Il narcisismo, un concetto che affonda le radici nel mito di Narciso, rappresenta un tema complesso e affascinante nella psicologia contemporanea. Questo tratto di personalità, caratterizzato da un eccessivo amore per sé stessi e una mancanza di empatia, può manifestarsi in modi diversi, influenzando profondamente le relazioni interpersonali e il benessere emotivo.
La distinzione tra narcisismo overt e covert offre una prospettiva interessante su come questi tratti possano essere percepiti e vissuti. Mentre il narcisismo manifesto è facilmente riconoscibile, quello nascosto può rimanere celato, rendendo la sua identificazione e comprensione ancora più complessa. Attraverso una riflessione profonda, è possibile esplorare le sfide e le opportunità di crescita personale che emergono da questa condizione.
- Definizione e origini del narcisismo nella mitologia e nella psicologia.
- Distinzione tra narcisismo overt e covert e le loro manifestazioni.
- Impatto del narcisismo sulle relazioni interpersonali e sul benessere emotivo.
- Prospettive filosofiche e spirituali sul narcisismo, inclusi approcci buddisti e psicologici.
- Strategie terapeutiche per affrontare il narcisismo e promuovere la crescita personale.
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo episodio di Dharma e psicologia. Oggi parliamo di narcisismo. Narcisismo è un termine che deriva dal mito di Narciso, un personaggio della mitologia greca dalla bellezza straordinaria che si innamorò del proprio riflesso nell’acqua e si perse in un amore egoistico e ossessivo per sé stesso.
Nella psicologia contemporanea, il narcisismo si riferisce ad un tratto di personalità caratterizzato da un eccessivo amore per sé stessi, una grandiosità eccessiva, una mancanza di empatia per gli altri e un bisogno costante di ammirazione e attenzione. Questo termine è stato introdotto in psicologia da Sigmund Freud per descrivere un particolare tipo di comportamento e atteggiamento caratterizzato da un eccessivo amore per sé stessi e da una grandiosa immagine di sé.
Le persone con tratti narcisistici tendono ad avere un senso di superiorità e possono mostrare una mancanza di empatia verso gli altri, perché spesso sono interessate solo a sé stesse, solo ai propri bisogni, cercando di soddisfare il proprio ego e quindi di ottenere una gratificazione personale.
È importante precisare che il narcisismo può esistere in diverse forme e in varie misure; non tutte le persone che manifestano dei tratti narcisistici sono affette da un disturbo narcisistico di personalità. Il narcisismo patologico o disturbo narcisistico di personalità è un disturbo mentale ben definito, che richiede una diagnosi formale da parte di un professionista della salute mentale e può influire sulle relazioni interpersonali e sul benessere emotivo delle persone coinvolte.
La gestione e la comprensione del narcisismo possono richiedere un lavoro terapeutico e una riflessione personale per sviluppare un equilibrio più sano nell’autostima e nelle relazioni con gli altri. Il disturbo del sé, come il disturbo narcisistico di personalità, è una condizione di salute mentale che si sviluppa nell’età adulta. Secondo i criteri diagnostici del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, DSM 5, il disturbo narcisistico di personalità richiede che i sintomi siano presenti e persistenti fin dall’adolescenza o da giovani adulti.
Sebbene alcuni tratti narcisistici possano anche essere osservati durante l’infanzia o l’adolescenza, è importante notare che questi tratti possono essere parte dello sviluppo normale della personalità in queste fasi di vita. Solo quando i tratti narcisistici diventano pervasivi, persistenti e causano un significativo disagio o disfunzione nella vita di una persona, possono essere considerati sintomi di un disturbo narcisistico di personalità, che è generalmente diagnosticato in età adulta quando i modelli di pensiero, di comportamento e di relazioni interpersonali sono più stabili e possono essere valutati in modo più accurato.
Tuttavia, è importante ricordare che l’età esatta di insorgenza del disturbo può variare da persona a persona e può essere influenzata da diversi fattori individuali, ambientali e di sviluppo. Un’adeguata valutazione di un disturbo del sé richiede una valutazione da parte di uno psicologo, psicoterapeuta o psichiatra qualificato.
Il narcisismo è conosciuto come narcisismo covert, o narcisismo nascosto, e narcisismo overt, cioè manifesto. Nel narcisismo covert, c’è una forma di narcisismo caratterizzata da una manifestazione meno evidente, più sottile dei tratti narcisistici, rispetto al narcisismo overt, che si manifesta in modo aperto.
Le persone con il narcisismo covert possono avere una grandiosa immagine di sé, ma spesso la mantengono nascosta agli altri. Possono presentarsi come persone umili, sensibili e altruiste, ma dietro questa maschera possono nascondere un forte senso di superiorità e un bisogno di attenzione e ammirazione.
Alcuni tratti comuni del narcisismo covert includono: bisogno di ammirazione, cioè le persone con il narcisismo covert possono cercare l’approvazione e l’ammirazione degli altri, anche se lo fanno in modo molto meno evidente rispetto al narcisismo overt; sensibilità e vulnerabilità, possono mostrare una maggiore sensibilità emotiva, apparendo più vulnerabili, ma forse anche a volte per suscitare simpatia e ottenere l’attenzione degli altri; mancanza di empatia, nonostante la loro sensibilità, possono avere difficoltà a comprendere e a rispondere in modo empatico alle emozioni altrui; ricerca di gratificazione eccessiva, possono avere anche loro un bisogno costante di conferma e gratificazione da parte degli altri, ma possono mascherare questa ricerca di attenzione dietro un’apparente modestia o altruismo; manipolazione emotiva, possono utilizzare tattiche manipolative, come il senso di colpa, per ottenere ciò che desiderano dagli altri.
È importante sottolineare che il narcisismo covert non è facilmente riconoscibile, quindi può essere più difficile da individuare rispetto al narcisismo manifesto. Entrambe le forme di narcisismo possono causare difficoltà nelle relazioni interpersonali e avere un impatto negativo sulla vita delle persone coinvolte. Questo tipo di narcisismo, meno evidente, può anche essere uno dei motivi per cui se ne parla meno frequentemente. La forma di narcisismo di cui si legge di più è quella più manifesta.
Il narcisismo covert può essere confuso con altri comportamenti o tratti di personalità, rendendo ancora più difficile l’identificazione e la diagnosi. In passato, il termine narcisismo era spesso associato principalmente a quello overt, mentre il covert riceveva meno attenzione. Negli ultimi anni, la ricerca e la comprensione del narcisismo sono andate avanti, e si è iniziato a riconoscere l’importanza di comprendere anche la forma nascosta del narcisismo.
Il termine narcisismo a pelle sottile è spesso utilizzato come sinonimo di narcisismo covert. A pelle sottile fa riferimento alla tendenza delle persone con questo tipo di narcisismo ad essere particolarmente sensibili alle critiche, alle percezioni negative e al rifiuto, anche se possono presentarsi come persone umili e sensibili. Reagiscono in modo esagerato alle critiche o ai feedback negativi perché li percepiscono come attacchi personali. Questo termine non è un termine diagnostico formale, ma è un’espressione colloquiale utilizzata per descrivere questa specifica manifestazione del narcisismo.
Il narcisismo overt, invece, si riferisce a una persona che mostra apertamente e in modo evidente i tratti e i comportamenti narcisistici. Un narcisista overt è generalmente caratterizzato da un senso esagerato di grandiosità, un bisogno costante di attenzione e ammirazione, un’elevata autostima apparente e una mancanza di empatia verso gli altri. Sono spesso molto concentrati su se stessi e sul raggiungimento dei loro obiettivi personali, cercando di ottenere gratificazioni eccessive e vogliono essere al centro dell’attenzione.
È importante notare che il narcisismo può essere considerato un disturbo narcisistico di personalità solo se i tratti e i comportamenti causano disagio significativo o interferiscono con il funzionamento globale della persona. Nella visione buddista si sostiene che l’ego, o il senso del sé, sia un costrutto mentale che si forma in risposta alle esperienze, ai desideri e alle identificazioni che accumuliamo nel corso della vita. Tuttavia, questo senso di sé è considerato vuoto, privo di sostanza intrinseca.
La sofferenza, secondo il buddismo, deriva dall’attaccamento all’illusione del sé, ai desideri insaziabili che sorgono da esso. L’attaccamento al sé crea un senso di separazione, desiderio e insoddisfazione, che porta a varie forme di sofferenza psicologica. Nella prospettiva buddista, la pratica della consapevolezza e la meditazione sono considerate strumenti per osservare e comprendere il flusso transitorio delle esperienze, smontando gradualmente l’illusione del sé e riducendo l’attaccamento.
Attraverso questa pratica si cerca di sviluppare una consapevole equanimità, liberandosi dall’attaccamento e dal desiderio egoistico per raggiungere uno stato di pace interiore. La psicologia buddista offre una prospettiva che sfida l’idea di un sé solido e permanente, suggerendo che la sofferenza deriva dall’attaccamento a questa illusione, che in realtà è di un sé che non è né solido né permanente.
La pratica della consapevolezza e della meditazione può trasformare la nostra relazione con il senso del sé, perché l’attaccamento al sé è considerato una delle cause principali della sofferenza umana. Il disturbo del sé, e in questo caso il disturbo narcisistico, è visto come il risultato dell’attaccamento e di una identificazione eccessiva con il concetto di sé. Questo attaccamento porta a una serie di problemi psicologici, tra cui l’egocentrismo, l’egoismo, la mancanza di empatia e la ricerca costante di gratificazione personale.
È importante sviluppare una comprensione più profonda della natura e dell’usura del sé e ridurre gradualmente l’attaccamento ad esso. Questo porta a maggiore libertà dai vincoli del sé e quindi a una riduzione della sofferenza. La prospettiva buddista è un quadro filosofico e spirituale utile a comprendere la natura del sé e della sofferenza, ma può non essere l’unico fattore da considerare nella comprensione dei trattamenti del disturbo del sé.
Nella sfera spirituale ci sono anche altri punti di vista, come ad esempio la tradizione psicospirituale dell’enneagramma. L’enneagramma è un sistema di conoscenza che descrive nove tipi di personalità principali, ognuno dei quali ha una modalità distintiva di percezione, pensiero e comportamento. Uno dei tre tipi di personalità identificati nell’enneagramma è il tipo 3, noto anche come l’esibizionista o il realizzatore. Questo tipo è spesso associato a tratti narcisistici, come la ricerca di successo e l’immagine di sé basata sulle realizzazioni esterne.
Il tipo 3 tende a cercare l’approvazione e l’ammirazione, a costo di una mancata autenticità e di una perdita del contatto con il proprio sé autentico. Secondo l’enneagramma, la strada per superare i tratti narcisistici del tipo 3 coinvolge l’approfondimento della consapevolezza di sé e il lavoro interiore per riconoscere le motivazioni profonde e gli schemi di pensiero che guidano il comportamento.
Un’altra prospettiva spirituale sul narcisismo può venire dalla tradizione della psicologia analitica di Carl Gustav Jung. Secondo Jung, il narcisismo può essere visto come un risultato di una identificazione eccessiva, che ci ricorda il buddismo, ma in questo caso con l’archetipo dell’ego, che rappresenta il senso di sé separato e individuale. Jung suggerisce che il narcisismo può derivare da una mancanza di sviluppo e integrazione di altri aspetti dell’individuo, come l’ombra e l’anima, l’aspetto femminile e intuitivo dell’individuo, indipendentemente dal genere.
Questa mancanza di equilibrio tra ombra, anima e integrazione può portare a una focalizzazione eccessiva su di sé e quindi a un’incapacità di relazionarsi in modo sano con gli altri. Secondo la prospettiva di Jung, il processo di individuazione è fondamentale per superare il narcisismo, perché implica l’integrazione consapevole di tutti gli aspetti di sé, compresi quelli dell’ombra e dell’anima.
Attraverso l’autoesplorazione, il lavoro dei sogni, la consapevolezza di sé e l’apertura alla dimensione spirituale, si può cercare di superare il narcisismo e sviluppare una visione più ampia del sé e delle relazioni. La prospettiva di Jung può integrarsi anche con altre tradizioni spirituali e filosofiche, come quella hinduista, che ha il concetto di hamkara.
Hamkara è l’identificazione del sé con il corpo, la mente e le qualità personali. Questa è la causa principale dell’illusione, dell’individualità separata e dell’egoismo. Quando ci identifichiamo con l’hamkara, attribuiamo un’eccessiva importanza al sé individuale e ai nostri desideri, creando una visione distorta della realtà.
La spiritualità hinduista insegna che per superare l’hamkara e quindi il narcisismo, è necessario riconoscere la vera natura del sé, che è collegata all’essere universale e divino. Attraverso la pratica del bhakti, il devoto amore verso il divino, la meditazione, lo studio dei testi sacri e la purificazione della mente, si cerca di dissolvere l’illusione dell’ego separato, perché non siamo separati né dagli altri, né dal mondo, né dal divino.
Questo porta a sviluppare una consapevolezza più profonda della connessione tra tutti gli esseri. Si ritrovano punti comuni tra le varie tradizioni spirituali. L’obiettivo è il superamento dell’individualità separata e la conoscenza dell’unità intrinseca di tutti gli esseri, l’amore disinteressato, la compassione e il dedicarsi al benessere degli altri sono antidoti al narcisismo e strumenti per una maggiore saggezza e realizzazione spirituale.
Il disturbo narcisistico di personalità è un disturbo complesso, difficile da trattare nella psicologia classica. Tuttavia, ci sono approcci terapeutici che possono essere utilizzati per affrontare questi tratti e promuovere la crescita personale. Ad esempio, la terapia psicodinamica è spesso utilizzata per trattare il narcisismo, mirando a esplorare i modelli di pensiero, le dinamiche di relazione e i traumi del passato che possono aver contribuito allo sviluppo di questo disturbo.
Il terapeuta lavora con il paziente per creare una relazione terapeutica solida e sicura, in cui possono emergere e essere affrontate le vulnerabilità e i bisogni emotivi sottostanti. Anche la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) può essere utilizzata per affrontare i tratti narcisistici, concentrandosi sulle distorsioni cognitive e sui comportamenti disfunzionali associati al narcisismo. Il terapeuta aiuta il paziente a identificare e sfidare i pensieri distorti e a sviluppare abilità di regolazione emotiva per migliorare le competenze relazionali.
La terapia di gruppo può essere utile per i pazienti con questo tratto di personalità, perché partecipando ad un gruppo terapeutico possono imparare a ricevere feedback dagli altri membri e sviluppare una maggiore consapevolezza delle loro dinamiche relazionali. È importante che da parte del paziente ci sia una motivazione sincera, perché può richiedere un impegno a lungo termine ed è necessario un approccio personalizzato che tenga conto delle esigenze e delle specificità del paziente.
L’intervento di uno psicologo è fondamentale per avere un impatto significativo nella trasformazione della vita e sulla qualità della vita delle persone coinvolte. Alcuni motivi per cui si legge continuamente di stare attenti ai narcisisti possono includere varie situazioni in cui ci si può trovare. I narcisisti possono essere abili manipolatori, cercando di ottenere ciò che vogliono sfruttando gli altri, utilizzando tattiche come la lusinga, il controllo emotivo e la degradazione per ottenere potere e gratificazione personale.
Possono avere una mancanza di empatia e sono spesso concentrati sul proprio sé, ignorando i sentimenti e i bisogni degli altri. A causa della loro natura egocentrica, le relazioni possono essere molto instabili e superficiali. Stare in relazione con un narcisista può essere pesante, perché cercano continuamente fonti di ammirazione e gratificazione. Chi è coinvolto in relazioni con i narcisisti sperimenta effetti negativi come la diminuzione dell’autostima, la sensazione di essere sfruttati, ignorati o di provare ansia e depressione.
Nel tempo, si possono avere problemi come disturbo da stress post-traumatico, ansia e depressione. Avere consapevolezza dei comportamenti narcisistici di un compagno, di una compagna o di un familiare può aiutare ad adottare misure per stabilire confini sani nelle relazioni. È importante sapere che non tutte le persone con tratti narcisistici sono necessariamente disturbate da un punto di vista clinico; non tutti sono distruttivi.
È fondamentale mantenere relazioni sane e rispettose in cui ci sentiamo sostenuti, compresi, amati e rispettati. Se state con una persona che vi causa costantemente dolore, stress o turbamento, è importante valutare attentamente la relazione e considerare se sia necessario stabilire dei confini o prendere decisioni che tutelino il vostro benessere. Questo implica avere consapevolezza di sé, delle proprie esigenze e imparare a riconoscere i segnali di allarme.
È importante avere il supporto di amici fidati, familiari e terapeuti. Chiedere aiuto se non state bene è fondamentale. Ogni individuo merita di essere trattato con rispetto e dignità nelle relazioni. Dobbiamo sforzarci di coltivare legami capaci di portarci reciprocità e salute, legami appaganti.
Voglio chiudere con una poesia che mi ha colpito. La poesia si intitola “Sono tornata da me”.
Sono tornata da me perché sono stanca di cercare qualcosa che non so, di chiedere a chi non può offrire, o di aspettare chi è già occupato a illuminare sé stesso, di desiderare un corpo che non è mio, di avere aspettative che mai arriveranno, perché comunque è lontane dalla mia natura, di fingere di capire, o essere sempre tollerante e disponibile.
Sono tornata da me perché non posso più dedicare il mio tempo, occhi e speranza, in cuori che non desiderano battere con il mio, a chi non crede nella magia, a chi dedica il suo momento e il suo pensiero a lamentarsi di ciò che non va, o ad anelare cose che non gli appartengono, e a criticare in ogni dove.
Sono tornata da me come unica destinazione possibile, come strada disponibile, come quel ritorno a casa insospeso da tanto tempo. Sono tornata da me. Ho visto quanto ho corso contro il tempo, i dolori della mia anima setata di verità in cerca di acqua. Mi sono ospitata e sono entrata, mi sono chiamata, mi sono abbracciata e accarezzata, e mi sono imbattuta in una me stessa. Mi stava aspettando con il cuore ricolmo di speranza, diversa e vera, ma sana. Ho visto che ero comunque intatta e non frammentata come pensavo di essere. Ho ritrovato la magia nei miei occhi, e l’ho voluta rivedere ancora e ancora. Ho scoperto di aver sempre posseduto le chiavi, ed è stato bellissimo ritrovarmi. Da qui, da dove abito, scelgo me, scelgo chi e scelgo cosa desidero. Muoi e risuscito ogni giorno, e sono pur sempre viva. Ho capito che questa è resilienza, e la trovo solo dove abita me stessa. Carla Babodri. Storia di una poesia tra magia e alchimia.
Grazie per essere stati con me e che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
