che vi state trascinando dietro questa sensazione di motore spento.
Se questo sta accadendo, io vi chiedo: secondo voi, perché? Perché sta accadendo questo spegnimento di energia dentro di voi? Cos’è che vi tiene fermi in questa dimensione di chiusura, di bassa stimolazione, di motivazione lenta, senza quell’impulso? Spesso incontro persone che iniziano un percorso terapeutico proprio perché non sentono più questa energia interiore. Non voglio dire che chiunque in un periodo della propria vita non senta questa forte motivazione debba andare dallo psicologo, ma ci sono situazioni in cui questa energia è spenta da un bel po’ di tempo. Questo comporta difficoltà nella vita quotidiana, nelle relazioni di coppia, nella propria relazione genitoriale. È quando questa energia porta a vivere la vita da osservatore esterno, non da protagonista. I giorni passano in questo modo, si trasformano in mesi, poi arrivano addirittura in anni.
Oggi sono qui a ricordarvi che è un vostro diritto vivere la vostra vita quotidiana in armonia con tutto ciò che vi circonda, quindi un’armonia, un equilibrio con il dentro e con il fuori. Se senti il desiderio di un cambiamento positivo, allora ti invito a unirti a noi. Inizia il tuo viaggio verso una felicità più autentica e soddisfacente. La chiave della felicità è nelle tue mani. Diventa di vitale importanza incontrare la vostra natura selvaggia che scalpita dentro di voi.
Ognuno di noi manifesterà questa energia in modo diverso. Ciò non vuol dire diventare persone irrazionali, impulsive, aggressive. Quando si parla di energia selvaggia, c’è l’idea di poter diventare senza controllo, aggressivi, maleducati. Assolutamente no, tutt’altro. L’aggressività, l’ansia, l’impulsività arrivano quando dentro di noi qualcosa non suona all’unisono. È come se ci fosse uno strumento scordato dentro di noi, ma noi siamo un’orchestra di strumenti incredibili, quindi qualcosa non ci torna.
Quando è stata l’ultima volta che hai sentito questa ricerca di connessione, di creatività, di passione? Vorresti provare a ritrovare il contatto con questa energia? Ovviamente il percorso è diverso per ognuno di noi. A volte riusciamo da soli, altre abbiamo bisogno di un aiuto. Questo non esclude che tutti possiamo iniziare a fare i primi passi da soli.
Ora ti darò alcuni suggerimenti e ti chiedo di non giudicarli con la tua mente, ma semplicemente di ascoltarli col cuore, rimanendo aperto, senza aspettativa e senza giudizio. Ritrovare la propria natura selvaggia può significare molte cose diverse per persone diverse. Non c’è una ricetta medica che scrive il nome della medicina, che poi non va bene a tutti. Questo è un processo di riconnessione con la natura, un’esplorazione delle proprie passioni, degli istinti più profondi, un ritorno a uno stato più libero, più autentico di essere. Capite che il lavoro che si fa è profondo, lento, rispettoso.
Voglio condividere dei suggerimenti su come iniziare questo processo. Primo, passa del tempo nella natura. Trova luoghi in cui puoi immergerti nella natura selvaggia, come foreste, montagne, spiagge remote. Lascia che l’ambiente naturale ti ispiri e ti aiuti a riconnetterti con te stesso. Pratica la consapevolezza, prenditi del tempo per riflettere sulle tue emozioni, sulle tue sensazioni, sugli istinti che senti. La consapevolezza ti aiuta a essere più in sintonia con te stesso e con il mondo che ti circonda.
Segui le tue passioni. Identifica quelle attività che ti appassionano, che ti fanno sentire vivo. Potrebbe essere qualcosa legato alla creatività, all’avventura, all’esplorazione. Coltiva queste passioni e lascia che ti guidino verso la tua natura più selvaggia. Abbraccia il cambiamento. La natura selvaggia è fluida, è in costante evoluzione, quindi sii aperto al cambiamento. Non avere paura. Il cambiamento porta aria, ossigeno, trasformazione, crescita personale. Sperimenta nuove esperienze e lascia che queste ti trasformino. Non rimanere rigido, chiuso in una bolla di cristallo ad osservare gli altri che vivono.
Coltiva la tua forza interiore. Trova il coraggio di seguire il tuo cuore, persegui i tuoi sogni. La natura selvaggia è caratterizzata da una forza interiore, da una determinazione senza limiti. In questo percorso, è molto importante accettare te stesso. Accetta tutte le parti di te stesso, non solo quelle che ti piacciono, ma anche quelle che potrebbero sembrare bizzarre, strane, selvagge, istintive. La tua unicità è ciò che ti rende autentico, ed è questo che devi andare a risvegliare.
Come ultimo consiglio, connettiti con gli altri. Cerca comunità, persone che condividono la tua visione della natura selvaggia. La condivisione di esperienze e idee può arricchire il tuo percorso personale. Ritrovare la tua natura selvaggia è un viaggio personale, unico. Segui il tuo istinto, fallo a modo tuo, non seguire il modo di un altro.
Qualcuno potrebbe dire: se bastasse seguire questi consigli, perché non riusciamo tutti facilmente? Effettivamente, tutti potremmo essere in contatto con noi stessi, perché è dentro di noi. Te la faccio io una domanda: se la nostra natura è proprio questa, perché non accade? Perché molte persone non riescono ad entrare in contatto con questa natura? Pensaci. Ritrovare la propria natura selvaggia può essere faticoso per diversi motivi. Potrebbe essere a causa di una sovrapposizione culturale. Viviamo in una società che spesso incoraggia la conformità e la soppressione degli istinti più selvaggi. Le aspettative sociali e culturali possono farci sentire inadeguati nel sentire la nostra natura più autentica.
Abbiamo paura del giudizio altrui. Questa paura può impedirci di esplorare appieno chi siamo veramente. Non so se vi è mai capitato, abbiamo paura di essere giudicati come eccentrici, strani, inaccettabili se ci allontaniamo dagli standard sociali dominanti. Questo porta a restare nella zona di comfort. È più facile rimanere nella nostra zona di comfort, dove ci sentiamo al sicuro, familiari, piuttosto che rischiare l’ignoto. Ma il processo di ritrovare la propria natura selvaggia è proprio l’opposto. Richiede spesso di uscire dalla zona di comfort e di affrontare l’incertezza.
A volte, anche l’autoconsapevolezza non è semplice. Esplorare la propria natura selvaggia richiede un profondo livello di autoconsapevolezza e introspezione. Può essere un viaggio emotivo, impegnativo, perché arriviamo a confrontarci con i nostri veri desideri, con le nostre paure, con le nostre aspirazioni. Anche il rispetto delle regole e delle convenzioni sociali sono spesso condizionanti. Seguiamo regole e convenzioni sociali che possono limitare la nostra espressione personale e la nostra libertà di essere noi stessi.
Tantissime volte accade che ci sono resistenze interne. Anche quando desideriamo ardentemente esplorare la nostra natura selvaggia, possiamo incontrare resistenze interne dovute alla paura dell’ignoto, al timore di abbandonare ciò che ci è familiare, alla paura di non essere più accettati dalla nostra famiglia. Vi assicuro che di tutte queste resistenze ne ho incontrate tante. Durante il percorso terapeutico, c’è un lavoro proprio su questo: incontrarle, riconoscerle e lasciarle andare. Affrontare queste sfide richiede tempo, impegno e coraggio. Tuttavia, il processo di ritrovare la propria natura selvaggia può portare a una maggiore autenticità, gioia e realizzazione personale.
Avete mai letto il libro Donne che corrono coi lupi? Penso proprio di sì. È un libro scritto da Clarissa Pinkola Estés, una psicanalista e scrittrice americana, pubblicato nel 1992. Ancora oggi è un classico della letteratura femminista, del movimento per il potere delle donne. Il libro esplora il concetto di natura selvaggia delle donne attraverso miti, fiabe e storie di diverse culture. Clarissa Pinkola Estés utilizza queste narrazioni per esaminare i modi in cui le donne possono riconnettersi con la propria autenticità, forza interiore e creatività innata, nonostante le pressioni sociali e culturali che spesso sopprimono tutto ciò.
Il titolo Donne che corrono coi lupi si riferisce metaforicamente alla capacità delle donne di abbracciare la propria natura selvaggia, simboleggiata dal lupo, e di esplorare il loro potenziale più profondo e autentico. Questo libro è molto bello perché incoraggia le donne a riscoprire il proprio istinto, la propria intuizione e la propria saggezza interiore, abbracciando la loro unicità e forza interiore. Lo fa attraverso una combinazione di psicoanalisi, mitologia e narrativa, affrontando un percorso di guarigione e trasformazione per le donne che desiderano liberarsi dalle catene delle conformità sociali. È un libro rivolto alle donne, ma archetipicamente anche per gli uomini, perché ritrovare il contatto col proprio femminile selvaggio, creativo e protettivo è importante anche per noi uomini.
Detto ciò, perché non provi ad alzarti, a spostarti da ciò che ti tiene immobilizzato in una situazione tossica? Vai a fare una doccia fredda, cambia l’energia dei tuoi pensieri, svegliati la mattina all’alba, vai in spiaggia, vai in un bosco a respirare, urla alla luna in una notte di luna piena in mezzo a un bosco. Fai quello che vuoi, ma che sia diverso da ciò che ti ha messo nelle tue sabbie mobili mentali. Basta lamentarsi, butta fuori tutte le tue lacrime, ma poi lavati la faccia e guardandoti allo specchio fai pace con te stesso. Invita i tuoi demoni a prendere la loro strada e a lasciarti libero. Lo meriti, lo puoi fare ed è bellissimo vivere fedeli alla propria natura.
Diventa chi sei. Ecco cosa vuol dire diventare chi sei. Vai oltre ciò che i tuoi genitori possono pensare di te, per una volta. Di ciò che il tuo compagno è abituato a vedere di te, di ciò che i tuoi figli pretendono da te o di come il tuo datore di lavoro ti richiede. Non dico di diventare egoista, non dico di diventare non empatico, tutt’altro. Ti sto dicendo di tornare ad amarti, di tornare ad amare la vita, ad amare i tuoi difetti, le tue ferite, le tue fragilità.
Siamo arrivati alla fine di questo episodio ed è il momento di libri che trattano il tema della natura selvaggia e di questo percorso di autosplorazione e autenticità. Puoi iniziare anche da qui, dalla semplice lettura di un libro. Primo libro: Donne che corrono coi lupi, l’ho menzionato in precedenza e l’ho spiegato abbastanza bene. Poi, La grande madre di Eric Newman, questo libro esplora il concetto di grande madre nella psicologia analitica, offrendo una prospettiva sulla connessione tra la natura selvaggia e l’archetipo materno. Il canto della dea selvaggia di Clarissa Pinkola Estés esplora il tema della femminilità, del ritorno alla propria natura autentica attraverso miti e storie. Il potere della voce interiore di Don Miguel Ruiz Junior esplora il concetto di voce interiore e offre suggerimenti pratici su come ascoltare e seguire la propria guida interiore. Wild, la vita selvaggia per guarire il cuore ferito di Lucia Giovannini esplora il concetto di natura selvaggia come fonte di guarigione e trasformazione personale, offrendo strumenti pratici per liberarsi dalle ferite emotive.
Siamo arrivati alla fine di questo episodio. Voglio salutarvi con un estratto dal libro Donne che corrono coi lupi, che offre un suggerimento su come avvicinarsi al proprio lato selvaggio interiore. Per ritrovare la tua natura selvaggia, inizia con un semplice gesto di ascolto. Trova un luogo tranquillo, lontano dalle distrazioni del mondo esterno. Chiudi gli occhi e concentra la tua attenzione sui suoni della natura che ti circonda: il canto degli uccelli, il fruscio delle foglie, il suono del vento. Respira profondamente e lascia che questi suoni ti guidino verso uno stato di quiete interiore. Quando sei pronto, poni a te stesso una domanda semplice, ma potente: chi sono veramente? Lascia che questa domanda permei la tua mente e il tuo cuore senza giudizio o aspettative. Sii aperto a qualsiasi risposta possa emergere, anche se possa sembrare sottile o fugace.
Dopo aver posto la domanda, abbi fiducia nel tuo istinto e segui il flusso della tua coscienza. Puoi trovare utile tenere un diario e scrivere i tuoi pensieri, sensazioni e intuizioni mentre emergono. Non cercare di forzare nulla. Lascia che le risposte avvengano naturalmente nel loro tempo. Ricorda che il viaggio verso la tua natura selvaggia è un processo di scoperta e riconnessione continua. Non c’è una destinazione finale, solo un fluire costante di autenticità e crescita. Sii gentile con te stesso e onora il tuo viaggio, qualunque forma possa prendere. Spero che questo estratto possa ispirarti nel tuo percorso di esplorazione della natura selvaggia interiore. Grazie per aver ascoltato.
