Il tema dell’immaginazione creativa emerge come un elemento fondamentale nel percorso artistico e personale di ciascuno di noi. Spesso, ci troviamo di fronte a momenti di blocco, in cui la nostra capacità di esprimere la creatività sembra svanire. Questo fenomeno non è riservato solo agli artisti professionisti, ma può colpire chiunque si senta in difficoltà nel dare vita alle proprie idee e passioni.
Attraverso una riflessione profonda, si esplora come il contatto con la propria intuizione e ispirazione possa essere ostacolato da paure, stress e impegni quotidiani. La metafora del fiume che scorre liberamente diventa un simbolo potente per comprendere il flusso creativo e le sue interruzioni, invitando a rimuovere i blocchi e a ripristinare il percorso della creatività.
- Il blocco creativo e le sue cause
- Metafore del fiume e del mulino per comprendere il flusso creativo
- Il ruolo dell’immaginazione creativa nella stimolazione della creatività
- Distinzione tra immaginazione e fantasia
- Il potere della visualizzazione creativa come strumento di guarigione
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo podcast di Dharma e Psicologia. L’argomento di oggi è l’immaginazione creativa, e lo faccio partendo dai esempi pratici del mio lavoro, come ad esempio le richieste di aiuto che spesso mi arrivano durante i colloqui con persone che utilizzano la loro capacità artistica per lavoro, cioè i cosiddetti artisti. La maggior parte di loro mi chiede: “Vorrei sapere perché mi sono bloccato, non riesco più a dipingere, non riesco più a scrivere, a creare musica. Perché avviene questo?”
Cosa succede quando ad un certo punto viene a mancare quella ispirazione che ci permette di creare e di essere in contatto con il nostro sé? Prima di tutto, cerchiamo di capire che cosa vuol dire, per una persona che vive la sua arte e vive grazie alla sua arte, sentirsi bloccato. Sarà capitato anche a voi di avere periodi in cui vi sentivate bloccati. Non c’è bisogno di essere artisti come lavoro, ma di essere creativi in generale, di sentire un blocco della propria creatività.
L’immagine che mi arriva quando i pazienti mi chiedono il perché di questo blocco è quella di un fiume che scorre senza nessun blocco grosso e reale, e poi qualcosa cambia. Vi anticipo che qualcosa, quando cambia, non arriva improvvisamente, perché nulla cambia da un momento all’altro. Riceviamo sempre messaggi a riguardo; poi, se questi messaggi li apriamo e li leggiamo, è un’altra cosa. Se li lasciamo chiusi nel cassettino e non li consideriamo, ecco che poi il blocco sembra arrivare all’improvviso.
Quindi, come possiamo fare per renderci conto che qualcosa nel nostro fiume creativo sta cambiando corrente, velocità? Vi do un’altra immagine. Immaginate un mulino al quale non arriva più l’acqua, quindi il mulino si arresta, il grano all’interno del mulino non viene più macinato, la farina non si crea, e così via, in una serie di causa ed effetto. Cosa ha bloccato il fiume? Un tronco d’albero caduto? Un grosso masso? Qualsiasi sia la causa, è importante andare a rimuovere il blocco e lasciare riprendere il percorso del fiume in piena libertà.
In questa metafora, immaginate di essere il fiume. Immaginate il masso come le difficoltà, gli imprevisti, i dolori che la vita porta, e immaginate l’atto del liberare il fiume come una pratica creativa, spirituale, che richiede impegno e disciplina ogni giorno. Oggi mi soffermo in particolar modo su quelle persone che hanno bisogno di ricontattare la loro intuizione, la loro ispirazione, perché magari nascosta da paure, da stress, da impegni quotidiani, da relazioni affaticanti o da tantissime altre difficoltà.
Un esempio di tecnica che utilizzo quando lavoro per sostenere e stimolare la creatività è l’immaginazione creativa. Questa può aiutare a smuovere i blocchi, permettendo così di accedere ai luoghi profondi della nostra psiche e della nostra coscienza, che ispirano le idee creative a emergere, offrendoci quindi allo stesso tempo strumenti per lavorare con alcuni dei nostri più grandi ostacoli come artisti, non solo artisti nel vero senso della parola, quindi di coloro i quali lavorano grazie alla loro arte e con la loro arte, ma artisti della propria vita.
L’immaginazione è diversa dalla fantasia, perché nella fantasia ci poniamo in modo passivo rispetto a ciò che immaginiamo. Viviamo magari ricordi nostalgici di ciò che è avvenuto o desideriamo cose e le lasciamo così un po’ nel mondo magico del “vorremmo ma non possiamo”. Nell’immaginazione creativa è tutta un’altra cosa, perché noi siamo i protagonisti di ciò che visualizziamo. L’immaginazione ci proietta nel desiderio come se fosse già esaudito e quindi ci permette di formulare anche eventuali ipotesi di azione per farlo andare poi in un certo modo.
James Hillman, famoso psicoanalista jungiano, afferma che tutta la psicologia, la psicoterapia, le indagini cliniche e la scienza sono immaginazioni dell’uomo. Hillman riprende da Carl Gustav Jung il concetto di immaginazione attiva. Jung sosteneva che la personalità conscia e inconscia possono incontrarsi in un unico prodotto che conduce a un lavoro di sintesi. Quindi, in termini pratici, una spiegazione chiara è stata fatta anche dall’allieva di Jung, Marie-Louise von Franz, secondo la quale è importante creare silenzio nella mente per lasciare spazio alle immagini inconsce di emergere spontaneamente.
Tutte le nuove informazioni che arriveranno possono poi diventare disegni, musica, dipinti, a seconda della propria inclinazione artistica e creativa, in modo quindi da osservare cosa il nostro inconscio ha da comunicarci. Questo lo può fare chiunque; non bisogna per forza essere dei pittori per dipingere quello che il nostro inconscio sta lasciando emergere, o scrivere, o creare della musica. È per tutti; la creatività è di tutti.
Quindi, il processo creativo inizia a prendere forma quando tutto il materiale emerso diventa uno strumento attivo per la persona, che non vive più in maniera passiva l’arrivo della fatidica ispirazione, ma diventa protagonista di una propria ricerca psicologica. Immaginate attivamente ciò che volete nella vostra vita. Attivamente lo intendo come immaginate come se fosse vero, come se fosse già lì con voi quello che volete, e quindi poi vivetelo, portatelo nella vostra quotidianità. Non limitatevi a fantasticare i vostri sogni come impossibili scenari che non accadranno mai.
Voglio leggervi un passo dal libro di Hillman, “L’anima del mondo, il pensiero del cuore”, in cui rielabora sia le teorie di Jung che la filosofia di altri autori. Sono delle parole veramente illuminanti, quindi le voglio leggere e spero arrivino anche a voi il messaggio che portano. Allora Hillman afferma: “C’è un’altra conseguenza del credito che diamo alle immagini dell’anima. Comincia a diffondersi e a circolare un senso di autoindulgenza e di accettazione di sé. È come se il cuore e la parte sinistra stessero estendendo il loro dominio. Gli aspetti ombra della personalità continuano a giocare i loro pesanti ruoli, ma adesso, all’interno di un racconto più vasto, il mito di sé stessi, semplicemente quello che uno è, è che cominciamo a sentire come se fosse proprio così che si è destinati ad essere. Il mio mito diventa la mia verità, la mia vita simbolica e allegorica. Autoindulgenza, accettazione di sé, amore di sé, ma ancora di più, ci si scopre peccatori, ma non colpevoli, grati per avere i nostri peccati, e non quelli degli altri, pieni di amore per il nostro destino, fino al punto di desiderare di avere e mantenere sempre questa intensa connessione interiore con la propria parte individuale. Il terzo passo è gratuito, riguarda la libera e creativa comparsa dell’immaginazione, come se ora il risveglio del mondo interiore cominciasse ad agire spontaneamente, da solo, non diretto, senza che la coscienza dell’io se ne occupi. Il mondo interiore non solo comincia a prendersi sempre più cura di sé, producendo delle crisi e risolvendole all’interno delle sue trasformazioni, ma si prende anche cura di te, delle preoccupazioni dell’io e delle pretese dell’io.”
Per concludere, vi ricordo che l’immaginazione creativa, la visualizzazione creativa, sono potenti strumenti di guarigione, che ci aiutano a trovare equilibrio nel mare agitato delle nostre emozioni, nella nostra quotidianità, che a volte risulta stressante, nevrotica, e nella nostra attenzione al mondo, che con frenesia non si accorge delle bellezze che abbiamo già nella nostra vita. L’immaginazione creativa è un potente strumento per realizzare ciò che vogliamo nella nostra vita, quindi utilizzatela. Grazie per aver ascoltato il podcast di Dharma Psicologia. Che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
