La spiritualità è un concetto profondo e complesso, che si manifesta in molteplici forme e interpretazioni. La sua etimologia, che affonda le radici nel latino, ci invita a riflettere su come essa si intrecci con le esperienze personali e le convinzioni di ciascuno. In questo contesto, emerge l’importanza di esplorare la spiritualità non solo come un aspetto religioso, ma come un viaggio interiore che può arricchire la nostra vita quotidiana.
Le diverse definizioni di spiritualità, che spaziano dalla meditazione alla ricerca di un significato più profondo, ci portano a considerare come essa possa influenzare il nostro benessere e la nostra connessione con l’universo. La ricerca di una dimensione spirituale può rappresentare un’opportunità per scoprire nuove prospettive e per vivere in modo più consapevole.
- Etimologia e significato della spiritualità
- Interpretazioni personali e culturali della spiritualità
- Relazione tra spiritualità e scienza
- Pratiche quotidiane per esplorare la spiritualità
- Spiritualità senza religione: possibilità e limiti
Trascrizione
Buongiorno e bentornati ad una nuova puntata di Dharma e Psicologia Podcast. Sono molto contenta di ritrovarvi, di avervi qui e vi presento il nuovo tema, il nuovo argomento che tratteremo oggi, ovvero la spiritualità.
Iniziamo a spiegare che cos’è la spiritualità dall’etimologia della parola. La parola spiritualità deriva dal latino spiritualitas e il vocabolario Treccani la descrive in questo modo: il fatto di essere spirituale, di avere natura o carattere spirituale, in particolare l’insieme degli elementi che caratterizzano i modi di vivere e di sperimentare realtà spirituali, sia con riguardo a forme di vita religiosa, sia con riferimento a movimenti filosofici e letterari. Ho voluto iniziare con l’etimologia perché così, piano piano, iniziamo ad entrare meglio nel significato e anche nel caldo di questa parola profondissima.
Non so se vi è mai capitato di chiedere alle persone che cos’è la spiritualità. A me è capitato, anzi non solo è capitato di chiedere, ma molto spesso mi è capitato di sentirvelo dire, chiedere. Ogni volta che mi sono trovata a parlare di spiritualità con persone diverse, mi sono sempre state date molte risposte diverse. Perché? Perché ciascuno ha un’interpretazione dal suo punto di vista, dalle sue convinzioni.
Ci sono persone che direbbero che per loro spiritualità significa religione, o essere religiosi, o seguire le leggi e la tradizione della religione, probabilmente è la propria religione. Per alcuni questa parola significa credere in Dio, nel potere che ha creato la vita, l’universo, ma ci sono anche altre risposte. Altri, ad esempio, possono definire la spiritualità come tutto ciò che ha a che fare con l’anima e lo spirito. Insomma, il discorso è abbastanza particolare perché, come abbiamo visto, va ad accogliere un sacco di ambiti.
Ho notato anche che alcune persone associano la spiritualità al movimento New Age, alla guarigione, ai poteri psichici, all’astrologia, al paranormale, a tutto ciò che non è fisico. Quindi molte volte questa parola, associata a questo tipo di discorso, è vista con un po’ di dubbio, con un po’ di sospetto. Altri, invece, definiscono la spiritualità come meditazione, yoga, espansione della coscienza, risveglio spirituale. C’è anche chi considera questo termine come qualcosa di sublime, di incomprensibile. Quindi, come possiamo notare, la spiritualità significa cose diverse per persone diverse e tutte queste definizioni condividono l’idea che la spiritualità è qualcosa al di là del mondo fisico.
La gente lo considera come qualcosa di misterioso, esotico, rigoroso, insomma, a seconda del punto di vista ovviamente. Durante i miei studi e le mie ricerche su questa parola, perché poi mi piace veramente tanto cercare, scoprire, vedere diversi punti di vista, ad esempio secondo Wikipedia, non esiste una definizione di spiritualità univoca e ampiamente condivisa. I sondaggi sulla definizione del termine, come usato nella ricerca accademica, mostrano un’ampia gamma di definizioni che vanno da definizioni unidimensionali, come una credenza personale in un regno soprannaturale, a concetti più ampi come la ricerca di un significato ultimo, sacro, trascendere gli aspetti materiali della vita e un senso di stupore e meraviglia verso l’universo.
Ecco, Wikipedia lo amplia e tocca tanti punti che la spiritualità naturalmente va a toccare. Ad esempio, la maggior parte delle persone accetta il significato che le loro famiglie o gli insegnanti gli attribuiscono, quindi poi non ci pensano più. Si cresce, si va, è capitato, penso sarà capitato a tutti di fare il catechismo quando si è piccolini e penso succeda ancora. Ricordo i miei tempi e tutte le spiegazioni che arrivavano dalla chiesa, dal gruppo che seguivo, quindi era un po’, insomma, il mio credo si stava costruendo, le mie teorie attorno al credo, quindi attorno a quello che mi veniva spiegato nella mia quotidianità.
Un altro significato della spiritualità è il processo di risveglio dalla coscienza ordinaria a quella che si eleva al di sopra dell’ego, quindi il risvegliarsi a una coscienza più ampia. Può significare espandere la mente oltre limiti, oltre pensieri, oltre punti di vista limitati e questa coscienza si espande sia sulla vita che sull’universo. Spiritualità può anche significare il processo di liberare la mente dalle paure, dalle preoccupazioni, da pensieri ininterrotti, sperimentare anche la pace interiore, la felicità nella propria vita quotidiana.
Quando ricevo i pazienti, e sono quelle persone che sono già un po’ all’interno di un percorso spirituale, ecco, vivono la stessa terapia come un processo spirituale che si aggancia, si aggiunge o migliora quello che loro già stanno facendo nella loro vita, nei lettori che fanno, negli studi che fanno. Ad esempio, nel Buddismo o anche nella Dvaita Vedanta, che è di tradizione induista, si considera la spiritualità come la ricerca per conoscere il vero sé, per scoprire la vera natura della coscienza e per ottenere poi il risveglio spirituale.
Possiamo iniziare a considerare la spiritualità come un concetto ampio, con un ampio spazio per molte prospettive e tante interpretazioni. In generale, quello che include tutto questo discorso, tutte queste cose che ho detto fino adesso, è un senso di connessione con qualcosa di più grande e più alto di noi e talvolta implica una ricerca del significato della vita.
Come vedremo anche fra un po’, la domanda cos’è la spiritualità ha veramente tante risposte diverse. Il Buddha, ad esempio, diceva: proprio come una candela non può bruciare senza fuoco, gli uomini non possono vivere senza una vita spirituale.
Arriviamo un po’ al punto nodale di questo discorso. Le due domande che mi sono state poste più spesso, e che a dire il vero mi sono posta più spesso anche, sono: che cosa significa esplorare la propria spiritualità, quindi come si fa, come si procede, e se essere spirituali richiede la negazione della scienza e del buonsenso.
Per tanto tempo mi sono posta queste due domande e ho cercato di comprendere, di capire, di scoprire. Come l’ho fatto? L’ho fatto leggendo, l’ho fatto chiedendo, l’ho fatto incontrando maestri, l’ho fatto incontrando professori universitari. Allora, pensa ad una cosa: se pensi a te stesso come a una persona concreta e pratica, che vuole risposte concrete su tutto, potresti facilmente respingere la spiritualità, ma a quanto pare questo potrebbe significare anche perdere importanti opportunità di sviluppo personale, quindi è rischioso, no?
Quando la mente è razionale, che vuole tutto subito, chiaro, il rischio è poi di chiudere la porta a questa meraviglia, a questa scoperta e percorso. Esplorare la natura della spiritualità vuol dire esaminare anche le importanti connessioni tra la scienza e lo spirito, quindi tra la religione e la spiritualità. Non è un argomento nuovo che sto trattando, è da tanto tempo che la scienza e la spiritualità stanno cercando un punto di unione e, a dire il vero, ci sono tanti incontri di questo tipo. Il Dalai Lama sta facendo tanto a riguardo e si stanno scoprendo tanti punti di unione, soprattutto poi quando le ricerche della scienza e dell’anatomofisiologia si collegano alla meditazione. Quindi, la spiritualità è l’aspetto di noi che è sintonizzato sull’idea che ci sia qualcosa al di là di noi stessi.
Essere spirituali significa riconoscere che i nostri sensi umani non raccontano l’intera storia dell’universo. C’è di più in noi, c’è di più oltre, c’è di più oltre al nostro corpo, al nostro cervello e potrebbe comportare l’approvazione di una forma di vita superiore o l’attribuzione di un qualche tipo di consapevolezza cosciente all’universo. Ripeto, non stiamo parlando di Dio, io non sto parlando di Dio in questo caso. Se ci avete fatto caso, io parlo di una forma di vita superiore o consapevolezza cosciente dell’universo.
La maggior parte delle persone dice che questo è ciò che dà alle loro vite un senso, una coerenza. Molte persone che seguono un percorso spirituale si sentono più complete o sentono che stanno andando verso quella strada, almeno, e tendono ad avere anche particolari pratiche spirituali a cui poi aderiscono. Possono essere comportamenti quotidiani come meditare, praticare la consapevolezza, recitare mantra o delle affermazioni positive o leggere materiale relativo alle credenze spirituali.
È anche comune per le persone spirituali avere un codice etico che riflette i loro impegni spirituali. Ad esempio, potresti credere nel diffondere positività, gentilezza o donare una certa somma di denaro in beneficenza. Delle volte andiamo incontro a resistenze inconsce o anche consce, dove la spiritualità entra in contrasto proprio con lo scientifico che è in noi. Tuttavia, ci sono molti più punti in comune di quanto si possa pensare a prima vista.
Se diamo un’occhiata a quattro delle credenze spirituali più significative che ora sono sempre più approvate dalla comunità scientifica, possiamo avere risposta a questa cosa, come vi ho anticipato. Ad esempio, i buddhisti hanno creduto a lungo che dovremmo andare oltre la distinzione tra presente, passato e futuro, perché il nostro senso del tempo che passa è una pura illusione. Einstein è d’accordo, era d’accordo, è d’accordo nelle sue scoperte, infatti ha dimostrato che il tempo è relativo.
Ma se solo studiassimo l’astronomia avremmo grandissime risposte spirituali sul concetto del tempo. Ad esempio, l’astronomia ci insegna come i tempi nello spazio sono molto diversi da quelli terrestri. Se viaggiassimo alla velocità della luce, ad esempio in un’astronave veloce, avremmo la velocità della luce che è diversa, perché per un anno di luce, quindi per un anno di velocità della luce, ci vogliono 13.500 anni terrestri. Immaginate quanto si apre questo concetto di tempo, di spazio, e quanto si modifica il presente, il passato e il futuro, se solo studiassimo la scienza.
Per capirlo meglio, faccio un esempio più chiaro. Quando guardiamo le stelle, in realtà stiamo vedendo il passato, perché stiamo vedendo la luce che ha viaggiato per miliardi di anni da stelle che ora potrebbero non esistere più. Quindi, qual è esattamente il rapporto tra religione e spiritualità in tutto questo discorso? Un punto importante da sottolineare è che è possibile essere spirituali senza essere religiosi. E questo io lo dico spessissimo, perché molte volte mi sento dire: ma io sono un ateo, quindi non posso essere spirituali. Ebbene, do questa bellissima notizia: potete essere spirituali senza dover essere per forza religiosi, seguire un credo. Ma essere religiosi richiede discutibilmente l’essere spirituale, quindi l’uno può essere senza l’altro. L’altro, magari la parte religiosa, la implica, implica il discorso della spiritualità di conseguenza.
Quindi, cos’è la spiritualità nella religione? Che ruolo ha per te la spiritualità, se non sei religioso? Ci hai mai pensato? Pensaci un attimo, ti do un minuto. Che ruolo ha per te la spiritualità, se non sei religioso?
È importante richiamare l’attenzione sul ruolo dell’esperienza che la spiritualità implica. Cioè, spiritualità implica una connessione a qualcosa al di là di noi stessi, attraverso le esperienze che noi facciamo. Al contrario, essere religiosi implica connettersi a qualcosa al di là di se stessi, è tipicamente un’entità divina, attraverso le esperienze degli altri. Questo è il punto che va a modificare il concetto di spiritualità e quello di religione.
Solitamente aderiamo a un codice specifico stabilito per i credenti. Seguiamo le regole della religione. Ogni religione ha delle proprie regole che poi si adattano e si affiancano, insomma, anche si avvicinano tra di loro. Però abbiamo regole sul rapporto con gli altri, con i genitori, con il vestire, con il cibo, con l’alcol. Ci sono dei precetti e noi approviamo una serie di convinzioni collegate. Le seguiamo, le approviamo e ci crediamo.
Laddove la religione però enfatizza la conoscenza, la spiritualità è più interessata ad acquisire la saggezza. E dove la religione porta una forte enfasi sull’obbedienza alle regole, sull’essere salvati in una vita dopo la morte, invece i valori fondamentali della spiritualità sono quelli più tipicamente lineati con l’amore, la libertà. Quindi, penso sia chiaro che si può essere profondamente spirituali senza essere religiosi e che questa spiritualità è un modo profondamente personale e gratificante per aumentare la conoscenza di se stessi.
Quindi arrivo alla domanda che ho fatto all’inizio, perché ci stiamo avviando verso la fine di questo podcast. Come si vive la spiritualità? Un punto importante dal quale possiamo partire è imparare ad ascoltare la nostra voce interiore, quella parte intuitiva, mente e saggia di noi che è più consapevole della spiritualità e più in connessione con il concetto di spiritualità.
Per connetterti con questa parte di te, prova a praticare meditazione, quindi aggiungerla come pratica quotidiana alla tua vita, oppure trascorri almeno dieci minuti concentrandoti sul tuo respiro, permettendo ai pensieri irrilevanti di andare alla deriva oltre alla tua consapevolezza. Questo ti darà un’esperienza vitale nel filtrare le distrazioni, quelle strane, quelle esterne, e quindi ciò renderà più facile ascoltare la tua voce interiore.
Molto spesso mi sento dire: non so, non mi sento, non so cosa voglio, non so come dirmele le cose, non so come suggerirmele. Ecco, il punto è qui: è proprio fermarsi per ascoltarsi. Ed è anche importante cercare di stabilire un’intenzione chiara, cioè che tipo di cose io voglio imparare e che tipo di persona voglio diventare.
Ti posso suggerire alcuni esercizi che aiutano ad esplorare la tua parte spirituale. Ad esempio, un esercizio potrebbe essere la tecnica di respirazione o pranayama. Non so se hai mai sentito parlare di pranayama, nello yoga solitamente c’è questa parte di tecnica, ma la puoi fare semplicemente come un esercizio di respirazione. Anche solo praticare la respirazione ritmica ti aiuta a essere più consapevole. Prova a inspirare dal naso contando fino a 5 ed espirare dalla bocca contando fino a 7. Ecco, questo può essere un esercizio, oppure praticare proprio lo yoga. Anche le pratiche yoga più basilari sono state a lungo legate allo sviluppo spirituale, quindi puoi scrivere a un corso, puoi guardare un video e puoi notare come la tua mente diventa più calma o agitata in base all’esercizio che fai, in base a quello che la tua vita da fuori porta poi sul tappetino. Quindi inizi a sentire anche più calma, inizi a sentirti anche un po’ più centrato.
Un altro esercizio può essere la meditazione. Io suggerisco sempre a chi inizia da poco il percorso della meditazione di non andare direttamente a fare la meditazione da seduti sul cuscino, quella classica che vediamo in tutte le foto, in tutti i video, ma di iniziare con, ad esempio, la scansione del corpo come praticata dalla mindfulness, che comporta un processo di consapevolezza a tutto il corpo. Puoi distenderti o sederti su una sedia in posizione comoda e iniziare a fare come uno scan di tutto il corpo, partendo dalla sommità della testa fino alla punta dei piedi, notando le sensazioni in ogni aspetto, ad esempio dove ti senti più rilassato, dove ti senti più teso. La scansione del corpo ti aiuta ad abitare più pienamente il tuo corpo e a stare nel momento presente.
Un altro esercizio potrebbe essere la danza. Non intendo la danza, quella proprio no, per diventare ballerino, ma perché non è necessario in questo caso. Mettiti ad esempio, metti semplicemente della musica che ami, muoviti nel modo che ti sembra più naturale. Se questo naturale poi diventa anche buffo e goffo, fallo, esprimi liberamente. Questa è meditazione dinamica, quindi è anche questa meditare. La musica evoca sentimenti intensi e ci connette con il nostro senso di meraviglia.
Ci sono anche altri esercizi incentrati sul lavoro interiore che sviluppano la spiritualità. Posso suggerire ad esempio quello di tenere un diario, il famoso journaling. Il diario ti aiuta a entrare in contatto con le tue emozioni. Basta scrivere un paragrafo al giorno, non devi per forza scrivere tantissimo, un paragrafino al giorno, una pagina al giorno e che cosa succede? Ti sfida a essere autentico, ti sfida a monitorare il tuo sviluppo spirituale o quello che si muove dentro di te e a notare i modelli, sia quelli sani che quelli malsani, senza paura di essere sincero, autentico, onesto. Questa è la bellezza del tenere un diario.
O ci può essere anche l’esercizio di cinque minuti di gratitudine, che significa semplicemente prendersi del tempo ogni giorno per considerare ciò per cui si è grati. Non è necessario che siano grandi eventi, ma pensi ai piccoli momenti, alle cose belle che hai visto, a un bel tramonto, al sorriso di tuo figlio, a una carezza del tuo amato e ringrazia, cinque minuti al giorno.
Comunque, a parte tutti questi esempi che ti ho fatto, e ce ne sarebbero anche tanti altri, però ti ho dato un po’ di idee. Quindi, a prescindere da questi esempi che ho condiviso con voi, vi ricordo che se ci fermiamo un attimo, chiudiamo gli occhi, respiriamo lentamente e profondamente, sappiamo qual è la strada da percorrere. Se ci ascoltiamo, quella strada si presenta a noi, si presenta a noi attraverso un’immagine, attraverso un suono, una musica, un’idea, arriva. Dobbiamo lasciarla arrivare, dobbiamo creare la strada per farla arrivare.
Vi ringrazio per aver ascoltato il podcast di Dharma e Psicologia e possano tutti gli esseri dell’universo essere felici.
