La complessità della mente umana e le sue sfide sono temi che richiedono una riflessione profonda. L’esperienza in un contesto psichiatrico può rivelare non solo la fragilità della salute mentale, ma anche la ricchezza delle storie personali che si celano dietro ogni diagnosi. La schizofrenia, in particolare, emerge come una condizione che sfida le convenzioni e invita a esplorare le intersezioni tra scienza e spiritualità.
In questo contesto, è fondamentale considerare le diverse prospettive che influenzano la comprensione e il trattamento delle malattie mentali. Dalla visione medica a quella sciamanica, ogni approccio offre spunti di riflessione su come affrontare la sofferenza e la ricerca di equilibrio interiore.
- La percezione della malattia mentale nella società contemporanea.
- Le esperienze personali in contesti psichiatrici e il loro impatto emotivo.
- La schizofrenia: sintomi, cause e approcci terapeutici.
- Intersezioni tra medicina occidentale e pratiche spirituali.
- Il ruolo della comunità e della cultura nella comprensione della malattia mentale.
- Approcci alternativi e integrativi nella gestione della schizofrenia.
Trascrizione
Bentornati a un nuovo episodio di Dharma e Psicologia. Vi è mai capitato di andare in un ospedale psichiatrico? Se sì, come vi siete sentiti? Che esperienza avete fatto e perché eravate lì? Io ci sono stata per lavoro, come educatrice in casa e famiglia, quindi accompagnavo in psichiatria le donne che erano in fuga da situazioni difficili e che quindi avevano anche dei disturbi psicologici e anche dei minori extracomunitari.
Successivamente mi sono trovata in psichiatria e anche a seguire privatamente dei pazienti che frequentavano il reparto di psichiatria in qualità di psicologa. Ammetto che ogni volta che entravo in quel reparto mi venivano dei brividi in tutto il corpo perché avvertivo come una vibrazione veramente molto particolare che posso descrivere come una sensazione di vuoto. Questo ovviamente era ciò che provavo io in quel periodo, in quel momento. Se dovessi descriverla adesso sarebbe forse un po’ diverso, però ecco, di base avverto quel senso di separazione, di associazione.
Ho svolto anche il tirocinio con pazienti psichiatrici che venivano in reparto solo per la terapia e poi ritornavano in casa famiglia o nelle loro case e ho acquisito esperienza e informazioni anche attraverso il racconto di pazienti che poi sono stati ricoverati magari mesi prima e poi venivano da me in terapia. Ovviamente il racconto passava attraverso i loro occhi e la loro mente, ma comunque ciò che mi raccontavano era veramente doloroso.
Non dobbiamo immaginare i pazienti del reparto di psichiatria come delle persone folli che finiscono rinchiusi lì con la camicia di forza. Sono mamme che ad un certo punto crollano per disturbi psicologici, sono ragazzi dopo un uso massiccio di droghe, sono ragazzi extracomunitari che hanno affrontato guerra o violenza nei loro paesi di origine, sono persone come me e te che ad un certo punto, dopo anni di dolore psicologico o dopo situazioni traumatiche o eventi particolari, non riescono più a tenere la loro mente in equilibrio e hanno bisogno di aiuto sia farmacologico che psicologico.
Poi all’interno dei reparti le situazioni sono tante, le tassono diverse, la gravità della diagnosi è diversa e quello che mi colpiva di più era vederli girare magari nel corridoio, alcuni parlavano alla finestra, altri col televisore, altri magari si lamentavano per dolori o altre cose e tutto ciò crea, possono creare nel familiare che li va a trovare o nel visitatore o nel terapeuta tante considerazioni, tante reazioni diverse.
Mi ha sempre affascinato il lato ombra della mente, cioè ciò che non è visibile immediatamente, quindi anche la malattia. In questi luoghi si osserva benissimo la parte d’ombra che viene fuori e forse in un modo un po’ aggressivo e lì perché vuole comunicare qualcosa. La malattia mentale è una condizione medica che influisce sul funzionamento della mente e del cervello, portando a questi disturbi del pensiero, dell’umore, del comportamento e delle emozioni. Questi disturbi possono variare notevolmente in termini di gravità e di sintomi e possono influire sulla capacità di una persona di condurre una vita normale e sana.
Oggi voglio soffermarmi sulla schizofrenia. La schizofrenia è una grave malattia mentale cronica che colpisce il modo in cui una persona pensa, si comporta e percepisce la realtà. È una delle malattie mentali più complesse e misteriose e può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana di chi ne è affetto.
Adesso vi elenco alcune caratteristiche principali della schizofrenia. Allora abbiamo i deliri. Le persone affette da schizofrenia possono sviluppare deliri che sono delle credenze irrazionali e persistenti che non sono basate sulla realtà. Ad esempio, possono credere di essere perseguitate da forze oscure o di avere un’importanza speciale che non hanno. Ecco, sottolineo la credenza di essere perseguitate da forze oscure perché dopo riprendo un po’ questo concetto.
Ci sono anche le allucinazioni, che sono esperienze sensoriali che non hanno una base nella realtà. Le allucinazioni uditive, come sentire voci che gli altri non sentono, sono comuni nella schizofrenia. Vi è anche un pensiero disorganizzato perché le persone con schizofrenia spesso hanno difficoltà a organizzare i loro pensieri e quindi possono avere e fare dei discorsi incoerenti o confusionari.
Ci sono disturbi del comportamento perché il comportamento di chi soffre di schizofrenia può diventare inappropriato, imprevedibile o socialmente isolato e possono mostrare un ritiro sociale e una perdita di motivazione per partecipare alle attività quotidiane. Molti individui con schizofrenia possono sperimentare sintomi depressivi o maniacali, sebbene il disturbo non sia un disturbo dell’umore a sé stante. Sintomi negativi che includono la mancanza di motivazione, la povera espressione emotiva, la scarsa capacità di provare piacere, ovvero anedonia, e la difficoltà a concentrarsi.
La schizofrenia può variare notevolmente da persona a persona e la gravità dei sintomi può oscillare da lieve a grave. La causa esatta della schizofrenia non è ancora completamente compresa, ma si ritiene che coinvolga una combinazione di fattori genetici, neurochimici, ambientali e dello sviluppo cerebrale.
Il trattamento della schizofrenia spesso coinvolge una combinazione di farmaci antipsicotici che servono ad aiutare a controllare i sintomi, di terapie psicologiche, di sostegno sociale e interventi per migliorare la funzione quotidiana e l’indipendenza. Con il trattamento adeguato, molte persone affette da schizofrenia possono vivere una vita soddisfacente e funzionale. Tuttavia, la schizofrenia richiede una gestione a lungo termine e il supporto continuo di professionisti della salute mentale.
Quindi perché ci siamo alla schizofrenia? Allora, dal punto di vista occidentale medico, l’amalarsi può essere causato da una bassa gamma di fattori poiché le malattie possono essere il risultato di influenze biologiche, ambientali, genetiche e comportamentali. Alcuni dei principali fattori che possono contribuire all’insorgenza delle malattie sono quindi fattori biologici perché le malattie possono essere causate da agenti patogeni come virus, batteri, funghi, parassiti. Questi organismi possono infettare il corpo umano e causare delle malattie infettive. Inoltre, possono verificarsi anche delle disfunzioni del sistema immunitario o delle anomalie genetiche che aumentano il rischio di malattia.
I fattori ambientali perché l’ambiente in cui viviamo può influenzare la nostra salute. L’esposizione a inquinanti atmosferici, sostanze chimiche nocive, radiazioni, contaminanti alimentari o acqua inquinata può contribuire allo sviluppo di malattie. Però ricordo che quello che sto dicendo fino adesso, i fattori biologici e ambientali sono veramente molto generici nel senso che siamo tutti esposti a questi tipi di fattori, quindi solo alcuni si ammalano e non tutti perché ci sono poi delle situazioni che sono molto individuali, delle caratteristiche che appartengono alla storia mentale, spirituale e fisica della persona in particolare.
Quindi anche nel caso dei fattori genetici, cioè le predisposizioni genetiche possono rendere alcune persone più suscettibili a determinate malattie. Tuttavia, la genetica da sola raramente è la causa delle malattie perché spesso interagisce con altri fattori ambientali e comportamentali. Un altro elemento è lo stile di vita: il comportamento, fumo di tabacco, uso di alcol, dieta non salutare, mancanza di esercizio fisico, uso di droghe, possono aumentare il rischio di sviluppare delle malattie croniche come il cancro, le malattie cardiache, il diabete e altre patologie. Questo va ad appesantire magari delle difficoltà psicologiche che ci sono alla base.
Poi lo stress cronico, l’ansia, la depressione e altri fattori psicologici possono influire sulla salute fisica. Le risposte fisiche allo stress possono avere un impatto negativo sul sistema immunitario e sul corpo in generale. Probabilmente, dico probabilmente perché neanche i medici ne hanno conferma, spesso ciò che determina l’insorgenza di una malattia è una complessa interazione tra questi fattori.
La prevenzione delle malattie spesso coinvolge la promozione di uno stile di vita sano, l’adozione di comportamenti a basso rischio, la gestione dello stress, la consulenza genetica quando è necessario e la ricerca medica continua a studiare questi fattori per comprendere al meglio le malattie che poi si sviluppano e quindi trovare delle strategie di prevenzione e di trattamento più efficaci.
Io qui sto definendo però la parte fisiologica, quindi del corpo, ma poi ci sono anche altri fattori che sono spirituali, legati quindi all’anima, sono un po’ più profondi e non sono però empirici, non sono valutabili. Dal punto di vista sciamanico, ad esempio, le malattie, comprese la schizofrenia, sono spesso considerate un risultato di squilibri energetici, disconnessioni spirituali, disturbi dell’anima. Nelle pratiche sciamaniche si crede che la malattia sia causata da molteplici fattori, tra cui la perdita dell’equilibrio spirituale, i traumi spirituali, le maledizioni o le intrusioni spirituali. Pertanto, la cura e la guarigione, nella prospettiva sciamanica, spesso coinvolgono la riunificazione con l’anima, la rimozione di influenze negative e il ripristino dell’equilibrio spirituale.
Nell’ambito sciamanico, la schizofrenia potrebbe essere vista come una forma di disconnessione profonda dalla propria anima o dalla realtà spirituale. Bisogna stare molto attenti con questo tipo di discorsi spirituali, e ci tengo a dirlo, perché spesso il disequilibrio fisico-spirituale, ovvero la malattia, o quello che noi consideriamo quindi la malattia, può portare a ossessioni riguardo a intrusioni spirituali, maledizioni, perché mi sono trovata spesso a seguire dei casi di questo tipo.
Quindi il consiglio che do è che se avete un disturbo psichiatrico diagnosticato e iniziate a porre particolare attenzione su questi argomenti spirituali e sentite che questo vi agita così tanto da dormire meno, mangiare meno, il vostro pensiero è focalizzato su discorsi di invasioni o maledizioni, mi raccomando chiedete subito il supporto di un medico che vi aiuti a gestire questi sintomi di, metto tra virgolette, pseudopossessioni o altro.
Purtroppo cosa succede? Perché succede questo? Perché la nostra cultura non ha un supporto culturale forte a riguardo e questo facilmente crea dei problemi. Io ricevo persone che dopo consulti di trattamenti spirituali, odistici, dove magari si parla di chakra bloccati, di invasioni energetiche, di vampiri spirituali, facilmente perdono la lucidità perché probabilmente alla base c’era una malattia magari non conclamata e quindi questo poi va a creare dei danni importanti.
È importante sapere cosa si dice, a chi si dice e soprattutto come lo si dice, che tipo di informazioni stiamo dando a chi. Nel momento in cui la mente è fragile e sensibile bisogna avere la formazione e la professionalità di sapere quali parole usare e su cosa soffermarsi. Ecco allora che si aprono delle porte che o devono restare chiuse o devono essere aperte lentamente e questo è importantissimo per qualsiasi tipo di terapeuta.
Con ciò non sto criticando gli operatori spirituali, odistici, tutt’altro, sto solo dicendo che siamo tutti esseri fisici e spirituali, ma la nostra mente potrebbe non avere in quel momento le energie giuste per tenere certi tipi di discorsi, quindi andrebbero affrontati con calma, al momento giusto e con le parole giuste.
Nella cultura sciamanica antica, le tribù, le pratiche sciamaniche di guarigione potrebbero includere il recupero dell’anima. La pratica sciamanica del recupero dell’anima coinvolge il ritrovamento e reintegro di parti dell’anima che potrebbero essere state perse o separate a causa di traumi o esperienze negative. Questo processo mira a ripristinare l’equilibrio spirituale e la vitalità.
Non so se vi sarà mai capitato, avete mai provato di fare un recupero dell’anima con uno studioso di sciamanesimo? Come può essere letto il recupero dell’anima dal punto di vista psicologico e quindi anche affrontato in terapia a livello metaforico archetipico? Secondo Jung, l’individuazione è il processo attraverso il quale una persona integra le parti nascoste o trascurate di se stessa per diventare una persona più intera, autentica. Questo processo può coinvolgere il riconoscimento e l’accettazione delle parti del io che sono state represse o ignorate.
Alcuni psicologi contemporanei hanno sviluppato teorie che mettono l’accento sull’anima come una parte profonda dell’essere umano che può essere persa o dimenticata a causa delle pressioni della vita moderna. Il recupero dell’anima in questo contesto potrebbe essere visto come il processo di riconnessione con i valori, i desideri e le passioni che danno significato e vitalità alla vita.
Un’altra tecnica sciamanica è la rimozione di intrusioni spirituali. Secondo la prospettiva sciamanica, le intrusioni spirituali possono essere cause di malattie. Gli sciamani lavorano per rimuovere queste influenze negative o indesiderate dall’individuo, consentendo una guarigione spirituale. Da un punto di vista psicologico, le intrusioni spirituali possono essere considerate come la manifestazione di disagio psicologico o come sintomi di disturbi mentali.
Un’altra tecnica sono le cerimonie e i rituali di purificazione che vengono utilizzati per rimuovere le influenze negative, per aprire canali di comunicazione con gli spiriti guaritori e ristabilire quindi l’equilibrio energetico. Queste cerimonie di purificazione spesso sorgono in risposta a situazioni o eventi che causano disagio emotivo o stress e, dal punto di vista psicologico, questi rituali possono offrire un modo di affrontare e gestire le emozioni negative. Partecipare a una cerimonia di purificazione può fornire un senso di conforto, di supporto sociale e di struttura psicologica per elaborare le emozioni difficili.
Un’altra tecnica è la comunicazione con gli spiriti guaritori. Gli sciamani possono comunicare con gli spiriti e le guide spirituali per ottenere orientamento e assistenza nella guarigione. Questa comunicazione può avvenire attraverso la meditazione, la trance, il viaggio sciamanico. Dal punto di vista psicologico, la comunicazione con gli spiriti guaritori può essere spiegata attraverso il potere delle credenze, dell’aspettativa e le persone che credono sinceramente in queste pratiche possono sperimentare miglioramenti nella loro salute e nel loro benessere, semplicemente perché credono che funzionino. Questo è noto come effetto placebo in psicologia, in cui la mente e il corpo possono reagire positivamente alle aspettative.
Ci sono anche il lavoro con le energie e gli elementi. Le pratiche sciamaniche spesso coinvolgono il lavoro con l’energia e gli elementi della natura per aiutare nella guarigione e nel ripristino dell’anima. Molte tradizioni spirituali attribuiscono significato simbolico agli elementi naturali come terra, acqua, fuoco, aria e, dal punto di vista psicologico, lavorare con questi elementi può essere un modo per attribuire significato personale alle proprie esperienze e sensazioni. Ad esempio, la terra potrebbe rappresentare la stabilità, l’acqua l’emozione, il fuoco la passione, l’aria la libertà.
Va notato che le pratiche sciamaniche variano notevolmente da cultura a cultura e da individuo a individuo. Non sono approvate dalla comunità scientifica come approccio medico valido per la schizofrenia o qualsiasi altro tipo di malattia, sia mentale che fisica. La prospettiva sciamanica è basata su credenze spirituali e culturali e non deve sostituire la consulenza e il trattamento medico convenzionale per le malattie mentali come la schizofrenia. La scelta di adottare pratiche sciamaniche come parte di un percorso di guarigione dovrebbe essere fatta in modo informato e in consultazione con i professionisti della salute mentale.
Quindi a dove mi pongo come studiosa di teorie scientifiche e spirituali? Io attingo da entrambe, io lavoro con entrambe perché entrambe le conoscenze fortificano il mio sapere ed il mio cuore. Certamente non è facile stare nel mezzo perché è una continua ricerca di equilibrio tra la mente e la spiritualità, ma quando riesco a stare nel mezzo mi sento molto più forte e riesco ad osservare le cose non solo quindi con i miei occhi, ma anche con altro.
Ora vi faccio un esempio per comprendere bene ciò che vi sto dicendo. Dalle mie ricerche sono venuta a conoscenza degli studi di Malidoma Patrice Sommet, uno sciamano, insegnante spirituale da Gara e originario del Burkina Faso, il quale ha scritto libri e condotto insegnamenti su molte tematiche legate alla spiritualità africana e nelle pratiche sciamaniche. La sua prospettiva sulla malattia mentale è come nascita di un guaritore, è un concetto specifico derivato dalle sue credenze e dalla sua cultura d’origine. Quindi, secondo lui, la malattia quando arriva è perché c’è un guaritore che vuole nascere.
È importante riconoscere che questa prospettiva è parte della visione sciamanica da Gara, di questa tribù, e potrebbe non essere condivisa magari da tante altre culture o tradizioni spirituali. Nella visione di Sommet e da Gara, i disturbi mentali possono essere interpretati come una crisi spirituale, un processo di trasformazione. Si crede che la persona che sperimenta questi disturbi stia attraversando un’esperienza di nascita di un guaritore in cui il suo destino spirituale sta emergendo attraverso la malattia. In questa prospettiva, il ruolo della comunità è quello di sostenere, guidare la persona attraverso questa crisi spirituale piuttosto che stigmatizzarla o patologizzarla.
Tuttavia, è importante notare che questa prospettiva è molto diversa dalla comprensione occidentale della malattia mentale, che si basa principalmente su concetti medici e psicologici. Le malattie mentali possono, come abbiamo detto, avere cause complesse tra cui fattori biologici, genetici, ambientali e psicologici. La prospettiva di Sommet è radicata nella sua cultura e nelle sue credenze, ma non è universalmente accettata o supportata dalla comunità medico-scientifica.
L’approccio alle malattie mentali dovrebbe essere guidato da una comprensione accurata e da una valutazione clinica professionale, quindi le persone che soffrono di disturbi mentali dovrebbero cercare aiuto da professionisti della salute mentale qualificati, che possono offrire diagnosi, trattamento e supporto appropriati e che, se avessero uno studio della spiritualità, sarebbe un’unione fantastica.
La combinazione di trattamenti occidentali e tradizionali, se desiderata, dovrebbe essere discussa con attenzione con il professionista competente. Qualora il proprio medico non ne avesse conoscenza, sarebbe opportuno coinvolgerlo nella ricerca spirituale che si sta facendo. Non bisogna tenerlo nascosto perché tanto il mio psichiatra non lo capirebbe mai.
Il dottor Sommet, quindi, questo sciamano da Gara, ha effettivamente condiviso la sua esperienza di osservazione delle pratiche occidentali riguardo alla malattia mentale e come ciò lo abbia portato a riflettere sulla differenza di approccio tra la sua cultura d’origine e l’occidente. La sua prospettiva si basa sulle tradizioni sciamaniche e sulle credenze da Gara che vedono la malattia mentale in un contesto più ampio, spesso associato a crisi spirituali o al processo proprio di nascita di un guaritore.
Quando il dottor Sommet si è trovato a visitare un collega ricoverato in un istituto mentale negli Stati Uniti a causa di una depressione nervosa, ha potuto notare le differenze nelle pratiche di trattamento e nell’atteggiamento nei confronti della malattia mentale tra la sua cultura d’origine e l’occidente. Questo tipo di esperienza può spesso portare a una profonda riflessione sulla comprensione e sulla gestione della malattia mentale in contesti culturali diversi.
Quindi dobbiamo sottolineare che le diverse culture e le diverse tradizioni hanno quindi modi diversi di affrontare e comprendere la malattia mentale, e le prospettive possono variare notevolmente. Mentre in alcune culture la malattia mentale può essere vista attraverso una lente spirituale o come parte di un percorso di guarigione, in occidente prevale spesso un approccio più medico e psicologico classico.
Il racconto del dottor Sommet sulla sua esperienza nel reparto di salute mentale suggerisce che, secondo la sua prospettiva sciamanica, ciò che viene tradizionalmente diagnosticato come malattia mentale può essere visto come un risultato dell’interazione tra gli esseri spirituali o entità e le persone. Egli sostiene che alcune di queste entità sono invisibili alla maggior parte delle persone, ma possono essere percepite dai sensitivi o dagli sciamani. Nella visione del dottor Sommet, queste entità sembrano cercare di interagire con le persone e influenzare la loro esperienza mentale e fisica. Egli suggerisce che le entità possono cercare di eliminare i farmaci o gli effetti dei farmaci dai corpi delle persone, aumentando quindi il loro disagio, il loro dolore.
È importante notare che questa prospettiva è radicata nella tradizione sciamanica, quindi rappresenta una comprensione alternativa della malattia mentale rispetto all’approccio medico psicologico occidentale. Quindi, mentre questa prospettiva può essere interessante dal punto di vista culturale e spirituale, non è assolutamente accettata dalla comunità scientifica o medica come spiegazione delle malattie mentali. La maggior parte delle malattie mentali viene compresa e trattata attraverso l’approccio medico psicologico che è basato su prove empiriche e ricerca scientifica.
E le pratiche sciamaniche o spirituali possono essere utilizzate come complemento o parte di un percorso di guarigione più ampio, ma dovrebbero essere sempre discusse in modo informato con i professionisti della salute mentale e da persone che studiano l’argomento da anni, non dai primi che fanno dei corsi di qualche giorno e non hanno mai trattato la malattia mentale, perché vi assicuro che in giro ci sono tanti operatori che magari non hanno assolutamente esperienza e conoscenza di malattia mentale e quindi vi raccomando di fare attenzione a chi vi rivolgete, chiedete sempre le referenze, i percorsi di studio che hanno fatto, perché è un vostro diritto sapere in quali mani vi mettete.
Secondo la prospettiva di Sommet, la schizofrenia potrebbe essere caratterizzata da una speciale ricettività a un flusso di immagini e di informazioni che non possono essere controllate e gli suggerisce che quando questa condizione si verifica in momenti non scelti personalmente e coinvolge immagini incoerenti, spaventose, la persona può andare in delirio. Va notato che questa descrizione della schizofrenia è molto diversa dall’approccio medico convenzionale perché, secondo il manuale diagnostico e statistico di disturbi mentali, la bibbia degli psichiatri e psicologi, il DSM-5, la schizofrenia è caratterizzata da una serie di sintomi che includono deliri, allucinazioni, pensiero disorganizzato, comportamento disorganizzato o catatonico, sintomi negativi come mancanza di motivazione e anedonia.
Il dottor Sommet sembra aver compreso che le pratiche e rituali sciamanici tradizionali del suo villaggio in Burkina Faso non possono essere semplicemente trasferiti, senza adattamenti culturali o senza tener conto delle differenze culturali e delle esigenze della popolazione occidentale. Invece, sembra aver cercato di sviluppare approcci e rituali che siano più adatti alle persone e alle culture occidentali con cui ci è venuto a contatto. La sua affermazione che alcune persone occidentali potrebbero sperimentare il disagio perché si sentono chiamate da esseri provenienti da un altro mondo a collaborare nel lavoro di guarigione, sembra suggerire che stia cercando di fornire una cornice spirituale e di significato per le esperienze delle persone e questo tipo di approccio potrebbe aiutare alcune persone a dare un senso alle loro esperienze e ad accettarle come parte di un percorso spirituale e di guarigione.
È vero che i farmaci antipsicotici sono il trattamento principale per la schizofrenia e sono progettati per gestire i sintomi della malattia agendo sul sistema di neurotrasmettitori nel cervello, quindi in particolare sulla dopamina. Tuttavia, questi farmaci possono non funzionare per tutti e possono causare degli effetti collaterali indesiderati. Inoltre, alcune persone possono essere interessate anche a integrare, ripeto, integrare il loro trattamento farmacologico con approcci alternativi naturali, quindi è importante consultare sempre lo psichiatra prima di apportare modifiche significative al trattamento della schizofrenia.
Adesso elencherò alcuni approcci alternativi che la ricerca sta portando avanti e che alcune persone considerano proprio come trattamento integrativo. È stato dimostrato che diversi integratori aiutano a ridurre i sintomi della schizofrenia, però ricordo che questi possono influenzare ogni persona in modo diverso, quindi parlate sempre con il medico prima di iniziare un nuovo integratore.
Ora troviamo gli acidi grassi omega-3, come l’acido eicosapentenoico, quindi senza che dico i nomi difficili, l’acido EPA, il DHA, che sono presenti negli oli di pesce e sono stati oggetto di studio sulla loro ricerca nel migliorare proprio i sintomi della schizofrenia. Poi c’è la niacina, che è la vitamina B3 del gruppo B, quindi è stata studiata come possibile trattamento aggiuntivo per la schizofrenia, tuttavia l’uso di dosi elevate di niacina deve essere attentamente monitorato da un medico.
Poi c’è la vitamina B6, la piridossina, alcuni studi hanno esaminato gli effetti della vitamina B6 sulla schizofrenia, ma la ricerca finora è limitata. La vitamina D, che è stata oggetto di interesse nella ricerca sulla salute mentale, ma i risultati sono misti e ulteriori ricerche sono ancora necessarie. Alcuni studi hanno esaminato il ruolo dello zinco nella schizofrenia, ma le evidenze, purtroppo, mi dispiace dirlo, ma sono ancora limitate. Poi la glicina, che è un aminoacido studiato proprio per il suo potenziale nell’aggiunta al trattamento antipsicotico nella schizofrenia. Alcune ricerche hanno esaminato anche gli effetti dell’estratto di ginkgo biloba sui sintomi della schizofrenia, ma i risultati sono variabili. E anche il principio attivo della curcuma, la curcumina, è stato oggetto di studi preliminari per la sua possibile utilità nella gestione dei sintomi della schizofrenia.
È importante sottolineare che la ricerca sugli approcci alternativi per la schizofrenia è ancora in corso e questi approcci non dovrebbero mai sostituire il trattamento medico convenzionale. Le persone con schizofrenia dovrebbero discutere con il loro medico di qualsiasi approccio alternativo che desiderano esplorare e quindi farlo in modo coordinato e sicuro, perché la schizofrenia è una malattia complessa e richiede un trattamento specializzato.
Perché ripeto queste cose tante volte? Perché quando si sta male è facile fare confusione, è facile farsi condizionare da alcune parole che risuonano di più o da discorsi che portano ad interpretazioni soggettive, quindi bisogna essere sempre chiari, dare indicazioni corrette e per questo lo ripeto spesso.
Quindi se tu che mi stai ascoltando convivi con la schizofrenia o conosci qualcuno che purtroppo ne è affetto, diverse terapie naturali promettenti possono aiutarti a ridurre i sintomi. Tuttavia, è importante discutere tali terapie alternative con il tuo team di trattamento per garantire che funzionino in combinazione con i farmaci che magari stai assumendo.
Indipendentemente dai metodi alternativi che scegli di provare, ricorda che è importante seguire una dieta equilibrata, quindi cibo fresco, frutta, verdura, poco confezionato, pochi zuccheri, insomma tutto il cibo spazzatura, chiamiamolo così, quindi più fresco è meglio è, fare esercizio fisico, prenderti del tempo per fare ciò che ami, prenderti cura di te stesso in ogni ambito della tua vita, può migliorare i sintomi e può migliorare la qualità generale della tua vita.
È corretto sottolineare che una gestione completa della schizofrenia dovrebbe includere un approccio integrato che comprenda il trattamento farmacologico prescritto dallo psichiatra, le terapie psicologiche e il supporto sociale, oltre a eventuali approcci alternativi o complementari. Questo approccio integrato mira a fornire un trattamento completo e personalizzato per la schizofrenia.
Chi è il team di trattamento? Di solito include un medico, uno psichiatra e uno psicoterapeuta. Questi professionisti possono valutare la sicurezza e l’efficacia delle terapie alternative in combinazione con i farmaci antipsicotici e quindi poi con le terapie psicologiche. E quindi poter incontrare uno studioso di sciamanesimo o di altre terapie alternative che diventa un’aggiunta a tutto un percorso solido e strutturato che è già in corso.
Spero che questo episodio vi sia piaciuto, che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
