Il concetto di Bardo, tratto dal Libro tibetano dei morti, offre una profonda riflessione sulla morte e sulla transizione tra le vite. Questo testo, noto come Bardotodol, è una guida spirituale che accompagna l’anima attraverso stati intermedi, noti come bardos, durante il processo di morte e rinascita. La sua importanza nel buddismo tibetano è innegabile, poiché fornisce insegnamenti che aiutano a riconoscere la natura illusoria della realtà e a progredire spiritualmente.
La lettura del Bardotodol, spesso effettuata vicino al corpo di una persona defunta, non è solo un rito, ma un atto di assistenza per l’anima nel suo viaggio. La potenza delle parole e la loro simbologia richiedono una comprensione profonda, rendendo questo testo un viaggio affascinante e complesso per chiunque si avvicini ad esso, specialmente in una cultura come la nostra, dove il tema della morte è spesso trattato con timore e reticenza.
- Il significato e l’importanza del Bardotodol nel buddismo tibetano.
- Le fasi del bardo e le esperienze post-morte descritte nel testo.
- La preparazione spirituale per affrontare la morte e la rinascita.
- Le differenze culturali nella percezione della morte tra occidente e oriente.
- Il fascino e l’interesse occidentale per il buddismo tibetano e il Bardotodol.
Trascrizione
Bentornati a Dharma e Psicologia. Oggi parliamo di Bardo. Il termine Bardotodol si riferisce a un testo buddista tibetano, comunemente noto come il Libro tibetano dei morti. Il titolo completo in lingua tibetana è Bardotodolchenmo, che significa Grande Libro del Bardo. È un’opera importante nel buddismo tibetano e appartiene alla tradizione nyingma, affrontando il tema della morte e della transizione tra una vita e l’altra.
Si ritiene che durante il processo di morte e rinascita, l’anima attraversi una serie di stati intermedi, noti come bardos, ciascuno caratterizzato da diverse esperienze e opportunità per il progresso spirituale. Questo testo è stato scritto per guidare i defunti attraverso questi stati intermedi, aiutandoli a riconoscere la natura illusoria della realtà, affinché possano raggiungere una rinascita più vantaggiosa o addirittura ottenere la liberazione finale, il famoso Nirvana che tutti conosciamo.
Il Bardotodol viene spesso letto ad alta voce, vicino al corpo di una persona deceduta, o anche poco dopo la morte. L’intento è quello di assistere l’anima nella sua transizione. È importante sottolineare che il Bardotodol non è una guida per l’esperienza della morte fisica, ma piuttosto una guida per l’anima durante il processo di passaggio tra una vita e l’altra, dal momento della morte fino alla rinascita successiva.
La sua pratica e comprensione sono profondamente radicate nella tradizione buddista tibetana. Nella nostra cultura, questo libro è visto come un’opera fantastica, di magia o di una tradizione culturale diversa dalla nostra. Ho scoperto questa guida meravigliosa quando, lavorando con i malati terminali, ho iniziato un percorso personale sul vivere e morire. È un libro che può risultare difficile da leggere, perché l’argomento è delicato, profondo e complicato, e le parole usate sono molto metaforiche, simboliche e forti, con una potenza che risuona dentro di noi.
Il Bardotodol, o Libro dei Morti, è tradizionalmente attribuito a Padmasambhava, una figura importantissima nel buddismo tibetano, noto anche come Guru Rinpoche, considerato il fondatore del buddismo tibetano e venerato come un maestro spirituale di grande saggezza e potere. La storia narra che Padmasambhava abbia nascosto il testo del Bardotodol in un luogo segreto nel Tibet, per poi essere scoperto molti secoli dopo, attorno al quattordicesimo secolo, da un tesoriere e scienziato tibetano chiamato Karma Lingpa.
Karma Lingpa è ritenuto l’estrattore del testo originale, rendendolo disponibile per gli insegnamenti e la pratica spirituale. Va notato che la tradizione del buddismo tibetano è fortemente orale, con un’importante tradizione di insegnamenti segreti trasmessi oralmente da maestro a discepolo. Pertanto, la paternità dei testi può spesso essere avvolta nel mistero e nella leggenda. Il Bardotodol è solo uno dei molti testi fondamentali nel buddismo tibetano e gioca un ruolo significativo nel modo in cui i praticanti affrontano la morte e la transizione verso la rinascita.
Il Bardotodol è ampiamente utilizzato e studiato in Tibet e nelle regioni dell’Himalaya, dove il buddismo tibetano è predominante. Normalmente, la famiglia chiama un lama specializzato nella lettura del bardo, che viene recitato vicino al corpo per un certo numero di giorni. L’obiettivo è aiutare l’anima defunta a navigare attraverso i vari stati intermedi che, secondo la cultura tibetana, esistono tra la morte e una nuova rinascita. Questo testo è considerato un’importante guida spirituale per questa transizione, poiché aiuta l’anima a riconoscere la natura illusoria della realtà e a progredire verso una rinascita più vantaggiosa, raggiungendo la liberazione finale dal ciclo della rinascita, il samsara, per ottenere il nirvana.
Il Bardotodol è insegnato e studiato all’interno dei monasteri e dei centri di pratica buddista tibetana, dove i monaci e i praticanti apprendono le pratiche spirituali associate al ciclo della vita, inclusa la morte e la rinascita. Tuttavia, è importante notare che con il passare del tempo, la pratica e l’insegnamento del Bardotodol hanno potuto essere influenzati da fattori culturali, sociali e individuali. Il buddismo tibetano ha diverse scuole e tradizioni, quindi le pratiche e l’interpretazione dei testi possono variare leggermente tra di esse.
Il testo è scritto in forma di insegnamenti impartiti all’anima defunta, con l’obiettivo di aiutarla a ottenere il massimo beneficio spirituale durante questa fase di transizione. Il libro è diviso in diverse sezioni, ciascuna dedicata a una fase specifica dell’esperienza post-morte. Alcune delle principali fasi e insegnamenti del Bardotodol includono il bardo della morte, che si verifica immediatamente dopo la morte fisica, dove l’anima è incoraggiata a riconoscere la sua situazione e a non essere spaventata dalle visioni e dalle esperienze che possono manifestarsi.
Il bardo del dharmata, in questa fase, l’anima è incoraggiata a riconoscere la vera natura della realtà dharmata e a sperimentare la consapevolezza della mente primordiale. Nel bardo della realtà soggettiva, l’anima sperimenta i risultati delle proprie azioni passate, quindi del karma, e viene guidata a riconoscere l’illusorietà delle esperienze. Infine, nel bardo del transito, l’anima si prepara per la rinascita, e le esperienze e visioni in questo momento possono influenzare la futura rinascita, quindi viene incoraggiata a seguire i consigli spirituali per il massimo beneficio.
Le istruzioni del Bardotodol sono elaborate e specifiche, indirizzate all’anima per aiutarla a comprendere la natura della realtà e ad accettare le condizioni del passaggio dalla morte alla rinascita. Questo può aiutare l’anima a progredire verso una rinascita più vantaggiosa. Va notato che il Bardotodol è un testo altamente simbolico e metaforico, scritto in una lingua poetica e criptica, e la sua interpretazione richiede un certo grado di competenza spirituale. Non è semplice leggerlo, ma è un bel viaggio anche solo nella lettura.
Il Bardotodol ha suscitato grande interesse e curiosità da parte degli occidentali, sin dalla sua prima introduzione al pubblico non tibetano nel XX secolo. La sua popolarità ha raggiunto livelli significativi nel contesto della cultura occidentale, ed è considerato un testo di grande valore per coloro che sono interessati alla spiritualità orientale, al buddismo tibetano e alle pratiche associate alla morte e alla rinascita. Gli occidentali spesso vedono il Bardotodol come un’opera misteriosa e affascinante, capace di fornire prospettive uniche sulla morte e sull’esperienza del passaggio tra una vita e l’altra.
Alcuni aspetti che interessano particolarmente gli occidentali riguardano la prospettiva sulla morte. Il Bardotodol offre un approccio molto diverso alla morte rispetto ad altre culture occidentali, che possono affrontare questo argomento in modo più negativo o evitarlo. Il testo tibetano invita a riflettere sulla transitorietà della vita e sull’importanza di prepararsi consapevolmente per il momento della morte. Un altro aspetto è l’esplorazione dell’aldilà. Gli occidentali sono spesso intrigati dalle descrizioni del Bardotodol riguardo alle esperienze post-morte e alle visioni che l’anima può incontrare durante i vari bardos, descritte in questo libro.
Altro aspetto è lo sviluppo spirituale. Il Bardotodol offre una guida pratica per l’avanzamento spirituale, incoraggiando il praticante a sperimentare la vera natura della mente e a riconoscere la natura illusoria della realtà. Questo aspetto attiva coloro che cercano la crescita interiore e la saggezza spirituale. Infine, il fascino culturale. La cultura tibetana e il buddismo tibetano continuano ad affascinare molti occidentali, e il Bardotodol rappresenta uno dei testi più iconici e misteriosi di questa tradizione.
Tuttavia, è importante notare che il Bardotodol non è universalmente conosciuto o considerato un testo accettato da tutti gli occidentali. Alcuni possono essere scettici riguardo ai suoi contenuti, a causa delle differenze culturali e delle credenze religiose. Ammetto che sono molto diverse dal nostro credo e dal nostro approccio. Allo stesso tempo, molti studiosi e praticanti spirituali occidentali hanno approfondito lo studio di questo testo e hanno tratto insegnamenti significativi dalle sue pagine.
Voi l’avete letto? Ne avete mai sentito parlare? Come vi siete sentiti quando l’avete letto? Cosa ne pensate? Se vi va di condividere la vostra esperienza con me, potete inviare una mail a stefania.it. Sono molto curiosa di sapere cosa avete provato e cosa ne pensate.
Una parte di questi studi che mi affascina molto è quella che riguarda l’anima della persona quando lascia il corpo, subito dopo la morte. Nella cultura spirituale tibetana si dice che l’anima aspetta 49 giorni prima di trovare una nuova rinascita, noto come Bardo Chognyi o Bardo Chi Kai in tibetano. Questa fase si verifica dopo la morte di una persona e dura 49 giorni, durante i quali l’anima si trova in uno stato di transizione tra la morte e la rinascita successiva. Durante il Bardo Chognyi, l’anima si confronta con una serie di esperienze e visioni, incredibili e anche terribili in alcuni casi. Queste esperienze sono il risultato delle proiezioni della propria mente e dei residui karmici delle azioni compiute nella vita precedente.
L’anima può sperimentare visioni di luci brillanti, divinità o demoni e altre forme di manifestazioni mentali. In questa fase, l’anima ha l’opportunità di riconoscere la vera natura della mente e della realtà, poiché si trova in uno stato più sottile e libero dalle limitazioni del corpo fisico. Il Bardo Todol fornisce istruzioni e insegnamenti per aiutare l’anima a superare le paure, gli attaccamenti e gli errori della vita passata, in modo da progredire verso una rinascita più vantaggiosa.
Durante i quarantanove giorni del Bardo Chognyi, si ritiene che l’anima passi attraverso diverse fasi e livelli di consapevolezza, e ciascun giorno può essere associato a specifiche esperienze e opportunità per il progresso spirituale. Nel buddismo tibetano, si crede che dopo la morte fisica, l’anima si trovi in uno stato di transizione, chiamato bardo, che vuol dire intermedio, intervallo. I primi tre giorni dopo la morte, si ritiene che l’anima rimanga vicina al corpo fisico, non rendendosi conto della propria morte. Dopo questi tre giorni, l’anima lascia il corpo e inizia un viaggio attraverso i bardos, gli stati intermedi, descritti nel Bardotodol.
Durante i primi sette giorni, l’anima si trova nel bardo del dharmata, dove sperimenta visioni della vera natura della realtà. Successivamente, per gli altri sette giorni, l’anima si trova nel bardo della realtà soggettiva, dove affronta le esperienze karmiche e le proiezioni della propria mente. Dopo questi quattordici giorni, l’anima entra nel bardo dell’anima, che aspetta i quarantanove giorni, noto come bardo Chognyi o bardo Chi Kai. Durante questo periodo, l’anima attraversa diverse esperienze e visioni. Questo processo di transizione vale per tutti gli esseri, indipendentemente dal livello di realizzazione spirituale.
Secondo il buddismo tibetano, la morte e il periodo di bardo sono esperienze universali che ogni essere vivente deve affrontare, inclusi i maestri spirituali illuminati, i bodhisattva e gli esseri realizzati. Cosa cambia? La loro esperienza durante il bardo potrebbe essere molto diversa da quella di un individuo comune. Si crede che gli esseri illuminati abbiano una consapevolezza più profonda della realtà e delle illusioni del mondo fenomenico. Di conseguenza, possono sperimentare il bardo in modo più consapevole, avendo una comprensione più profonda delle opportunità per la liberazione spirituale.
Voglio condividere la mia esperienza personale, che è rimasta impressa nel mio cuore, ed è quella del mio maestro, il venerabile Tocco Ghiazzo, che dal 2000 è stato il maestro residente del centro Terra di Unificazione Evam a Firenze. Il 21 novembre 2011 smise di respirare dopo aver manifestato un ictus tre giorni prima. Dieci giorni dopo, il primo dicembre, completò la sua meditazione chiara e leggera e lasciò il corpo. Andai a fargli visita sette giorni dopo aver lasciato il corpo. Il suo corpo era intatto e senza alcun accenno di deterioramento, sembrava dormisse. In quel momento, quella realtà fisica andò a imprimersi a livello spirituale dentro di me.
Considerate che il venerabile Tocco Ghiazzo rimase per dieci giorni in meditazione. Ci sono lama che seguono questo processo e comprendono quando la chiara luce lascia il corpo e quanto tempo dura la meditazione. Vi assicuro, nessuna decomposizione, nessun odore di morte, nessun decadimento fisico. Alcune persone parlavano di un profumo percepito nel gompa, ma anche a chi non l’ha sentito, come me, ho percepito una profonda sensazione di pace ed energia. Il volto sereno del maestro era lì a ricordarci di questa transizione che chiamiamo morte, a ricordarci di meditare e a restare calmi nei periodi più difficili. Tutti coloro che sono andati a visitarlo, anche i semplici curiosi, hanno ricevuto un insegnamento diretto e indimenticabile su come affrontare e superare la morte e sui risultati pratici e reali di una vita passata a meditare e a praticare il dharma.
Riporto ora alcuni passaggi significativi tratti dal Bardotodol, con una breve descrizione di ciascuno, per capire di cosa si tratta. O figlio dell’illuminazione, ascolta, ora, alla morte, sarai affrontato con molte visioni terribili, terrificanti e orribili. Questo passaggio sottolinea l’importanza di essere preparati per affrontare le visioni e le esperienze che l’anima può incontrare durante la fase di transizione, invitando a mantenere la calma e la consapevolezza durante questo periodo.
In questo momento puoi ottenere la liberazione senza rinascita, riconosci questa natura fondamentale come tua mente. Qui si enfatizza l’opportunità per l’anima di raggiungere la liberazione finale, evitando una nuova rinascita nel ciclo del samsara, invitandola a riconoscere la vera natura della mente come chiave per raggiungere questa liberazione.
Ora, quando le cinque saggezze appariranno alla tua presenza, riconosci che esse sono la tua stessa visione fondamentale. Questo passaggio fa riferimento alle cinque saggezze, simboli della mente e della realtà. L’anima viene incoraggiata a riconoscere la natura illusoria di queste visioni e a identificarle come manifestazioni della propria mente.
Ora, quando incontri la luce chiara del bardo del dharmata, riconosci la tua stessa natura fondamentale. Questo passaggio si riferisce al bardo del dharmata, dove l’anima sperimenta la luce chiara, simbolo della vera natura della realtà. L’anima viene incoraggiata a riconoscere la natura essenziale della propria mente durante questa fase.
Ora, nell’intervallo del vuoto del bardo del transito, non perderti in timori o speranze. Questo passaggio invita l’anima a non essere attirata dalle illusioni o dalle speranze durante il bardo del transito, ma a rimanere centrata sulla natura della mente e della realtà. Questi sono alcuni esempi di passaggi tratti dal Bardotodol. Il testo completo è molto più ampio e dettagliato, con una ricchezza di insegnamenti e istruzioni per guidare l’anima durante tutto il processo di transizione.
Termina con una serie di istruzioni e consigli per il momento finale della rinascita dell’anima. Dopo aver attraversato tutte le fasi del bardo e dopo i 49 giorni di transizione, l’anima si prepara a rinascere in un nuovo corpo. Il testo fornisce insegnamenti e suggerimenti su come affrontare il processo di rinascita in modo consapevole e vantaggioso, riconoscendo le opportunità e non farsi trascinare dagli attaccamenti o dalle paure.
Il bardo sottolinea l’importanza di mantenere una mente chiara, non attaccata e aperta durante questo momento cruciale, in modo da poter scegliere una rinascita vantaggiosa che favorisca il progresso spirituale. Il testo offre preghiere, mantra e invocazioni che possono essere utilizzati per guidare e proteggere l’anima durante tutta questa transizione verso una nuova esistenza. Termina con l’incoraggiamento a riconoscere l’illusorietà della realtà fenomenica e a seguire la via della saggezza e della compassione per raggiungere l’irvana e uscire definitivamente dal ciclo delle rinascite.
Per terminare, condivido un estratto del passaggio finale del Bardotodol, che rappresenta un’invocazione per la liberazione finale. Ora, nel bardo dell’ultima realtà, quando tutte le visioni esteriori emergono, non perderti in timori e speranze, desideri e ripulsioni, riconosci questa coscienza luminosa come la tua stessa mente. Questa è la luminosità della tua stessa consapevolezza. Non c’è nulla di nuovo da cercare o di vecchio da respingere. È la luce della consapevolezza primordiale. Il fondamento eterno, se la riconosci, raggiungerai la liberazione finale.
Grazie per aver ascoltato un altro episodio di Dharma e Psicologia. Che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
