Il tema dell’amore è un argomento vasto e complesso, che si presta a molteplici interpretazioni e riflessioni. Nasce dal cuore e si espande verso l’infinito, come una forza che accomuna tutti gli esseri viventi. Anche gli animali, in modo istintivo, sperimentano questo meraviglioso movimento interiore, che può generare poesia, arte e una profonda connessione con il mondo.
La psicoanalisi, con le sue teorie, offre una prospettiva interessante sull’amore, esplorando le dinamiche inconsce che influenzano le relazioni umane. Dalla libido al complesso edipico, ogni aspetto dell’amore è intriso di complessità e ambivalenza, rendendo questo sentimento tanto affascinante quanto sfuggente.
- La natura universale dell’amore e la sua esperienza tra gli esseri viventi.
- Le teorie psicoanalitiche di Freud sull’amore e le relazioni.
- Il tantrismo e la dimensione spirituale dell’amore.
- Il concetto di amore benevolo nel buddismo e la sua applicazione pratica.
- Le cause della sofferenza legata all’amore e le dinamiche emotive.
- Le visioni di Osho sull’amore come libertà e consapevolezza.
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo episodio di Dharma in Psicologia. Oggi voglio parlare di amore, un argomento vasto, pieno di sfaccettature, perché si può guardare da molti punti di vista, ma in realtà, a mio parere, nasce dal cuore e si espande verso l’infinito.
C’è una canzone che mi ha accompagnato per molto tempo durante i miei anni universitari, scritta da un bravissimo cantautore, Vinicio Capossela, che è una metafora amara e dissacrante sull’amore e quindi su tutti i suoi risvolti. In un verso dice che cos’è l’amore: è un indirizzo sul comò di un posto d’oltremare, che è lontano, solo prima d’arrivare, partita sei partita, e mi trovo ricacciato, mio malgrado, nel girone antico, qui dannato tra gli inferi dei bar.
A mio parere, la cosa bella dell’amore è che tutti, proprio tutti gli esseri viventi lo sperimentano. Anche gli animali provano amore, probabilmente in un modo meno sofferente e più istintivo rispetto a come lo viviamo noi, ma siamo tutti accomunati da questo meraviglioso movimento interiore. Chi non ha mai scritto una poesia, dipinto o suonato per esprimere questo vulcanico sentire? O chi non si è mai sentito a volte minuscolo di fronte a questa magia che crea tumulto, forza, coraggio, ma spesso anche sofferenza?
Secondo la psicoanalisi, l’amore è un concetto complesso, che coinvolge sia aspetti consci che inconsci della psiche umana. Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, ha sviluppato diverse teorie e concetti relativi all’amore e alle relazioni umane. Lui sosteneva che l’amore romantico e le relazioni sessuali sono influenzati da motivazioni profonde, spesso inconsce, che risiedono nel nostro inconscio. La teoria freudiana dell’amore si basa sui concetti di libido, quindi di energia sessuale, e sul complesso edipico, probabilmente avrete sentito spesso parlare di questo complesso.
Secondo Freud, la libido è una forza che guida i nostri desideri, le nostre pulsioni sessuali, e nel contesto dell’amore romantico si focalizza sull’oggetto amato, cioè sulla persona che suscita il nostro desiderio e l’attrazione sessuale. Il complesso edipico, che è un concetto chiave nella psicoanalisi, riguarda il desiderio inconscio di un bambino di sostituire il genitore dello stesso sesso e quindi di avere una relazione esclusiva con il genitore del sesso opposto. In questo concetto, Freud vede l’amore romantico adulto come influenzato da questo complesso edipico non risolto, in cui l’individuo cerca di trovare un partner, da adulto, che assomigli al genitore del sesso opposto.
La psicoanalisi sostiene che le dinamiche relazionali e l’amore possono anche essere influenzati da esperienze infantili, come le prime relazioni con i genitori o eventi traumatici, perché queste esperienze possono modellare il modo in cui percepiamo e viviamo l’amore nella vita da adulti. Inoltre, la psicoanalisi sottolinea anche che l’amore può essere ambivalente, con una combinazione di sentimenti di amore e odio verso l’oggetto amato. Probabilmente anche qui vi siete trovati qualche volta, no? in questo amore e odio. Ciò può essere attribuito a conflitti inconsapevoli e a dinamiche di potere nella relazione.
È importante notare che la teoria psicoanalitica dell’amore è solo una delle molte prospettive esistenti. Non è l’unica e non ha la verità, perché ci sono tantissimi altri approcci psicologici, tantissime altre teorie, che possono offrire diverse interpretazioni sull’amore e sulle relazioni umane. Vi sembra poco romantico questo? Forse un po’ lo può essere, ma è altrettanto molto affascinante entrare e osservare i meandri della mente, del comportamento e delle emozioni, e osservare come corpo e mente si uniscono all’unisono di fronte a questo amore.
L’amore è il luogo più chiaro per comprendere che siamo corpo e mente. L’atto del fare l’amore è quello spazio sacro dove l’energia sessuale, fisica, può diventare una porta verso stati meditativi elevati. Il tantrismo, quello vero, non quello che hanno trasformato in medi esercizi sessuali, riesce a spiegare quello che avviene. Cosa dice il tantrismo? Che l’amore assume una dimensione spirituale sacra. Il tantrismo è una tradizione spirituale che ha origine nell’antica India ed è associata alle tradizioni hinduiste e buddhiste. Nel tantrismo, l’amore è considerato una forza vitale e una via per raggiungere l’illuminazione. Ecco perché è molto importante con chi si fa l’amore e in che modo si fa l’amore.
Nel tantrismo, l’amore non è limitato alle relazioni romantiche o sessuali, ma è visto come un principio universale che permea tutto l’universo. È considerato la forza primordiale che collega tutti gli esseri viventi e l’universo stesso. Attraverso l’amore si crede che si possa raggiungere l’unità con l’universo o con la divinità. Il tantrismo sottolinea l’importanza di abbracciare la sensualità e l’eros come strumenti per la crescita spirituale, quindi non vissuti solo per piacere fisico.
Gli insegnamenti tantrici incoraggiano l’integrazione dei desideri e delle energie sessuali, anziché sopprimerli o negarli. Vengono praticate tecniche di meditazione, respirazione e visualizzazione che permettono di canalizzare e trasformare l’energia sessuale in un’esperienza spirituale. Nel tantrismo, l’amore è considerato come un sentimento che va al di là dell’attaccamento o del possesso. Si incoraggia a coltivare un amore incondizionato, privo di aspettative e di limitazioni, basato sulla compassione, sulla connessione profonda con gli altri e sulla consapevolezza del momento presente.
Una dimensione importante dell’amore nel tantrismo è la polarità maschile e femminile. Quindi il tantrismo riconosce l’importanza dell’equilibrio tra le energie maschili, Shiva, e femminili, Shakti, all’interno di ciascun individuo. Attraverso la pratica del tantra si cerca di armonizzare e integrare queste polarità per raggiungere l’unità e la realizzazione spirituale. È un importante sistema di credenza, no? E anche di pratica, è molto complesso e diversificato. Ci sono tantissime variazioni e interpretazioni al suo interno, ma comunque la sua visione sull’amore può variare anche a seconda delle scuole di pensiero e delle pratiche specifiche che vengono seguite.
Un altro punto di vista è quello del buddismo, secondo cui l’amore è una qualità fondamentale che viene promossa come via per il risveglio spirituale, come mezzo per alleviare la sofferenza. L’amore è descritto attraverso il concetto di metta, o amore benevolo, che è un’attenzione amorevole e compassionevole verso tutti gli esseri senzienti. L’amore nel buddismo si basa sull’idea che tutti gli esseri desiderano essere felici e liberi dalla sofferenza. Quindi l’amore viene inteso come volontà di nutrire, proteggere e promuovere il benessere degli altri, senza aspettarsi nulla in cambio.
Questo amore benevolo si estende a tutti gli esseri, inclusi amici, familiari, estranei e persino coloro che ci fanno del male, che noi definiamo nemici. Non è condizionato da preferenze personali o da desideri egoistici. Si tratta di coltivare una mente amorevole e compassionevole che abbraccia tutti senza discriminazione, quindi libero da attaccamento, gelosia e possessività. Praticando qualità come gentilezza, compassione, gioia empatica ed equanimità, e attraverso la meditazione e altre pratiche spirituali, si cerca di sviluppare una mente amorevole che abbraccia tutto ciò che esiste.
Un insegnamento chiave nel buddismo, che ho ripetuto anche in altri episodi, è il concetto di vacuità, di mancanza di un sé separato. Questo suggerisce che l’amore autentico può emergere quando superiamo l’illusione di una separazione tra noi stessi e gli altri, quando riconosciamo la nostra interconnessione con tutti gli esseri. In questo caso, sorge un amore universale che va oltre le divisioni, le distinzioni e le identità sessuali.
Ma l’amore nel buddismo non è solo una teoria o un concetto astratto. È proprio una pratica concreta che si coltiva nella vita quotidiana. Attraverso l’esercizio dell’amore benevolo, si cerca di trasformare la mente e di creare un ambiente di armonia, compassione e felicità per se stessi e per gli altri. Anche l’amore romantico viene visto come un’esperienza legata all’attaccamento e al desiderio, che può causare sofferenza e insoddisfazione. Secondo la prospettiva buddista, l’amore romantico può essere influenzato da condizionamenti culturali, desideri egoistici e aspettative irrealistiche. Ci insegna che l’attaccamento e l’attesa, che il proprio benessere dipenda da questo amore romantico, possono portare a un ciclo di insoddisfazione e sofferenza.
Questo non significa che il buddismo considera l’amore romantico come intrinsecamente negativo. Anzi, l’insegnamento buddista suggerisce che l’amore romantico è una grande opportunità per la pratica della compassione, della gentilezza e della consapevolezza. Incoraggia a coltivare una visione equilibrata dell’amore romantico, riconoscendo la sua natura transitoria e impermanente. Bisogna evitare di identificarsi e di dipendere completamente dalla relazione romantica. Io non sono la relazione che vivo, io non sono perché ho un compagno o una compagna.
Per coloro che sono impegnati in una relazione romantica, il buddismo suggerisce di coltivare la gentilezza, la comprensione e la comunicazione aperta e onesta all’interno della coppia. L’obiettivo finale è superare l’attaccamento e il desiderio che l’amore romantico può far emergere, sviluppando un amore che va oltre i limiti dell’ego.
Ma se l’amore è così bello, perché soffriamo quando amiamo? La sofferenza legata all’amore può essere attribuita a diversi fattori e dinamiche emotive complesse che accompagnano la maggior parte delle relazioni romantiche. Alcune possibili spiegazioni sono: a causa di attaccamento e dipendenza emotiva. Quando si è profondamente innamorati di qualcuno, può svilupparsi un forte attaccamento e dipendenza nei confronti del partner. Questo può portare a una paura intensa di perdere la persona amata, quindi all’insicurezza, all’ansia e alla gelosia, creando sfide e conflitti nella relazione.
Un’altra causa possono essere le aspettative irrealistiche. Spesso le persone hanno aspettative riguardo all’amore e alle relazioni romantiche, l’aspettativa che il partner soddisfi ogni nostro bisogno o che la relazione sia sempre appagante e priva di conflitti. Quando queste aspettative non sono soddisfatte, può sorgere sofferenza.
Un’altra causa può essere la mancanza di reciprocità. La sofferenza può derivare dalla mancanza di reciprocità o di un amore non corrisposto. Quando una persona ama intensamente qualcuno che non ricambia i nostri sentimenti in modo equivalente, questo può provocare tristezza, disperazione e senso di rifiuto.
Un’altra causa può essere la separazione e la perdita. Quando ci si trova ad affrontare una separazione o una perdita dall’oggetto amato, la rottura di una relazione può provocare molto dolore, senso di abbandono, tristezza e lutto.
Un’altra causa possono essere i conflitti e le differenze. Quando l’amore e la relazione amorosa coinvolgono due individui unici, con background, punti di vista e desideri diversi, ciò può portare a conflitti di incomprensione e divergenza. Quando non si riesce a superare queste differenze in modo costruttivo, possono sorgere sofferenza e dolore emotivo.
Un’ultima causa può essere l’impermanenza. Come vi ho detto prima, secondo le filosofie buddiste e spirituali, tutto è impermanente, cioè non è duraturo, non permane, compreso l’amore romantico. Il riconoscimento che tutto cambia e che nulla è permanente può causare sofferenza quando ci si aggrappa all’idea di un amore eterno o quando arriva la fine di una relazione.
Probabilmente qualcuno di voi sta soffrendo per amore in questo momento, o qualcun altro invece è pieno di energia perché è arrivato un amore nuovo nella vita, oppure qualcun altro ancora sta imparando ad amare se stesso e a stare da solo, senza il bisogno di essere in coppia, per paura di essere soli o di sentirsi soli. In qualsiasi momento vi troviate, voglio dirvi che è una fase importantissima per la vostra consapevolezza e che la gioia o il dolore, la solitudine che in questo momento state vivendo, sono dei sentimenti che passano, impermanenti. Quindi non aggrappatevi né alla gioia né al dolore, ma vivete, osservate. L’obiettivo finale è superare la sofferenza, raggiungere un’esperienza di pace e serenità interiore. Secondo la filosofia buddista, questa sofferenza, dukkha, è parte integrante dell’esistenza umana. L’attaccamento, il desiderio e la resistenza al cambiamento sono delle cause, ma il buddismo non nega l’esistenza della sofferenza o le difficoltà che possono sorgere nelle relazioni amorose. Anzi, incoraggia a comprendere la natura impermanente di tutte le cose, inclusi gli stati emotivi e le relazioni, e sottolinea l’importanza di coltivare l’accettazione di ciò che si manifesta nell’esperienza presente, comprese le sfide e le difficoltà che possono accompagnare un amore romantico.
Attraverso la pratica spirituale si cerca di sviluppare una mente equilibrata, pacifica, libera dall’attaccamento e dal desiderio, che poi portano sofferenza. Questo viene raggiunto attraverso la comprensione della natura transitoria di tutte le cose e che l’amore romantico è soggetto a cambiamenti e incertezze. Quindi, concentrarsi sull’amore universale che abbraccia tutti gli esseri, che coltiva la gentilezza e la gioia empatica verso gli altri.
Non so se conoscete Osho, un famoso maestro spirituale del XX secolo. Ha espresso diverse opinioni a riguardo sugli insegnamenti dell’amore. Lui è stato un po’ erroneamente considerato come il maestro dell’amore libero, anche sessuale, ma in realtà non è assolutamente così. Vi riporto alcuni dei concetti principali espressi da Osho a riguardo all’amore, che poi forse sono stati anche un po’ travisati da questo movimento giovanile degli anni settanta, che praticava amore libero e quindi che prendeva questi concetti di Osho e li trasformava un po’ in questa libertà sessuale.
Osho parlava di amore come libertà, cioè sottolineava l’importanza di un amore che non impone restrizioni o vincoli all’altro individuo. Secondo lui, l’amore autentico è basato sulla libertà reciproca, libertà di essere chi siamo, permettendo alle persone di crescere, esplorare e realizzare il loro potenziale, senza essere limitate o imprigionate dalla relazione.
Parlava anche di amore come consapevolezza, cioè la consapevolezza nell’amore invita le persone a essere presenti nel momento presente, apprezzare e sperimentare l’amore senza aspettative o desideri egoistici. Questo richiede una comprensione profonda di se stessi e degli altri, senza proiettare fantasie o illusioni nostre sulle persone amate.
Parlava di amore come meditazione, cioè l’amore come forma di meditazione, come modo per connettersi profondamente con se stessi, con gli altri, con l’esistenza stessa. Invitava le persone a coltivare una presenza amorevole e consapevole, riconoscendo l’unità fondamentale di tutte le cose.
Parlava di amore incondizionato, cioè di un amore che abbraccia tutti gli esseri senza distinzioni o discriminazioni. È un amore che va oltre il giudizio, oltre il condizionamento sociale, oltre le aspettative, ed è basato sulla compassione, sulla gentilezza e sulla comprensione profonda dell’essenza spirituale che ogni individuo ha.
Parlava anche di trascendenza dell’amore, cioè quell’obiettivo ultimo che è quello di trasformare l’amore personale in una qualità universale, che si estende a tutti gli esseri e all’esistenza stessa. Questo porta a un’esperienza di amore cosmico e spirituale. È importante notare che le idee e gli insegnamenti di Osho sull’amore sono molto ampi e complessi, quindi quello che ho poc’anzi menzionato rappresenta solo alcuni degli aspetti delle sue visioni sull’amore.
Voglio chiudere con le sue parole, che dicono: «E l’amore può diventare una preghiera, e una preghiera può diventare amore, e l’amore può diventare una meditazione, e la meditazione può diventare amore, e quando l’amore diventa meditazione, e la meditazione diventa amore, la persona è nell’estasi». Spero che questo episodio vi sia piaciuto e che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
