Il viaggio attraverso l’Australia offre un’opportunità unica per esplorare non solo la bellezza naturale di questo vasto continente, ma anche la ricchezza della sua cultura aborigena. La connessione profonda tra gli aborigeni e la terra è un tema centrale, che invita a riflettere su come le tradizioni e le credenze spirituali influenzino la vita quotidiana e la relazione con l’ambiente.
In questo contesto, il concetto di Dreamtime emerge come una dimensione atemporale che intreccia passato, presente e futuro, rivelando la saggezza ancestrale che permea la cultura aborigena. Attraverso storie, rituali e pratiche sciamaniche, si delinea un modo di vivere che invita a una maggiore consapevolezza e rispetto per tutte le forme di vita.
- La connessione tra cultura aborigena e natura.
- Il significato del Dreamtime nella spiritualità aborigena.
- Il ruolo degli sciamani e delle pratiche rituali.
- La trasmissione della saggezza ancestrale alle nuove generazioni.
- Riflessioni sulla nostra relazione con la terra e l’ambiente.
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo episodio di Dharma e Psicologia, speciale in viaggio. Sono passate alcune settimane dal mio ultimo episodio, nel quale vi ho anticipato che stavo lasciando l’Asia per raggiungere l’Australia e ora mi trovo qui in Australia da quasi un mese. Devo dire che la sto vivendo con tutta l’apertura e curiosità perché, anche se è la terza volta che sono qui, e ho anche vissuto e lavorato alcuni anni fa, ad ogni mio ritorno mi regala sempre qualcosa di nuovo.
L’Australia è una terra immensa e ricca, sia dal punto di vista geografico che dal punto di vista della flora, della fauna, e non è da meno la multiculturalità presente in questo grandissimo paese. È immensa, è vasta, è ricca, è piena sia di bellezza che di controsenso. Il più grande a cui mi riferisco oggi è la relazione con la cultura aborigena.
Nelle grandi città si vedono poche comunità aborigine, magari in alcuni quartieri è un po’ più facile incontrarli. Ad esempio, quando ho vissuto a Brisbane, ho condotto gruppi di arteterapia con i bambini della comunità aborigine di un quartiere di periferia e si organizzavano feste per creare legame tra di loro, ma anche con gli altri abitanti del quartiere, stimolando quindi apertura e condivisione. Si organizzano continuamente incontri, feste, concerti, tutti a ricordare ciò che la storia ci ha mostrato.
Non so se conoscete un po’ la storia dell’Australia. Un giorno James Cook, un capitano della Royal Navy Britannica, fu scelto per comandare una spedizione scientifica nel Pacifico. Parliamo del 1768, quindi il capitano Cook partì dall’Inghilterra con l’obiettivo principale di osservare il transito di Venere da Tahiti. Questo era un evento astronomico che avrebbe aiutato gli scienziati a calcolare la distanza tra la Terra e il Sole. Dopo aver completato la missione a Tahiti, Cook ricevette un altro incarico segreto, cioè trovare il leggendario Terra Australis incognita, che era una massa continentale che si pensava esistesse nell’emisfero meridionale. Questo incarico portò Cook a navigare verso il sud del Pacifico.
L’esplorazione di Cook non solo ampliò le mappe del mondo, ma segnò anche l’inizio del coinvolgimento europeo nella storia dell’Australia. Cook in realtà non scoprì l’Australia nel senso assoluto, dato che i popoli aborigini vivevano lì da decine di migliaia di anni. Ma diciamo che la sua spedizione fu la prima a documentare e a cartografare la costa orientale, aprendo così la strada alla colonizzazione britannica che avvenne nel 1788.
Qualcuno potrebbe chiedermi, ma perché tutto questo preambolo se devi parlare dello sciamanesimo australiano? Perché quando pensiamo all’Australia non dobbiamo pensare solo ad una terra ricca, dove partire per fare fortuna, dove tutti i nostri giovani vogliono andare per un anno o due anni e vivere questa esperienza all’interno di un banno e girando l’Australia. Perché l’Australia è soprattutto una terra antica, con la sua popolazione, in senso stretto, perché in grandissima e profonda connessione con la natura.
Gli aborigini sono stati dei grandi conoscitori della terra, delle piante, del cielo, e quindi ora vi porto con me. Ci immergeremo insieme in uno dei concetti più affascinanti e più profondi della cultura aborigene australiana, ovvero il Dreamtime. Il Dreamtime o Tsukurpa, come viene chiamato in alcune lingue aborigine, non è solo una parola, non è solo un’idea, rappresenta proprio la base spirituale, la base culturale delle popolazioni indigene australiane. Quindi è un termine che va oltre il semplice concetto di sogno, Dreamtime. Si tratta di una dimensione atemporale in cui il passato, il presente e il futuro si intrecciano.
Infatti, secondo la tradizione aborigena, durante il Dreamtime gli antenati spirituali, che erano esseri potenti e spesso sovrumani, emersero dalla terra, dal cielo, dai mari, modellando il mondo come lo conosciamo oggi. Questi esseri crearono le montagne, i fiumi, le piante, gli animali e lasciarono anche impronte indelebili nel paesaggio che sono visibili ancora oggi. Infatti un esempio è appunto Uluru, che è conosciuta come Ayers Rock, una famosa montagna sacra per gli aborigeni australiani, in particolare per gli Anangu, che è la comunità indigena che vive nella zona.
Uluru è vista come una manifestazione fisica di queste storie sacre, Songlines, e rappresenta la presenza continua degli antenati nel mondo. Infatti le pareti della montagna sono incise con antiche pitture rupestri che raccontano le storie del Dreamtime e fungono da guida spirituale per i rituali. Questi rituali sono cruciali per il mantenimento del legame spirituale tra gli aborigeni e i loro antenati, soprattutto anche per la trasmissione della cultura e delle conoscenze tradizionali che poi vengono passate alle nuove generazioni.
Quindi Uluru è parte di un vasto sistema di Songlines grazie alle quali gli aborigeni possono attraversare grandi distanze, orientandosi non solo nello spazio fisico ma anche in quello spirituale. Uluru è uno di questi nodi principali, è un punto di connessione tra le varie storie sacre. Per gli Anangu, quindi, Uluru non è solo una montagna, ma un essere vivente, è parte integrante della loro identità e della loro cultura. Rispettare questo luogo significa rispettare la terra e tutti gli esseri viventi. La protezione di Uluru è nel paesaggio circostante vista come un dovere sacro. Infatti, adesso si può fare una passeggiata, si può fare un trekking attorno, ma non più salire perché, come ho detto, Uluru non è solo una montagna, ma proprio un essere vivente.
Quindi il Dreamtime non si limita alla creazione fisica della terra, è il momento in cui furono stabilite le leggi, i valori morali che poi governano la vita delle comunità aborigine. Ha una natura fluida, continua, non è confinato ad un passato lontano, ma vive ancora oggi nelle storie, nei rituali, nelle canzoni degli aborigeni. Ogni collina, ogni roccia o corso d’acqua è intriso di significato spirituale e narra una storia di quel tempo sacro. Quindi parlare del Dreamtime significa entrare in una dimensione dove tutto è interconnesso, quindi gli esseri umani, gli animali, le piante, è la stessa terra. È una visione del mondo che invita a riflettere su come noi siamo legati alla terra e a tutto ciò che ci circonda e su come ogni azione ha un significato più profondo e anche un impatto duraturo veramente a lungo termine.
Durante i miei trekking tra cascate, fiumi, sentieri di fronte all’oceano, anche tanti chilometri fatti in van su strade deserte infinite, posso dire con molta certezza che l’energia che si sente e si respira è tangibile. La natura è così forte, la terra è così viva e colorata e la bellezza così prosperosa che tutto porta inevitabilmente ad una naturale riflessione sulla connessione che abbiamo con madre terra, con gli abitanti animali, vegetali e quindi anche con gli altri esseri umani. La nostra mente, che spesso ci fa dubitare di tutto e che insinua il dubbio della separazione, si mette a tacere di fronte a tale forza, a tale bellezza.
È proprio in questa tradizione spirituale ricca e complessa che lo sciamanesimo aborigeno ha radici profonde nella connessione con la terra, con gli antenati, con il mondo degli spiriti. Gli sciamani, chiamati spesso uomini del tempo del sogno o uomini medicina, hanno il potere di accedere a questa dimensione per ottenere saggezza, guarigione, guida spirituale. Infatti, sono considerati guaritori spirituali, quindi utilizzano pratiche rituali, canti sacri che sono chiamati songlines nella tradizione aborigena e anche danze per entrare in contatto con il mondo degli spiriti e quindi per curare malattie, sia fisiche che spirituali.
Gli sciamani aborigeni credono che molte malattie siano causate da uno squilibrio spirituale o dalla rottura del legame con il Dreamtime e la terra. Attraverso il loro potere possono ristabilire questo equilibrio che diventa quindi la guarigione. Pochi giorni fa ho assistito ad alcuni canti di un membro di una comunità, il quale raccontava e cantava al solo suono del digeridoo del legame con la terra che guarisce, che cura, e altri uomini danzavano le parole che lui raccontava imitando i movimenti degli animali messaggeri di altri mondi, perché in ogni storia si parla sempre di animali e della relazione che questi hanno con l’essere umano. Tutto ciò era quasi ipnotico. Infatti, il mio battito cardiaco era calmo durante il racconto e poi tendeva ad aumentare al suono del digeridoo e della danza. I suoni forti, i suoni gutturali della voce accompagnavano i movimenti, aumentavano l’intensità del racconto. È stata un’esperienza bella, ne ho visti vari, ma ogni volta è un racconto che entra dentro nel profondo, è un racconto che non è fatto solo di parole.
Gli sciamani aborigini hanno la capacità di comunicare con gli spiriti degli antenati e anche con le forze naturali. Questa comunicazione avviene attraverso stati alterati di coscienza che sono spesso indotti appunto da canti, danze e anche meditazione profonda. Gli spiriti che arrivano possono fornire conoscenza, protezione, guida e gli sciamani agiscono come intermediari tra il mondo degli umani e il mondo spirituale.
Come per le altre tradizioni sciamaniche, perché come ben sapete ci sono varie tradizioni sciamaniche, non esistono solo in Australia, diventare sciamano è un processo che richiede anni di addestramento e iniziazione. Voglio ripetere questa cosa che ho appena detto: per diventare sciamano si richiede anni di addestramento e di iniziazione. I giovani destinati a diventare sciamani sono scelti dagli anziani della comunità e devono sottoporsi a rigorosi riti di passaggio. Durante questo percorso apprendono i canti sacri, le danze, i rituali e i miti che compongono la tradizione spirituale del loro popolo. Questa conoscenza viene trasmessa oralmente da generazione a generazione e una delle caratteristiche più importanti dello sciamanesimo aborigeno è il profondo rispetto per la terra e per tutti gli esseri viventi.
Gli sciamani aborigini vedono la terra come una madre sacra che deve essere onorata e rispettata. Ogni elemento della natura, come le rocce, gli alberi, gli animali, ha un significato spirituale e una connessione con il Dreamtime. Gli sciamani quindi, come in tutte le tradizioni, lavorano per mantenere l’armonia tra l’uomo e la natura.
Quindi, una piccola parentesi: quando incontrate qualcuno che si definisce sciamano e che fa i suoi rituali, le sue cose tecniche, rituali di correzione, mi raccomando, tenete sempre gli occhi aperti. Io non dico di non fidarvi delle persone, ma vi dico un’altra cosa: informatevi bene su chi sono, dove si sono formati, da che tradizione provengono, quanti anni di studio. E comunque ricordiamoci che noi occidentali siamo degli studiosi di sciamanesimo. È un po’ difficile riuscire a trovare veramente uno sciamano puro di tradizione da chiamata sciamanica. Questa è la mia personale opinione, lo dico perché conosco tantissime persone che vengono da me, che magari sono state a fare richiami dell’anima o altri tipi di rituali, che magari hanno poi destabilizzato un po’ delle malattie psicologiche che avevano, latenti. Ma questi sono casi un po’ estremi, però ve lo dico perché è sempre bene avere gli occhi aperti, la mente lucida, perché a volte il dolore, la paura, ci fa cercare i luoghi dove non c’è sempre salute mentale.
Ok, andiamo avanti. Quindi lo sciamanesimo aborigeno non è solo una pratica spirituale, ma è una filosofia di vita che permea ogni aspetto dell’esistenza, collegando profondamente il passato, il presente e il futuro in questa rete di relazioni sacre con la terra e con gli antenati. La mia ricerca sullo sciamanesimo mi porta a comprendere che non ci sono differenze tra le diverse tradizioni. Ciò che cambia è solo il modo di vivere ed esprimere la conoscenza e quindi anche di portarla nel mondo occidentale, perché adesso tanti di noi leggono libri sullo sciamanesimo, parlano di sciamanesimo e tanti si definiscono sciamani. Perché? Che cos’è accaduto? Com’è arrivata nella nostra cultura?
Ecco, quindi vi pongo una domanda a questo punto: conoscete degli sciamani aborigeni australiani o avete mai partecipato ad un loro incontro, una cerimonia di guarigione? Avete mai seguito qualcuno con questa tradizione sciamanica? Se avete informazioni, scrivetemi e condividete il vostro pensiero al riguardo, perché sono molto curiosa di avere questo tipo di informazioni.
Anche se comunque non possiamo studiare lo sciamanesimo o incontrare un vero sciamano della tradizione che più ci ispira, ciò non vuol dire che non possiamo integrare alcuni dei suoi principi, e quindi alcuni principi dello sciamanesimo fondamentali per vivere in modo più armonioso e consapevole. Ecco che qui entra la possibilità di incontrare qualche studioso di sciamanesimo che ci aiuti a capire come integrare questi principi. Quindi oggi voglio condividere con voi alcuni modi per farlo nella nostra, quindi nella vostra quotidianità.
Prima di tutto è importante rispettare e apprezzare la saggezza ancestrale. Come? Riconoscendo il valore delle tradizioni che hanno sostenuto queste culture per millenni e anche la nostra tradizione, quindi proprio quella nostra magari dei nostri nonni, dei racconti dei nostri nonni, della donna medicina dei paesini. Io ho conosciuto, ho parlato con nonne che avevano ricevuto dei rituali per aiutare le persone quando avevano dei dolori, quando avevano mal di testa. Quindi anche queste sono nostre tradizioni che possono essere riascoltate, riapprezzate, perché comunque hanno accompagnato e sostenuto la nostra cultura. Quindi non solo quella sciamanica, oggi parliamo di quella sciamanica, va bene, però la saggezza ancestrale è potenza in qualsiasi forma.
Un altro punto è quello di rispettare tutte le forme di vita, ricordando che ogni essere vivente ha il suo posto nel grande cerchio della vita. Questo può estendersi anche alle relazioni con le persone, riconoscendo che ogni individuo ha la sua sacralità. Noi possiamo provare ad essere attivi nella nostra comunità, contribuendo magari al benessere collettivo, sostenendo iniziative che proteggono l’ambiente.
Approfondisci gli insegnamenti spirituali che ti aiutano a connetterti con te stesso, con il mondo naturale. Questo può includere pratiche come la meditazione, lo yoga, lo studio delle tradizioni spirituali che onorano la terra. Agisci con consapevolezza e intenzione positiva, quindi buona intenzione in tutto ciò che fai, ricordando che le tue azioni influenzano il mondo intorno a te. Cioè, quando tu agisci, non è che agisci tanto per quello che andrai a fare, andrà inevitabilmente a influenzare le persone attorno a te, il mondo attorno a te, e quindi questo può aiutarti a vivere in modo più armonioso, in sintonia con i principi, in questo caso dello sciamanesimo aborigeno.
Come ultimo suggerimento ti consiglio di onorare i cicli della natura, quindi crea delle cerimonie o dei semplici rituali che celebrano il passaggio delle stagioni, come gli equinozi, i solstizi. Questi momenti sono importanti perché aiutano a connetterti con i ritmi naturali della terra, quindi di madre terra. Seguire la stagionalità degli alimenti, privilegiando prodotti locali di stagione, quindi anche a livello di alimentazione. Questo non solo fa bene alla tua salute, ma ti collega anche ai cicli naturali del luogo in cui vivi. Poiché secondo gli aborigini la maggior parte delle malattie derivano dalla disconnessione che noi abbiamo con la madre terra, ecco che recuperare questa connessione avviene attraverso passare tempo in natura, mangiare cibi che sono connessi alla stagione, fare cerimonie rituali dei passaggi, del cambiamento dei ritmi della natura.
Io con questi semplici consigli spero almeno di aver stimolato la tua curiosità, il tuo interesse sugli aborigini, ma in generale sulla tradizione sciamanica. Perciò, se dopo aver ascoltato le mie parole ti è rimasta una parola in particolare o una frase, un argomento, inizia a fare ricerca da lì, parti da lì. Sicuramente è qualcosa che in questo momento ti risuona, quindi può aiutarti, può stimolarti in questo momento della tua vita e devi solo permettere al cambiamento di avvenire.
Eccoci arrivati alla fine e come sempre vi darò alcuni suggerimenti su libri che trattano questo argomento e questi libri sono veramente molto belli. Allora, il primo libro che vi suggerisco è Venne chiamata due cuori di Marlon Morgan. Il titolo originale è Mutant Message Down Under, è un libro semi-autobiografico in cui l’autrice narra un viaggio spirituale attraverso l’outback australiano con una tribù aborigina. Sebbene sia stato oggetto di controversie per la sua veridicità, offre una prospettiva affascinante sul legame profondo tra gli aborigini e la loro terra, quindi anche sui temi della guarigione, della connessione con la natura.
Altro libro, Le voci del primo giorno, risveglio nel Dreamtime aborigino, di Robert Lowlor. Il titolo originale è Voices of the First Day, Awakening in the Aboriginal Dreamtime. Questo libro esplora la cultura, la spiritualità aborigina con un’attenzione particolare al Dreamtime e alla saggezza aborigina australiana. L’autore analizza la visione del mondo degli aborigini, quindi il loro rapporto con la terra, con la natura ed ha una visione molto profonda sulla spiritualità.
Un altro libro è Dark Emu, grano selvatico e agricoltura aborigina, di Bruce Pascoe. Il titolo originale è Dark Emu. Anche se non è focalizzato esclusivamente sullo sciamanesimo, questo libro esplora in modo molto approfondito le pratiche tradizionali degli aborigini australiani e quindi inclusi aspetti spirituali di connessione con la terra.
Ultimo libro, Le vie dei canti, di Bruce Chatwin. Il titolo originale è The Songlines. Questo libro esplora l’importanza delle songlines, che sono canti sacri nella cultura aborigina, essenziali per la loro cosmologia e anche per la navigazione attraverso la terra. Chatwin offre un racconto convincente del suo viaggio in Australia, esaminando come le songlines siano una forma di mappa, sia spirituale che fisica.
Spero che questi libri possano essere dei grandi maestri ispiratori. Vi voglio salutare con un aforisma noto, che è stato attribuito ad un anziano aborigeno australiano, spesso citato per rappresentare la saggezza della cultura aborigena, il quale dice: «Noi non ereditiamo la terra dei nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli». Grazie per aver ascoltato un altro episodio di Dharma e Psicologia speciale in viaggio, e seguitemi per ascoltare i miei racconti di viaggio tra psicologia e spiritualità e per viaggiare insieme a me. Che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
