Il cambiamento è una costante della vita, un tema che tocca profondamente le esperienze umane. In un mondo in cui il dolore e la sofferenza possono sembrare eterni, è fondamentale ricordare che tutto è in continua trasformazione. La consapevolezza di questa impermanenza ci invita a riflettere su come affrontiamo le difficoltà e come possiamo trovare un senso di pace interiore anche nei momenti più bui.
La filosofia di Eraclito, con la sua celebre affermazione “tutto scorre”, ci ricorda che nulla rimane immutato. Questa idea non è solo un concetto astratto, ma una verità che permea ogni aspetto della nostra esistenza. Accettare il cambiamento e abbracciare la fluidità della vita può aiutarci a vivere con maggiore consapevolezza e gratitudine, permettendoci di apprezzare ogni istante come un dono prezioso.
- Il concetto di cambiamento e impermanenza nella vita quotidiana.
- Riflessioni sulla sofferenza e la sua transitorietà.
- La filosofia di Eraclito e il suo impatto sulla comprensione del cambiamento.
- Pratiche di mindfulness e accettazione per affrontare il dolore.
- Il ruolo della morte e della perdita nella nostra esperienza di vita.
- Libri e risorse per approfondire il tema del cambiamento e dell’impermanenza.
Trascrizione
Bentornati a un nuovo incontro di Dharma e Psicologia. Oggi parliamo di cambiamento, di trasformazione e della natura fluida della realtà. Siete in un momento difficile della vostra vita, o state vivendo un’esperienza dolorosa e non sapete se e quando finirà, o peggio, temete che non passerà e quindi starete in quella condizione per sempre. Siete affaticati da una malattia fisica o mentale, avete paura di soffrire troppo a lungo perché sembra che quel dolore non passi più.
È vero, il dolore fa paura, fa arrabbiare, la malattia ci rende fragili, sia fisicamente che mentalmente, e la paura della morte ci attanaglia spesso. Dobbiamo mettercela tutta per fare finta che non esiste, ma quando arriva un problema, un dolore, ecco che quella paura ritorna. Magari ci sentiamo spaventati e tutto ciò doloroso sembra non finire più. Anche in una situazione delicata, come la perdita di una persona cara, il dolore a volte sembra risucchiare la nostra vitalità, quasi come se non ci volesse mollare più. Anche se il sole brilla e ci riscalda, sentiamo freddo. Anche se gli uccellini cantano, come in questo periodo in primavera, noi siamo sordi al richiamo. Anche se nostro figlio ci sorride, non sentiamo più quel tonfo di felicità che sentivamo prima. Ma perché questo? Perché siamo concentrati sul dolore della perdita, sulla malattia, sulla sofferenza. Questa non è una visione pessimistica, ma realistica della nostra quotidianità, perché ci sono tante persone, proprio in questo momento che mi state ascoltando, che potrebbero essere in una delle dinamiche descritte poco fa.
Perché sto raccontando tutto ciò? Perché una caratteristica di noi esseri umani è quella di perderci nel dolore, ma non solo, è anche quella di pensare che quel dolore durerà per sempre. Quante volte abbiamo chiesto al nostro compagno, al nostro familiare, “dici che passerà prima o poi?” È come se non finissimo mai di soffrire. Quindi sono qui oggi per ricordare a te che ti senti così, che tutto è in continuo cambiamento.
Tanti anni fa ho deciso di tatuarmi la celebre frase “Pantarei”, tutto scorre, di Eraclito da Efeso. Sentivo il bisogno di averlo sulla mia pelle, per non dimenticare la pratica che avevo da fare sul cambiamento. La lavorazione che avevo sul cambiamento, sulla trasformazione, e nonostante ciò la mia mente spesso lo dimenticava nei momenti difficili. Dovevo quindi riprendere la pratica, l’osservazione della legge del cambiamento continuamente.
Il termine cambiamento si riferisce a una trasformazione o a una modifica in uno stato, in una condizione, in una situazione o in un oggetto. Può essere un processo graduale o improvviso, che porta a una differenza rispetto allo stato in cui si era prima, quindi allo stato precedente al cambiamento.
Se vi siete mai chiesti: “sono davvero felice? La felicità esiste davvero?” Allora ho un suggerimento per voi. Il nuovo corso online “La felicità è una scienza, strategie e pratiche per coltivare la gioia anteriore” è pensato per coloro che vogliono attivamente costruire una vita più felice. Se senti il desiderio di un cambiamento positivo, allora ti invito a unirti a noi.
Il cambiamento può verificarsi in vari contesti, ad esempio nei rapporti personali, nelle organizzazioni, nella società, nell’ambiente naturale. Può essere un cambiamento positivo, negativo o anche neutro e può essere intenzionale o causato da fattori esterni. In generale, una cosa sicura è che il cambiamento è una parte inevitabile e costante della nostra vita.
Ritornando a Pantarei, l’espressione “tutto cambia” si riferisce al concetto che nulla rimane immutato nel tempo. Indica che ogni cosa, sia essa fisica o concettuale, subisce trasformazioni nel corso della sua esistenza. Questa affermazione riflette l’idea che il cambiamento è una caratteristica fondamentale dell’universo e anche della vita stessa. Può essere interpretata in diversi modi a seconda del contesto in cui viene utilizzata, ma comunemente sottolinea la natura transitoria e mutevole delle cose.
Questo concetto del cambiamento può portare a riflessioni sulla necessità di adattarsi ai cambiamenti e sulla costante evoluzione delle situazioni, delle relazioni e delle circostanze. Molti di voi conosceranno la Pantarei, la frase in lingua greca, questo aforisma che significa “tutto scorre, tutto fluisce”. Questa espressione è attribuita, come ho già detto prima, al filosofo pre-socratico Eraclito da Efeso e con essa Eraclito intendeva sottolineare l’idea che tutto l’universo è in costante cambiamento, che nulla resta immutato e che tutto è soggetto a un flusso continuo di trasformazione.
La sua filosofia è stata influenzata dall’osservazione della natura, l’osservazione del mondo circostante. Eraclito credeva che il cambiamento fosse una caratteristica fondamentale dell’universo e che quindi tutto fosse soggetto a questo costante flusso di trasformazione. Questo cambiamento non era casuale o caotico, ma era governato da un principio di ordine che Eraclito chiama Logos, un concetto difficile da tradurre in italiano, ma che può essere interpretato come una sorta di ragione cosmica, legge universale. Quindi questo cambiamento non avviene per caso, ma avviene grazie a un Logos che è una legge universale, una ragione cosmica.
Eraclito spiegava anche il suo concetto di cambiamento attraverso metafore e analogie, come ad esempio il fuoco che si trasforma continuamente mentre brucia, non è sempre lo stesso. Egli vedeva il mondo come un processo costante di opposizioni complementari, come il caldo e il freddo, il giorno e la notte, la vita e la morte, e riteneva che fosse proprio attraverso questi contrasti che emergesse l’unità e l’armonia del cosmo.
Quindi, in breve, cosa diceva Eraclito? Lui parlava di cambiamento perché vedeva il cambiamento come una caratteristica fondamentale e intrinseca di tutto l’universo. È una visione che ha influenzato profondamente lo sviluppo della filosofia occidentale.
Anche il buddismo affronta profondamente il concetto di cambiamento e di permanenza. Infatti, la dottrina buddista insegna che tutto nell’universo è soggetto a mutamento costante, che nulla è permanente, e questo principio è noto come Anicca, in lingua pali, che significa appunto impermanenza. Secondo il buddismo, la comprensione profonda dell’anicca è fondamentale per superare il dolore e il disagio che noi sperimentiamo nella vita. Il Buddha insegnò che l’attaccamento alle cose impermanenti porta inevitabilmente alla sofferenza, perché cerchiamo di trattenere qualcosa che per sua natura è destinato a cambiare, è destinato a cessare di esistere.
La pratica buddista mira a sviluppare una consapevolezza chiara e penetrante dell’anicca attraverso la meditazione e la riflessione. Quando si comprende veramente l’impermanenza di tutte le cose, si sviluppa un atteggiamento di distacco e di accettazione nei confronti del cambiamento, e questo può portare a una maggiore pace interiore, quindi a una minore dipendenza dalle circostanze esterne per il proprio benessere.
Esempio: io non sono felice perché sono fidanzato e quindi vivo con la mia ragazza, io sono felice perché vivo e condivido questa gioia anche con la mia ragazza. Quando ci troviamo in situazioni di sofferenza, può sembrare che il dolore sia così intenso e pervasivo da non poter mai finire, e questo senso di disperazione è comprensibile. Può essere una reazione naturale a esperienze difficili, a esperienze traumatiche, ne viviamo tutti.
Tuttavia, è importante ricordare che tutto nella vita è transitorio, compresa la sofferenza. Quindi adesso ti dico alcuni punti da considerare quando sembra che la sofferenza non passerà mai, quando sembra che quel dolore sia lì fermo dentro di te e non sta facendo un passo per cambiare o per andare via.
Primo punto: accettazione dell’impermanenza. Riflettere sulla natura impermanente di tutte le cose può aiutare a sviluppare una prospettiva più ampia sulla propria situazione. Anche se il dolore può sembrare eterno in un dato momento, è essenziale ricordare che le circostanze e i sentimenti cambiano nel corso del tempo.
Secondo punto: pratica della mindfulness. La mindfulness o consapevolezza può aiutare a vivere nel momento presente e quindi ad accettare le proprie esperienze senza giudizio. La pratica della mindfulness può essere utile nel gestire la sofferenza perché permette di osservare i propri pensieri e i propri sentimenti senza identificarsi completamente con essi.
Terzo punto: supporto sociale. Condividere le proprie esperienze con gli altri e ricevere sostegno emotivo può aiutare tantissimo a sopportare la sofferenza. Gli amici, la famiglia, i professionisti della salute mentale, i gruppi di supporto possono offrire un’opportunità per esprimere i propri sentimenti e ricevere conforto.
Altro punto: cambiamento di prospettiva. Riflettere su come si possono affrontare le circostanze in modo diverso può portare a una nuova comprensione della situazione. Ad esempio, considera quali lezioni si possono imparare dalla sofferenza, quali opportunità di crescita personale possono emergere da essa. Sì, è vero, ho perso il lavoro, ma da quando ho perso il lavoro ho trovato finalmente il coraggio di fare quello che ho sempre voluto. Finalmente è il momento di diventare me stesso.
Altro punto: tempo e pazienza. La guarigione emotiva richiede tempo e pazienza. Anche se può sembrare che la sofferenza non passerà mai, è importante essere gentili con se stessi, concedersi il tempo necessario per elaborare e quindi guarire. Molte volte in terapia mi sento dire: “eh però non passa mai, eh però che cambiamenti avrò mai fatto, eh sì, cosa vuoi che sia questo che ho fatto?” Imparare ad avere pazienza, concedersi il tempo, non giudicare tutti i passi che invece si stanno facendo.
Ultimo punto: ricerca di aiuto professionale. Se la sofferenza persiste, quindi diventa troppo presente nella vostra giornata, nella vostra mente, è importante cercare aiuto da qualcuno, andando da un professionista qualificato, che può essere un medico, uno psichiatra, uno psicologo, uno psicoterapeuta, qualcuno che si occupa di malattia e di salute mentale. Questa figura può fornire supporto e strumenti per affrontare la sofferenza in modo efficace, in modo trasformativo e creativo.
Ricorda che la sofferenza è una parte inevitabile della vita, ma questo non vuol dire che deve definire la tua intera esperienza. Con il tempo, la cura e il supporto adeguati, è possibile superare anche le situazioni più difficili. Se in questo momento un’esperienza dolorosa è entrata nella tua vita, costruisci un punto fermo dentro di te, come un faro che ti permetta di ricordare che quella sofferenza che stai provando non potrà durare per sempre, perché c’è una legge della natura che è altamente scientifica, ovvero la legge del cambiamento.
Una domanda che mi viene spesso posta durante le elaborazioni del lutto è: come posso guardare alla morte in questa modalità di flusso, di esistenza, e non solo come dolore e perdita? Ci tengo a dire che perdere qualcuno è molto doloroso, molto, quindi comprendo benissimo il lungo percorso che bisogna fare per elaborare la perdita. È un’esperienza che viviamo tutti, è umana, quindi tutti la conosciamo.
Il mio approccio terapeutico e spirituale è quello di aiutare a guardare alla morte con la consapevolezza del cambiamento, della fluidità, del tutto scorre. Provo a offrire una prospettiva trasformativa, liberatoria dal dolore, non dall’assenza della perdita. Quella probabilmente resterà per lungo tempo, non è definibile quel tempo, cambia, resterà sempre con noi probabilmente quel vuoto, quell’assenza, quella mancanza, ma il dolore può essere lasciato andare ed è questo il lavoro di cui sto parlando.
Quindi potresti considerare alcuni concetti che possono aiutare il processo di elaborazione di un lutto. La libertà dalla paura della morte, cioè capire che la morte è un evento naturale e inevitabile e che quindi può aiutare a liberarsi dalla paura e dall’ansia associate ad essa, proprio comprendendola e osservandola come elemento naturale della vita. Accettare l’impermanenza della vita può portare a una maggiore serenità e pace interiore. Non è un evento contro di noi, essendo natura, essendo nel flusso della natura, apparteniamo a questo mutamento.
Possiamo imparare ad apprezzare il momento presente e quindi il concetto di Panta Re ci ricorda l’importanza di vivere nel momento presente, di apprezzare ogni istante della vita. Questo include anche il riconoscimento della fragilità e della preziosità della vita stessa. Possiamo aumentare e lavorare la connessione con il ciclo della vita, quindi vedere la morte come parte integrante del ciclo della vita può aiutare a sviluppare un senso di connessione con tutti gli esseri viventi e quindi anche con l’intero universo. Proprio come le stagioni cambiano, le onde dell’oceano fluiscono, anche la vita e la morte fanno parte di un processo più ampio di questa trasformazione.
Questo porta a una riflessione sulla propria esistenza. Considerare il concetto di tutto scorre può incoraggiare a riflettere sulla propria esistenza, sul significato della vita, chiedersi quali siano le priorità, i propri valori e il modo migliore per vivere una vita significativa. Può essere un modo per integrare la consapevolezza della morte nel proprio percorso personale. Guardare alla morte con questi diversi punti di vista può essere una fonte di ispirazione per poter vivere una vita più autentica, consapevole e significativa, abbracciando quindi la natura transitoria e mutevole dell’esistenza.
Avete mai vissuto sempre la stessa stagione, lo stesso clima, gli stessi frutti sugli alberi? E cosa pensate di cosa siamo fatti noi? Il nostro corpo ha gli stessi elementi della natura, quindi la legge del cambiamento vale anche per noi. Su questo non c’è da credere, c’è da osservare per essere consapevoli. Noi siamo la natura, quindi il dolore, pur essendo parte delle nostre vite, non è noi, non durerà per sempre. Noi siamo altro.
Ricorda però che anche la felicità o un momento che ci sembra fantastico e che non vorremmo finisse mai, è soggetto a questa legge. E lo dico non per smorzare la felicità, tutt’altro. Sono qui a ricordare, così come lo ricordo a me stessa ogni giorno, che poiché siamo esseri naturali, possiamo vivere ogni evento con maggiore equilibrio, senza salire troppo in alto e senza scendere troppo in basso, a livello energetico, a livello emotivo, ma cercando un equilibrio nell’esperienza della vita.
Questa comprensione è importante perché ci aiuta a evitare di attaccarci in modo eccessivo alle esperienze positive e piacevoli, riconoscendo che anche esse sono transitorie. Quando ci attacchiamo in modo eccessivo alla felicità e ci aspettiamo che duri per sempre, possiamo essere delusi quando le cose cambiano. Tuttavia, questo non significa che non possiamo godere della felicità quando la sperimentiamo. Al contrario, possiamo apprezzare e vivere appieno i momenti felici, sapendo che sono preziosi, proprio perché sono fugaci. Questa consapevolezza può anche renderci più grati per i momenti di gioia quando si presentano e quindi quando le cose poi cambiano.
Quindi, così come la sofferenza, anche la felicità è soggetta al cambiamento. La pratica della consapevolezza e dell’accettazione dell’impermanenza può aiutarci a vivere in modo più equilibrato e sereno, sia durante momenti di gioia che durante quelli di difficoltà.
Ora ti suggerisco alcuni libri che affrontano il tema del cambiamento e dell’impermanenza. Ti suggerisco “Il Potere Dalla Destra”, di Eckhart Tolle. Questo libro offre una prospettiva sulla consapevolezza, sulla presenza nel momento presente, aiutando i lettori a comprendere il concetto di impermanenza e ad accettare il cambiamento come parte della vita.
“Siddharta”, di Herman Hesse. Questo romanzo segue il viaggio spirituale di Siddharta, un giovane che cerca la verità e la saggezza attraverso esperienze di vita variegate, esplorando il tema del cambiamento e della trasformazione personale.
“La Via del Guerriero di Pace”, di Dan Milman. Questo libro racconta la storia di un giovane atleta che intraprende un viaggio spirituale alla ricerca di se stesso e affronta temi come la crescita personale, la trasformazione e l’accettazione del cambiamento.
“Il Tao Te Ching”, di Lao Tse. Questo antico testo filosofico cinese offre saggezza e insegnamenti sulla natura del cambiamento, sull’impermanenza e sull’armonia con il flusso naturale dell’universo.
“Man’s Search for Meaning”, di Viktor Frankl. Questo libro, tradotto in italiano con il titolo “Alla ricerca di un significato nella vita”, esplora il significato della vita e affronta il tema del cambiamento attraverso la sua esperienza personale e la sua teoria della logoterapia.
Infine, suggerisco “La morte felice”, di Albert Camus. È un romanzo che affronta il tema della morte e dell’impermanenza in modo profondo e filosofico, esplorando il significato della vita e della mortalità umana.
Questi libri offrono una varietà di prospettive, di approcci e di filosofie diverse, proprio perché ci aiutano a comprendere il cambiamento e l’impermanenza nella vita umana sotto tanti punti di vista. Spero che tu possa trovare qualcosa di utile in questo lettore.
Siamo arrivati quasi alla fine. È importante ricordarti che nella nostra vita incontriamo molte situazioni, persone, viviamo molte emozioni che ci portano gioia, felicità, ma anche dolore e sofferenza. È importante ricordare che tutto ciò che incontriamo è impermanente, cioè soggetto al costante flusso del cambiamento. L’impermanenza è una legge universale, una verità profonda, che permea ogni aspetto della nostra esistenza.
Le stagioni cambiano, le onde dell’oceano si infrangono sulla riva, i fiori sbocciano e appassiscono. Allo stesso modo, le nostre esperienze, i nostri stati emotivi, le nostre relazioni sono destinati a mutare nel corso del tempo. Accettare l’impermanenza ci permette di abbracciare la vita con più consapevolezza e gratitudine. Quando comprendiamo che nulla è permanente, impariamo a lasciare andare l’attaccamento e la resistenza, ci apriamo alla bellezza del momento presente, apprezzando ogni istante come un dono prezioso.
L’impermanenza ci insegna anche la lezione del non-attaccamento. Quando smettiamo di cercare la felicità e la realizzazione nelle cose esterne, troviamo una pace interiore che va al di là delle fluttuazioni della vita. Sii consapevole dell’impermanenza e vivi ogni momento con gratitudine e presenza. In questo modo trasformerai la tua vita in un’esperienza di profonda consapevolezza e di gioia autentica.
Per chiudere voglio condividere con te una poesia di Pablo Neruda. Con questa poesia, Neruda riflette sulla natura mutevole del mondo e delle emozioni umane, sottolineando che nonostante tutto cambi intorno a noi, ci sono elementi come la memoria e l’amore che rimangono immutati. La poesia invita a riflettere sulle contraddizioni e sui misteri del cambiamento, offrendo una meditazione poetica sulla natura della vita e dell’esistenza umana.
Cambia tutto, cambia. Cambia tutto, cambia. Non c’è pietra intatta, nessun’acqua che scorre mutata. Nel mondo tutto cambia, il tempo stesso cambia, eppure nulla cambia nella nostra memoria. Cambia il fiume, eppure il fiume rimane lo stesso, cambia, e non cambia nulla nelle sue acque che scorrono. Nel mondo tutto cambia, il cielo stesso cambia, eppure nulla cambia nella nostra storia d’amore. Non ho mai visto una luce uguale a quella di stamani, e tuttavia la luce di ieri mi sembra identica. No, non cambia nulla, non cambia nulla, oh caro amor mio!
Grazie per aver ascoltato un altro incontro di Dharma e Psicologia. Che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
