Il tema dell’amore è un argomento che coinvolge profondamente ognuno di noi, portando con sé una serie di interrogativi e riflessioni. Perché accettiamo compromessi e ferite in nome di un sentimento così potente? E perché, nonostante i cambiamenti nei partner, ci ritroviamo spesso a ripetere gli stessi schemi relazionali?
Attraverso una lente psicoanalitica, si può esplorare la complessità dell’amore e le dinamiche che ci spingono a scegliere partner che non sempre ci rendono felici. Questo viaggio di introspezione non solo ci aiuta a comprendere le nostre scelte, ma ci offre anche l’opportunità di lavorare su noi stessi per costruire relazioni più sane e autentiche.
- Le dinamiche psicoanalitiche dell’amore e delle relazioni.
- Il ruolo dell’autostima nella scelta del partner.
- La paura come ostacolo nelle relazioni.
- La convinzione che una relazione possa completare la propria felicità.
- Il richiamo del ‘dramma’ e delle relazioni complicate.
Trascrizione
Buongiorno a tutti e bentornati per un nuovo podcast di Dharma e Psicologia. Oggi parleremo di un argomento che interessa e coinvolge tutti noi, e cioè l’amore. In particolare cercheremo di capire perché in nome dell’amore accettiamo compromessi amorosi, ferite e anche delusioni ripetute. La domanda che mi viene fatta più spesso, sia per email che durante le sedute di psicoterapia, è perché, pur cambiando partner, trovo persone con caratteristiche simili e, pur desiderando una relazione stabile, mi imbatto in partner poco disponibili o sposati?
Durante gli anni di studio di psicologia, iniziai a studiare questo interessantissimo argomento che è l’amore. Ovviamente secondo un punto di vista psicoanalitico, quindi devo ammettere che da una parte fu un po’ deludente scoprire l’amore secondo la concezione psicoanalitica, perché mi ruppe un po’ l’ideale romantico che avevo del discorso amore, ma dall’altra parte è stato anche molto liberatorio, perché sono riuscita a comprendere le magiche dinamiche e i meccanismi psicologici che fino ad allora mi creavano ombre e dubbi. È un argomento meraviglioso secondo il punto di vista psicoanalitico e anche molto complesso.
Ad esempio, faccio alcuni esempi. La psichiatra e psicoanalista freudiana Lucie Cantin dice: “Quando sei innamorato, sei innamorato dell’immagine che pensi che l’altro abbia di te. L’immagine riflessa dall’altro. Quando sei innamorato, hai trovato qualcuno per rafforzare la buona immagine di te stesso.” Un’altra frase che mi ha colpito tantissimo negli anni fu quest’altra dello psicoanalista Jacques Lacan: “Amare è perdersi in un labirinto. L’amore è labirinto. Per i sentieri dell’amore ti perdi. Ti perdi.”
E a proposito di Jacques Lacan, voglio proprio entrare nel discorso maggiormente grazie a lui. Perché ho scelto Lacan? Lacan è veramente stato molto particolare come psicoanalista, anche molto complicato da comprendere, ma di un fascino incredibile. È stato uno psicoanalista francese, nato a Parigi nel 1901 e ha lasciato il corpo nel 1981. È stata una grandissima scoperta. Lacan diceva ad esempio che il rapporto sessuale non esiste. Non è cioè mai possibile fare uno con l’altro attraverso la sessualità. L’uomo e la donna conservano infatti una loro diversità incolmabile pur nel rapporto sessuale, che dunque a rigore rapporto non è. Questo va un po’ in controsenso con la visione tantrica dell’unione, ma effettivamente, se andiamo a studiare il tantrismo, andiamo a vedere che l’unione, quindi il diventare uno con il maschile e il femminile, è in realtà questa unione con il proprio interno.
Attraverso la sessualità con l’altro partner, quindi con l’uomo se siamo donne e con le donne se siamo uomini, e attraverso un processo meditativo di notevole impegno, si può arrivare a questa unione, ma le tecniche sono veramente lunghe e complicate e richiedono tanta pratica meditativa. Quindi, in questo senso, in termine psicoanalitico, capiamo bene il perché Lacan dice che non esiste questa unione, perché non è nel classico rapporto sessuale che riusciamo a trovare, anche se la cerchiamo poi fondamentalmente nell’unione con l’altro.
L’uomo è attratto e gode del pezzo di corpo della donna, quel divino dettaglio che rivela la nostalgia del primo oggetto d’amore, la madre. Lacan inizia così ad addentrarsi nel mondo della sessualità e dell’amore maschile e della sessualità e amore femminile e su quello femminile la domanda d’amore. Ecco questa spiegazione chiarissima di come l’uomo e la donna vivono la sessualità e quindi di conseguenza anche l’amore. Che cosa può compensare questa disimmetria fondamentale dei sessi? Usando le parole del maestro francese, cosa sopplisce quindi all’inesistenza del rapporto sessuale? La risposta è l’amore. L’amore, quello corrisposto però, quello che fa sì che l’amante sia anche l’amato, permette quindi il rapporto fra i soggetti. E che cosa siamo? Siamo all’eterogeneità radicale dell’altro. Siamo all’altro in quanto altro, quindi al di là delle qualità che possiede, ma semplicemente per se stesso.
Pensateci, quando voi siete innamorati, di che cosa siete innamorati? Sì, potete dire carattere, il viso, lo sguardo, le mani, la dolcezza, ma in realtà è per se stesso che siete innamorati. Desiderio e godimento non si trovano più in opposizione, ma grazie al miracolo dell’amore si allacciano. Ok, allora, fino adesso magari è stato un discorso un po’ complicato, perché come vi ho accennato all’inizio Lacan può sembrare complicato, ma in realtà in queste poche parole che vi ho detto c’è una grandissima spiegazione e descrizione.
Ma se l’amore è un miracolo, perché alcune persone sembrano sempre attrarre il tipo sbagliato di partner? Forse sarà successo anche a te in un periodo della tua vita, o forse ti trovi in questo momento in una relazione che ti crea dolore e confusione e non sai come chiudere. Nessuno sceglie volontariamente e consapevolmente un partner cattivo, anche se normalmente tendiamo a proiettare i problemi solo sul nostro partner. E questo, io durante i miei incontri con i pazienti, quando parliamo di questi argomenti e quindi quando elaboriamo delle dinamiche relative a rapporti di coppia, rapporti sessuali, cerco di portarlo, di mettere luce.
Il punto da osservare principalmente è dentro di te. Anche se sembra che tu stia facendo tutto bene, ad esempio, come ti avvicini all’amore, ha comunque delle dinamiche che sei tu che cerchi e che crei. Innamorarsi è innegabilmente piacevole, non sorprende che cerchiamo quella sensazione così profonda, così illusoriamente di unione, ma cosa provi quando cerchi un partner? Cosa ripeti a te stesso quando conosci una nuova persona e quali dubbi o paure si ripetono dentro di te? È questo che dobbiamo andare a vedere e che devi andare a vedere per capire poi perché scegli sempre la persona sbagliata.
Uno dei nostri bisogni più essenziali come esseri umani è amare, ma anche essere amati. Quindi, dal momento che siamo programmati per le relazioni e dal momento in cui entriamo anche nel mondo, si potrebbe pensare che sarebbe facile scegliere partner adatti a noi, ma in realtà molte persone scelgono ripetutamente il partner sbagliato e finiscono per sentirsi infelici e forse completamente addolorati nella loro relazione. Vi assicuro che ce ne sono tantissime di persone che sono addolorate nella loro relazione.
Per alcuni è facile abbandonare una relazione malsana quando non va bene, ma per tantissime altre non è così facile. Quindi molte persone rimangono nelle relazioni e sono persino consapevoli della loro infelicità, poiché sanno in fondo che il loro partner non è quello giusto. Nella mia pratica psicoterapeutica, due dei temi più comuni che sento dai miei clienti quando discutono di relazioni romantiche sono: “Perché continuo a scegliere il partner sbagliato?” e “Perché rimango in relazioni che mi rendono infelice?” Queste sono solo alcune delle domande importanti e complesse a cui è possibile rispondere solo quando diamo un’occhiata a noi stessi.
Ci sono molteplici ragioni che motivano il modo in cui scegliamo i nostri partner e anche perché rimaniamo in relazioni senza uscita. Alcune di queste ragioni sono consce, mentre altre sono inconsce. Quindi, per capire cosa motiva le nostre scelte, dobbiamo essere disposti a lavorare su noi stessi e costruire consapevolezza attorno ai nostri schemi. Quindi basta dire: “È colpa sua perché è aggressivo, è colpa sua perché non pulisce casa, è colpa sua perché mi ha tradito, è colpa sua…” Basta!
Quindi voglio affrontare alcuni dei fattori che possono portarci a relazioni infelici e, nonostante ciò, non le lasciamo andare. Perché il punto non è tanto che siamo tristi perché lui ci ha tradito, è ovvio che siamo tristi se lui o lei ci tradiscono, ma è perché io non lo lascio e continuo a stare con lui o lei che continua a tradirmi, e questa è la domanda fondamentale.
Una volta che abbiamo un’idea del perché scegliamo il modo in cui lo facciamo, ci mettiamo in una posizione migliore per fare scelte consapevoli e quindi per poter cambiare i nostri schemi negativi. Solo questo ci aiuterà a intraprendere la traiettoria per trovare un’intera relazione sana.
Allora, adesso parlerò di quattro principali veleni della nostra mente che intervengono nella scelta di un partner. Il primo è non apprezzare te stesso. Cosa vuol dire? Che tutti noi attraversiamo periodi in cui viviamo alti e bassi. Penso che sia utile parlare quindi di autostima come esistente su un continuum che fluttua nel corso della nostra vita. A volte va più su, a volte va più giù, però c’è una base, ci deve essere una base di autostima. Tuttavia, nelle relazioni, nulla interferisce con la capacità di avere una relazione autentica e reciproca come la bassa autostima cronica. Quando l’autostima è bassa, lì il click salta. Quindi, cosa può fare? Può farti sabotare le relazioni, può farti accontentare di una relazione in cui sei trattato male, perché tanto chi mi prende? Dove lo trovo un altro, un’altra? Chi mi può amare? Chi può volere una come me, uno come me? E quindi questo alla fine corrisponde alle tue convinzioni su te stesso. Ci sono così tante valide ragioni per cui lo facciamo. Eppure arriva un punto in cui dobbiamo fare una scelta. O scegliamo di dare valore a noi stessi o non lo facciamo.
Quindi, il partner che andrete a trovare, a incontrare, quando vi si dice: “Ma io non lo sapevo, l’ho conosciuto così per caso.” Quindi questo caso, così come a volte spesso viene definito, non sono io che l’ho scelto, ma l’ho trovato. Come facevo a sapere che anche lui era sposato? È il terzo, mica glielo ho chiesto. Vuol dire che ci sono delle dinamiche inconsce che si ripetono. Quindi non sarà l’altro che può riempire questo vuoto. Nessuna relazione con nessuno potrà mai compensare il fatto di credere segretamente che non meritiamo l’amore.
Quindi, a seconda delle circostanze della tua vita, il concetto di credere nella propria bellezza, sia esteriore che interiore, a prescindere dai canoni classici che la società ci propina ogni giorno, è fondamentale. Si tratta di iniziare in piccolo a impegnarsi e a praticare l’essere gentili con noi stessi, perché ce lo meritiamo.
Un altro veleno è la paura. Tutti possiamo relazionarci con scelte fatte perché avevamo paura. Decidere se chiedere o meno un aumento al tuo capo, confrontarci con qualcuno con cui siamo arrabbiati, rimanere in una relazione che sappiamo non essere più sana per noi. Quando abbiamo paura, non ci muoviamo. È uno dei peggiori veleni, soprattutto poi quando si tratta di scegliere un partner. Che succede? Noi esseri umani siamo cercatori di gratificazione immediata. E quindi prosperiamo sulla fantasia delle esperienze di vita scintillanti: il grande fidanzamento, il matrimonio, una casa, bambini. Pensiamo solo che ci occuperemo del resto più tardi. Tutto il resto lo vedremo dopo. L’importante è che ho trovato il fidanzato, mi ha dato l’anello, mi sto sposando, sono riuscita ad avere dei figli che volevo con tanto ardore. Tutto il resto, tutti gli altri problemi, li vedremo dopo.
Quindi che succede? La paura ci dice che è meglio rinchiudere un partner in fretta o potremmo rimanere soli per sempre. Ci fa ossessionare e ci invia il messaggio che è troppo tardi per rompere e ricominciare. Oppure che posso essere l’amico single che nessuno vuole, o il genitore anziano, o essere giudicato come di poco gradimento fisico, per questo nessuno mi prende. Ma quello di cui dovremo temere di più è passare il resto della nostra vita infelici con la persona sbagliata. È una soluzione per lavorare con la paura e guardarla negli occhi, per quanto scomodo possa essere. È importante essere sinceri con noi stessi su come ci sentiamo nella nostra relazione in questo momento. Quindi, se sei consapevole di essere con il tuo partner perché hai paura di andartene o per qualsiasi motivo, cerca di essere consapevole del fatto che stai scegliendo di essere infelice ora, perché hai paura di essere infelice in seguito.
Il terzo veleno è credere che la tua relazione ti completerà. C’è un errore enorme che molte persone fanno quando cercano un partner: la convinzione che una relazione romantica sia la chiave per essere felici. Mi dispiace, ma non è vero. Questa mentalità potrebbe effettivamente sabotare la tua esperienza nel trovare un partner. Perché? Perché questo può provocare ansia, l’ansia di dover trovare l’amore a tutti i costi. Quando ti avvicini a una relazione da un senso di vuoto interiore, le persone con cui stai uscendo lo percepiranno e non si sentiranno bene. Inizieranno a guardarti con gli stessi occhi con cui tu guardi te stesso. Quando sei sicuro, l’energia che emani trasmetterà che essere in una relazione è una tua scelta, non un disperato bisogno.
Quando hai quella sensazione di fondo di dover trovare una relazione perché hai paura di qualcosa, la tua intera atmosfera può cambiare da calma e raccolta a insicura e piena di dubbi su te stessa. Quindi la verità è che solo tu puoi completarti. E con ciò intendo dire che il compito di guarire il proprio vuoto non può essere affidato ai nostri partner. Questo è un lavoro personale che, se lo lasciamo in sospeso, ti seguirà da una relazione all’altra. Ecco perché alla domanda: “Perché scelgo sempre il partner sbagliato?” Perché quel tipo di dinamica ci segue. Molti di noi scelgono partner che ci aiutano a rimanere nella nostra zona di comfort, anche se quella zona risulta essere poco desiderabile.
L’altro veleno è il tuo io ferito che richiama situazioni complicate. Avevo un amico, dico avevo perché non lo vedo più da anni, inglese, che mi colpiva perché ogni volta che parlava di qualcosa ci metteva la parola dramma, il dramma. Lui continuava a dire che ognuno di noi metteva il dramma, e questo è. Sei attratto dalle persone che vuoi aiutare a tutti i costi? Lo senti questo richiamo? O sei attratto dall’aspetto del progetto di una relazione in cui puoi aiutare il tuo partner a cambiare meglio? Se senti di rispondere sì a queste due domande, potresti scegliere il partner dal tuo io ferito.
Il tuo io ferito è la parte di te che si sente incompleto o danneggiato. È la parte che ti fa dubitare del tuo valore o ti fa pensare di essere imperfetto. E quindi che succede? Ti chiedi sempre se vale la pena amare. Quando metti le tue energie nell’aiutare il tuo partner a guarire dai suoi problemi, è un modo per te per recitare inconsciamente come desideri essere trattato, quello che in realtà tu vuoi per te. Ecco perché ti impegni così tanto a darlo all’altro. La pazienza, l’amore, il supporto che offre il tuo partner è un desiderio inconscio di ciò che desideravi nelle tue prime relazioni. Viene inconsciamente inquadrato nella psiche come se, come se riesco a far cambiare X Luca, allora ne valgo la pena, sono adorabile.
Per alcune persone è più facile focalizzare la propria attenzione su come il proprio partner ha bisogno di cambiare, perché consente loro di evitare di dover guardare alle proprie cose. C’è molta guarigione da fare quando scegliamo i nostri partner. Quando ci presentiamo in questo modo nella nostra relazione, in realtà stiamo abbandonando noi stessi e evitiamo i nostri bisogni più profondi. Questa è la ricetta per l’infelicità.
Uno degli aspetti più profondi e stimolanti dell’essere in una relazione è che ci offre l’opportunità di crescita personale, se lo permettiamo. Ogni relazione che incontriamo e che incontri nella tua vita arriva con lezioni da imparare e ciò di cui hai bisogno per evolvere, ma devi voler evolvere e finché non lo farai, continuerai ad affrontare gli stessi problemi con ogni relazione che incontrerai nel tuo cammino. Se possiamo pensare a ogni relazione come un’opportunità per esaminare dove siamo bloccati o innescati e miriamo a lavorare su quelle parti di noi stessi, allora ci mettiamo in una posizione migliore per poi poter scegliere delle relazioni sane e complete.
Per terminare, voglio condividere ciò che diceva Gibran riguardo all’amore e diceva: “Non dà nulla forché se stesso e non coglie nulla se non dà se stesso. L’amore non possiede né vorrebbe essere posseduto, poiché l’amore basta all’amore.” Secondo il buddismo, per amare basta applicare il buonsenso. Il loro approccio enfatizza la capacità di amare e non la possibilità di risvegliare l’amore negli altri. Se sviluppiamo la nostra capacità di amare, anche noi saremo amati. Deve smettere di essere importante ciò che riceviamo e iniziare a prendere rilevanza da quello che possiamo dare. Il Buddha diceva: “Non ferire gli altri con ciò che provoca dolore a te.” Nel buddismo esistono quattro qualità dell’amore chiamate i quattro stati mentali incommensurabili. Maitri, la bontà amorevole, rappresenta l’amore e gentilezza che ha la capacità di donare felicità e pace. Karuna, la compassione, è quindi la capacità di dare sollievo e alleviare la sofferenza. E se l’amore porta sollievo alla sofferenza, allora è amore vero. Poi c’è Mudita, la gioia, il naturale stato dell’amore. L’amore vero porta sempre gioia a se stessi e agli altri. Se manca gioia, non è amore vero. È una relazione basata sulla sofferenza o sul desiderio sessuale. E poi c’è l’ultima, Upeksha, rappresenta l’inclusività, l’equanimità. Quando siamo veramente nulla escluso dal nostro amore e ne tragono beneficio tutti. Si è liberi dall’attaccamento, si diventa uno con l’oggetto del nostro amore, non ci sono barriere. La tua sofferenza è la sua sofferenza. La tua felicità è la sua felicità.
Spero che questo argomento vi abbia donato degli spunti su cui riflettere. Grazie per aver seguito un altro podcast di Dharma e Psicologia. Che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
