La creatività sciamanica si presenta come un viaggio profondo nel legame tra l’arte e i rituali sciamanici, un percorso che invita a esplorare le radici della nostra esistenza e a riscoprire il potere curativo insito in ciascuno di noi. Attraverso la connessione con la natura e con le pratiche antiche, si apre un dialogo tra il mondo interiore e quello esterno, un’opportunità per ritrovare il senso esistenziale perduto.
In un’epoca in cui il nostro equilibrio psicofisico è messo a dura prova, la creatività sciamanica emerge come un dono prezioso. Essa ci invita a fermarci, a riflettere e a donarci un incontro autentico con noi stessi e con il mondo che ci circonda, riscoprendo così il nostro potenziale creativo e curativo.
- Il legame tra creatività e rituali sciamanici.
- Il ruolo della creatività nella guarigione e nella crescita personale.
- La connessione tra il mondo interiore e quello esterno.
- La figura dello sciamano e il suo significato culturale.
- La necessità di un approccio esperienziale nella pratica sciamanica.
Trascrizione
Buongiorno e bentornati ad una nuova puntata di Dharma in Psicologia. Il titolo di questa puntata è Creatività sciamanica e sono ben lieta di annunciare questo mio nuovo progetto. Presto in rete ci sarà appunto il mio nuovo sito che sarà www.creativitasciamanica.it, il quale si occuperà appunto di pratiche sciamaniche. Non mi separo dal mio percorso, ma ci entro ancora più in profondità e vi spiego oggi bene il perché.
Prima di tutto ci tengo a spiegarvi perché l’ho chiamato Creatività sciamanica e che cosa c’entra la creatività con lo sciamanesimo. C’è un filo sottile che lega la creatività ai rituali sciamanici. Perché? Perché essi sono energeticamente connessi sin da quando l’uomo ha preso vita su madre terra e il miglior modo per comprendere la natura dell’arte sciamanica è quello di connettersi ai rituali.
Sappiamo tutti che l’uomo sin dai tempi più antichi si è avvicinato ai rituali per espandere la propria coscienza, per gestire i problemi della vita. Infatti, attraverso i rituali avvenivano e avvengono ancora oggi i passaggi della vita come la nascita, l’età adulta, il primo menarca della donna, il matrimonio. Questi sono tutti rituali che appartengono alla società, alla cultura, che hanno radici ben profonde. Queste pratiche sono un’arte che accompagnano e sostengono la psiche dell’uomo anche nei momenti più complicati.
Quando, ad esempio, un contadino perdeva un raccolto o avveniva all’improvviso la morte di una persona cara, tutte queste pratiche, questi rituali aiutavano a trovare una sorta di accettazione per la psiche dell’uomo, per arrivare a sentire, a provare un po’ di pace di fronte a questa vita ingiusta che portava a questa tragedia.
L’arte rituale avviene attraverso l’arte rituale, avviene l’unione della formazione psicologica, dei processi mentali con l’arte, gli archetipi collettivi e la creatività. Quindi abbiamo tutta questa unione che va a incontrarsi con la radice del nostro potenziale creativo e curativo, perché dove c’è creatività c’è cura. E quello che sto dicendo si collega anche all’arte terapia. Come arte terapeuta, io utilizzo tantissimo i rituali e le pratiche sciamaniche proprio per questo che vi sto spiegando, questa connessione.
Le tecniche sciamaniche quindi sono un’arte dinamica, perché? Perché coinvolgono il corpo, coinvolgono la mente, coinvolgono l’energia di ogni individuo, accompagnandolo attraverso il suo percorso spirituale di crescita, il suo percorso di consapevolezza, anche attraverso diverse correnti artistiche. Infatti, nello sciamanesimo ritroviamo la musica, i canti, il suono del tamburo sciamanico, ritroviamo le tecniche dello yoga, ritroviamo anche forme di questa nuova terapia chiamata arte terapia e le conoscenze psicologiche della mente. Quindi immaginate quanto grande è questa pratica antica e quanto profonda.
La creatività unita ai rituali ritrova la propria essenza divina interiore, ci ricorda chi siamo, ci ricorda quali strumenti abbiamo per poter risvegliare il nostro potere di guarigione, cercando così di costruire un ponte di comunicazione tra il nostro mondo interiore e quello esterno in cui viviamo. Perché poi quello che ogni giorno noi facciamo è questo: trovare un ponte, un filo di unione tra il nostro mondo interno e quello esterno, tra quello spirituale e quello pratico.
Percorrere questo tipo di strada, quindi quella creativa, richiede coraggio, richiede dedizione, perché scoprire il velo dell’ignoranza che copre i nostri occhi interiori, e la filosofia yogica ce l’ha spiegato ampiamente, anche la psicologia buddista, tutte le correnti filosofiche orientali, non è un atto del tutto semplice. Inoltre, va fatto anche personalmente, perché non tutti abbiamo lo stesso tipo di energia, lo stesso livello di consapevolezza, la stessa quantità di coraggio e di forza. Quindi ognuno ha bisogno di scoprire il proprio percorso.
Spesso incontro persone che sperano o credono che il lavoro trasformativo sarà fatto dal praticante sciamano, o nel mio caso da psicologa, da me come psicologa. Ma anche nel caso dello sciamanesimo questo non avviene esattamente così. Cioè lo sciamano, attraverso le pratiche rituali e artistiche espressive, muove determinati tipi di energia. E io ricordo sempre che le tecniche espressive sciamaniche sono uno strumento potente, ma che senza la forza di volontà e di coraggio di chi vuole un cambiamento non portano risultati duraturi. Possono portare dei risultati brevi, illusori.
Quindi quando c’è qualcuno, ricordatevi che nel percorso di crescita anteriore, nel percorso di consapevolezza, anche nella ricerca di un processo curativo psicologico, vi dice che in uno, due, tre, quattro incontri passa tutto, va tutto benissimo, diffidate un pochino. Perché il percorso anteriore è un percorso lungo, arduo. Ecco perché molti di noi lo abbandonano, oppure lo lasciano, lo riprendono, lo lasciano, lo riprendono, proprio perché è difficile. Ci vuole tanta forza.
Quindi il cambiamento istantaneo, veloce e illusorio, ogni trasformazione avviene dentro il nostro cuore, la nostra mente e nel nostro corpo. Quindi è un processo così lento e profondo che per i più frettolosi sarà nullo e sarà anche poco serio. Ma per chi si prende il tempo di lasciarlo crescere, sarà magico, profondo e non sarà una semplice illusorietà mentale.
Dopo anni di psicoterapia, quindi sia psicoterapia che ho fatto io come paziente e come terapeuta, dopo tanti anni di incontri con realtà diverse, formazioni diverse, sessioni di arteterapia, classi di yoga, sia come praticante che come insegnante, come studiosa di psicologia buddista, dei rituali sciamanici, sento di essere arrivata ad avere unito tutto in questo approccio creativo. Ecco perché è nata creatività sciamanica, è nato questo progetto.
Non esiste una tecnica specifica che uso durante ogni sessione con tutti, perché ogni persona ha bisogno di un suo specifico percorso. Di sicuro gli strumenti che uso sono l’arte, la musica, i rituali sciamanici, la comunicazione verbale, la comunicazione non verbale, lo yoga, lo studio dei sogni, il tamburo, quindi il suono del mio tamburo e soprattutto, perché non è ultima ma è fondamentale in questo percorso, la mia esperienza di psicoterapeuta.
Quindi questo tipo di percorso è un dono che offriamo a noi stessi. Quando decidiamo di avvicinarci a questa trasformazione fatta in questa modalità creativa è un grande dono, perché ci aiuta a ritrovare il senso esistenziale perduto, soprattutto in questo momento storico, provo a dire post covid, dopo covid, anche se in realtà ci siamo purtroppo ancora dentro. Il nostro equilibrio psicofisico si è spostato e si sposta continuamente, il nostro asse interiore e quello terrestre sono fuori ritmo, il nostro legame con madre terra è indebolito, è spezzato da tutta questa tecnologia che, se da una parte ci sta avvicinando in termini di distanza, ci sta anche allontanando in termini di distanza emotiva.
Quindi fermiamoci, doniamoci un incontro con noi stessi e con la natura e da qui si parte.
Adesso ci tengo a spiegare, a descrivere bene che cos’è lo sciamanesimo, perché non tutti, magari alcuni avranno sentito questa parola, ma non tutti sanno veramente che cos’è lo sciamanesimo e come mai una psicologa si avvicina a questa tecnica, pratica che può sembrare anche un po’ strana, un po’ magica.
Allora, fino adesso vi ho spiegato il legame quindi con la creatività e come io mi riconnetto a questa creatività in legame con la natura. Adesso scegliamo un po’ più in profondità.
Il termine sciamanesimo deriva dalla parola siberiana tungus shaman, che vuol dire guaritore spirituale o colui che vede nel buio. E lo sciamano è letteralmente uno che sa. Gli sciamani registrati nelle tonografie storiche hanno incluso le donne, gli uomini, anche gli individui transgender di ogni età. Dalla mezza infanzia in poi sono stati riconosciuti dalla comunità in tutto il mondo proprio perché riuscivano a dare una risposta ai bisogni che la comunità aveva attraverso la connessione con questi stati non ordinari di coscienza, con i regni spirituali dove potevano ricercare la saggezza e la guarigione.
Gli sciamani sono comuni tra i popoli artici, gli indiani d’America, gli aborigini australiani, nel sud-est asiatico, quindi l’India, in Tibet con il Bon, in Giappone, anche nei gruppi africani. Quindi questo sciamanesimo, queste tecniche sono in realtà esistite in tutto il mondo.
Lo sciamano può essere considerato una forma arcaica di medico o di psicologo, perché dal superato dipendevano l’integrità fisica e psichica dei membri del clan. Perché era importante? Perché rappresentava il garante della sopravvivenza, della continuità storica della comunità. È veramente molto importante, era un punto centrale. Quando c’era questo smarrimento, questa disperazione nella comunità, attraverso le sue pratiche magiche riusciva a salvare, tra virgolette, la comunità dal rischio di questo smarrimento, di questa disperazione.
Ogni volta in cui eventi naturali calamitosi come malattie, pericoli inaspettati minavano le basi dell’esistenza, la comunità chiamava lo sciamano. E vi dico che ancora oggi esistono gli sciamani, perché ci sono. E mi è capitato di incontrare dei maestri sciamani tibetani quando sono andata nella Dacca in Zanscar. Quindi i rituali, le pratiche, gli oracoli sono tuttora vivi, presenti e sono molto profondi e forti, toccano veramente qualcosa di interno molto profondo.
Quindi, qual è la credenza? Si attribuisce allo sciamano queste eventuali guarigioni. Ad esempio, la parte psichiatrica di questa storia parla e descrive la credenza sciamanica come guarigione sia fisica che psichica. E che cosa dice la psichiatria moderna? Attribuisce le eventuali guarigioni all’ipnosi o a una forma di autoipnotismo o anche a un ipnotismo collettivo. Questo è come la psichiatria giustifica e spiega come mai questi rituali sciamanici molte volte riescono a portare una guarigione.
Ad esempio, gli strumenti musicali che vengono usati durante le pratiche creano un frastono violento che spesso accompagna queste pratiche, allontanando quindi sia il guaritore che il paziente dalla loro solita esistenza, creando così una funzione terapeutica molto forte.
Ricordiamoci che lo sciamanesimo non è un apprendimento intellettuale, ma è un modo di imparare a conoscere attraverso un approccio unicamente esperienzale. E lo confermo perché è il percorso che tutti i praticanti sciamani fanno: prima di tutto l’esperienza. Non c’è un libro dove ti siedi e impari e riesci a fare le pratiche, c’è veramente tanto bisogno di fare esperienza.
Lo sciamano può essere un uomo, una donna, in grado, con la sua volontà, di entrare quindi in uno stato alterato di coscienza, anche con il solo suono del suo tamburo, perché questo tamburo gli consente di stabilire alleanze con gli animali di potere, gli spiriti compassionevoli, in questo mondo invisibile che sono in grado di riuscire a visitare. Questa alleanza occorre agli sciamani per poter aiutare gli altri, per vedere dove gli altri non vedono, per guarire, per avere risposte a domande apparentemente senza senso.
Si tratta di un vero e proprio ponte tra il mondo terreno e quello spirituale, è un ponte che permette quindi allo sciamano di accedere in questo mondo invisibile, capire l’origine del problema e ripristinare le energie benefiche e vitali a discapito di quelle nocive che sono poi invece eliminate appunto dalla pratica. Questo è a livello pratico quello che lo sciamano o il praticante sciamano fa.
Secondo lo sciamanesimo, gli eventi negativi che ci accadono sono provocati da una disarmonia nel mondo spirituale, ossia nel mondo invisibile. Lo sciamanesimo interviene appunto attraverso la figura dello sciamano che attua queste precise pratiche ed è profondamente connesso con la terra, perché? Perché è la forma più antica in cui l’umanità ha cercato appunto la connessione con la creazione, quindi è il modo più antico di guarire l’individuo e ricordiamo che risale proprio all’età della pietra.
Secondo la maggior parte delle mitologie, quindi dei popoli indigeni, l’universo è diviso in tre parti, questo è fondamentale nel mondo sciamanico: c’è un mondo superiore, c’è un mondo di mezzo e un mondo inferiore. Il mondo superiore è abitato dalle divinità, il secondo, quindi quello di mezzo, è abitato dalle persone e il terzo, il mondo inferiore, è abitato dagli spiriti animali. Gli spiriti vivono in ogni mondo e sono proprio questi ad essere la fonte del potere di uno sciamano.
La vita di uno sciamano non è sempre bella, anzi, molte volte è veramente complicata, perché la maggior parte degli sciamani sono soli. Io parlo di sciamani, di quelli veri che possono essere chiamati sciamani. Gli spiriti spesso impediscono loro di mettere su famiglia, di occuparsi di qualsiasi altra cosa al di fuori dei rituali sacri. Gli sciamani sono anche spesso in lotta tra di loro, perché i loro spiriti sono in contrasto, cercano di scoprire anche chi è il più forte. Tali conflitti quindi impediscono anche relazioni a lungo termine o anche di stringere amicizie. Queste informazioni sono state ritrovate dagli antropologi che hanno studiato e sono andati alla ricerca e anche ad intervistare gli sciamani che esistono, che sono in vita.
L’unica cosa che non possono fare gli sciamani è rifiutarsi di aiutare le persone. Perché? Perché c’è il rischio che vengano puniti dai loro spiriti, i quali possono sottrarre loro la natura, la salute, scusate, i poteri e la sanità mentale. Quindi una persona diventa sciamano per sempre, neanche la morte potrà liberarlo. E anche nell’al di là, lo spirito di uno sciamano troverà un posto nell’altare del proprio clan e offrirà guida e aiuto anche ai suoi discendenti.
Quindi che cosa fa uno sciamano per aiutare gli altri? Questi cadono in una sorta di trance grazie all’uso del suo tamburo, dei sonagli, che lo portano in uno stato alterato di coscienza, muovendosi anche in modo innaturale, parlando con voce alterata. E in questo momento i presenti ritengono che gli entri in contatto con uno spirito guida al quale farà domande su come aiutare la persona che ha chiesto aiuto. Questa categoria di sciamani di cui sto parlando è un po’ più riferita agli oracoli sciamanici che ritroviamo nei clan e nelle tribù. Io ne ho visti alcuni quando sono stata in Ladakh, nel nord dell’India, ed erano degli oracoli che lasciavano entrare questo spirito, il quale poi dava la sua risposta alla persona o alla comunità che ne aveva bisogno.
Lo sciamano deve eseguire un lungo tirocinio con uno sciamano esperto, durante il quale apprende non solo le tecniche di autocontrollo di trance, le pratiche magiche, ma soprattutto le conoscenze riguardanti il mondo della natura in cui vive il proprio gruppo etnico. C’è quindi tutto un bagaglio del sapere medico e psicologico accumulato da generazioni di sciamani ed è importante nella conoscenza del mondo soprannaturale.
Chi diventa sciamano e come si fa ad essere definiti sciamani? La chiamata sciamanica arriva con solitamente una cosiddetta malattia dello sciamano, è un inspiegabile crollo della salute che normalmente avviene nella maggior parte dei casi durante l’adolescenza o comunque prima dell’età adulta ed è un segnale iniziatico riportato ampiamente in tutti i libri etnografici, antropologici che sono stati scritti a riguardo. Questi disturbi, malattie non hanno un’origine precisa, non hanno una cura convenzionale, possono durare mesi, anni e persino gli sciamani non riescono a guarire queste persone, solo gli spiriti lo possono fare, visto che sono stati loro a mandare la malattia.
Il destino quindi è quello di creare questo ponte tra regno invisibile e quello invisibile. Lo sciamanesimo è un destino, non è una carriera, non si sceglie, si viene scelti. Naturalmente gli spiriti possono chiamare alcuni e non altri in qualsiasi momento e questa è appunto un’ottima ragione per restare spiritualmente connessi.
Ci tengo a sottolineare, proprio come studiosa ed esperta di psicologia e quindi come forte sostenitrice della scienza e di tutto ciò che è indiscritto qui, poi anche nel mio sito, è in realtà il percorso che appartiene ad una tradizione sciamanica che, seppur millenaria, non ha nulla di scientifico. Quindi laddove un qualsiasi tipo di malattia dovesse apparire, sia fisica che psicologica, ricordo sempre di andare immediatamente dal medico. Questo io lo ripeto e lo ripeterò.
Perché? Perché il percorso sciamanico è una via spirituale, è una via, è come ogni via spirituale, va unita a quella del corpo. Quindi quando ci prendiamo cura del corpo, quando abbiamo un corpo sano e affianchiamo alla scienza, alla medicina, affianchiamo anche queste pratiche creative connesse con la natura, le affianchiamo alla nostra psiche, la nostra energia si rafforza e quindi riusciamo a gestire meglio le difficoltà che si possono presentare.
Le persone che praticano lo sciamanesimo, quindi oggigiorno, quando vi troverete a provare delle pratiche sciamaniche, ovviamente vi troverete di fronte a un praticante sciamano, un praticante dello sciamanesimo. E nel mio caso, come vi ho spiegato, c’è appunto un percorso legato all’arteterapia, allo yoga, alle pratiche sciamaniche, quindi allo studio di queste pratiche attraverso le cerimonie, attraverso i rituali, attraverso le meditazioni, attraverso il viaggio sciamanico. Tutti questi strumenti insieme possono aiutare e sopportare questo percorso interiore che ognuno di noi dovrebbe intraprendere.
Potrei dire veramente tantissimo al riguardo, però io mi fermo qui e vi ricordo una cosa che ho detto all’inizio di questa descrizione del mio nuovo progetto di creatività sciamanica: fermarci e donarci un incontro con noi stessi e con la natura. Grazie per essere stati insieme. Che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
