La figura di Cagliostro, al secolo Giuseppe Balsamo, continua a suscitare un fascino particolare, avvolta com’è da un alone di mistero e controversie. La sua vita, segnata da viaggi, alchimia e pratiche occulte, si intreccia con eventi storici e leggende che ne hanno forgiato l’immagine nel tempo. Attraverso la lettura di un libro dedicato a lui, si può esplorare non solo la sua biografia, ma anche le riflessioni che emergono da una personalità complessa e sfaccettata.
Il racconto di Cagliostro invita a interrogarsi su temi come la verità, la manipolazione e la ricerca di riconoscimento. La sua condanna e il suo destino, segnati da accuse di eresia e da un’umanità sofferente, pongono domande profonde sulla natura dell’uomo e sulla sua capacità di affrontare le sfide della vita. In questo contesto, la figura di Cagliostro si erge come simbolo di una ricerca incessante di significato e di libertà.
- La vita e le opere di Cagliostro: tra realtà e leggenda.
- Il rapporto con l’Ordine dei Templari e le sue affermazioni.
- Le accuse di eresia e il destino di Cagliostro.
- La personalità complessa: narcisismo, egocentrismo e ricerca di conoscenza.
- Il significato della confessione di Cagliostro e la sua visione spirituale.
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo episodio di Dharma e Psicologia. Oggi voglio condividere con voi la lettura di un libro che mi ha permesso di conoscere un uomo che ha creato, e crea ancora oggi, pensieri molto controversi sulla veridicità dei suoi insegnamenti e delle sue opere alchemiche. Il libro, e quindi il personaggio di cui sto parlando, è Cagliostro Storia di Giuseppe Balsamo, mago e avventuriero di Roberto Gervasio.
Non ricordo come arrivò questo libro nelle mie mani, ma ricordo che era di seconda mano, probabilmente lo comprai in un mercatino di libri usati. Ero all’università, a Urbino, quindi vicino San Leo, e mi colpì profondamente. Ma vediamo un po’ chi è Cagliostro.
Il conte di Cagliostro, il cui vero nome era Giuseppe Balsamo, era un famoso avventuriero, alchimista e studioso di spiritualità del diciottesimo secolo. È stato uno dei personaggi più controversi della sua epoca, famoso per le sue abilità nell’occultismo, nella magia, nella medicina, ma anche per le sue frodi e i suoi inganni. Cagliostro affermava di essere un membro di una società segreta, chiamata Ordine dei Templari, e affermava anche di possedere l’Elisir della vita eterna.
Fu un grande viaggiatore, infatti viaggiò in tutta Europa, incontrando numerose personalità dell’epoca, anche importanti, tra cui la regina Maria Antonietta di Francia. Mischiando rituali massonici ad antichi riti egizi e orientali, Cagliostro dà vita a un’organizzazione iniziatica che si propone la rinascita dell’uomo attraverso lunghi e duri esercizi spirituali, e anche attraverso l’osservanza di sei comandamenti e tre imperativi. Si va dall’amore di Dio, al rispetto del sovrano, dall’amore per il prossimo, al rispetto per la natura, dal culto per la meditazione, fino al rispetto rigido delle regole dell’ordine.
Per alcuni, la massoneria egiziana garantirà a Cagliostro onori e ricchezze, ma alla fine, purtroppo, si rivelerà proprio la sua principale fonte di rovina, perché gli porterà l’accusa di eresia. E quando ricevette l’esecuzione della sentenza, questa venne proprio nella forma di una pubblica cerimonia, detta anche sermo generalis. Davanti a una folla acclamante vengono distrutti tutti i libri e tutti gli oggetti del rito egiziano che appartenevano a Cagliostro.
Abilito, stanco dei continui maltrattamenti e delle torture, Cagliostro confessa. La condanna a morte viene così commutata nel carcere a vita. Però, pur avendo avuto questa commutazione, lo scotto che deve pagare per questa concessione è veramente umiliante. Infatti, viene costretto a percorrere un tratto di strada, indossando un saio di tela grezza e in mano un cero, chiedendo pubblicamente perdono. Quindi, proprio alla merce di un popolo sadico che lo deride, lo mortifica, e, in tutto ciò, i suoi scritti e le insegne massoniche vengono gettate nel fuoco.
Venne così poi imprigionato in una cella, detta Pozzetto, nella rocca di San Leo. Io l’ho visitata, vi dico che è veramente molto particolare, energeticamente molto forte, quindi consiglio di andare a fare un giro a San Leo e a visitare dove Cagliostro è stato imprigionato. E veniva chiamata Pozzetto perché si poteva accedere solo da una botola dal soffitto, e quindi Cagliostro fu qui rinchiuso e murato vivo. L’unica cosa che poteva scorgere dalla finestrella della cella era la cattedrale, forse proprio per ricordargli chi l’aveva imprigionato e simbolicamente chi l’aveva condannato.
L’atto di morte redatto dall’arciprete di San Leo contiene delle parole durissime su Giuseppe Balsamo, e lo definisce eretico, scomunicato, peccatore e impenitente. Di lui si dirà che era nato infelice, era vissuto ancora più infelice, e che infelicissimo era morto. Tuttavia, da quello che si sa, la vita di Giuseppe Balsamo era iniziata in realtà con un battesimo proprio nella cappella dell’incoronazione.
La vita di Cagliostro è stata oggetto di numerosi libri, film, opere teatrali, spesso anche romanzate, arricchiti di leggende e miti. Ma molti dettagli della sua vita rimangono scuri, controversi, e difficili da distinguere la realtà dalla finzione. L’Ordine dei Templari, noto anche come Ordine del Tempio, Cavalieri del Tempio, è stato un ordine religioso e militare fondato nel dodicesimo secolo durante le Crociate. Venne creato per proteggere i pellegrini cristiani in viaggio verso la Terra Santa, quindi per difendere i territori cristiani conquistati in Medio Oriente.
Ma cosa c’entra Cagliostro con quest’Ordine dei Templari? Anche qui è stato oggetto di molte leggende e miti, perché Cagliostro sosteneva di essere un membro dell’Ordine, quindi di possedere delle conoscenze dei poteri segreti che gli erano stati tramandati dai Templari. Tuttavia, secondo alcuni studiosi, non ci sono state prove concrete della sua appartenenza, quindi della veridicità delle sue affermazioni. Si dice che Cagliostro abbia usato l’immagine dell’Ordine dei Templari proprio per dare credibilità alle sue attività occulte e mistiche. Altri, invece, sostengono che Cagliostro abbia avuto effettivamente dei contatti con alcuni gruppi che si rifacevano all’eredità templare.
In ogni caso, la personalità del conte di Cagliostro è stata oggetto di discussioni, perché alcuni lo considerano un genio mistico, un alchimista, mentre altri lo vedono come un truffatore, un impostore. Sicuramente, quello che possiamo dire è che Cagliostro era un uomo affascinante, carismatico, capace di impressionare e conquistare la fiducia delle persone, e aveva un’ampia conoscenza dell’occultismo e delle scienze mistiche, perché poi le utilizzava per compiere delle guarigioni miracolose e per predire il futuro.
Si dice che però utilizzasse anche ipnosi e manipolazione mentale per convincere le persone della verità delle sue affermazioni, quindi si vantava di avere poteri che in realtà non possedeva. In generale, la personalità del conte di Cagliostro è difficile da definire in modo univoco; è un personaggio che ha vissuto molti secoli fa, e non c’è una documentazione sufficiente per poter fare un’analisi psicologica accurata del conte di Cagliostro. Tuttavia, si possono fare alcune considerazioni, basate sulle testimonianze dell’epoca e sulla sua autobiografia.
Cagliostro sembra avere avuto un grande bisogno di attenzione e di riconoscimento; era sempre alla ricerca di nuovi modi per affermarsi e distinguersi dagli altri. Aveva anche un forte desiderio di conoscenza e scoperta, e si dedicava con grande passione allo studio dell’occultismo, dell’alchimia e delle scienze mistiche. Sembra avere avuto anche una notevole abilità nel manipolare le persone, utilizzando tecniche che oggi chiamiamo di persuasione, per convincere gli altri delle sue affermazioni. Ciò potrebbe suggerire, da un punto di vista clinico, una tendenza al narcisismo e all’egocentrismo, unita a una grande capacità di adattamento e comprensione dei desideri e delle aspettative degli altri.
Certo, la vita di Cagliostro è stata caratterizzata da molte sfide e difficoltà; consideriamo che ha avuto anche tanti periodi di prigionia e di silenzio, quindi queste esperienze possono aver contribuito a sviluppare anche una certa predisposizione alla sospettosità e alla diffidenza verso gli altri. In generale, la personalità complessa e contraddittoria del conte di Cagliostro rende difficile fare un’analisi psicologica precisa. Tuttavia, alcuni tratti della sua personalità, come la tendenza al narcisismo, la grande passione per la conoscenza e la capacità di manipolare gli altri, sembrano emergere dalle testimonianze dell’epoca.
Se leggiamo le parole proferite da Cagliostro, non sembrerebbero tanto appartenere a un fruffante, quanto piuttosto a un uomo straordinario, dotato di una grande spiritualità. Quindi, o Cagliostro fu un bravissimo e scaltrissimo autore, che in alcune circostanze giocò anche l’ultima carta che gli rimaneva per salvarsi, oppure tutte le cose negative che gli vennero imputate non furono altro che dicerie e calunnie, tramandate ai posteri. Dicerie e calunnie pronunciate ai danni di un uomo troppo grande per il suo tempo. O forse la verità si trova nel mezzo. Forse egli era chiuso in sé, nel proprio animo, grandezza e miseria, secondo un disegno divino che non ci è purtroppo dato capire.
Ora vi leggo una parte del libro tratto da Il conte Cagliostro di Giuseppe Bufalo.
LA CONFESSIONE
Sono un cavaliere errante, non sono di alcuna epoca né di alcun luogo, al di fuori del tempo e dello spazio. Il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza, e se immergendomi nel mio pensiero risalgo il corso dell’età, se distendo il mio spirito verso un modo d’esistere lontano da quello che voi percepite, divengo colui che desidero. Partecipando coscientemente all’essere assoluto, regolo la mia azione secondo l’ambiente che mi circonda. Il mio nome è quello della mia funzione, perché sono libero; il mio paese è quello in cui fisso momentaneamente i miei passi, io sono colui che è.
Non ho che un padre; varie circostanze della mia vita mi hanno fatto supporre, a questo proposito, delle grandi e commoventi realtà. Ma i misteri di questa origine e i rapporti che mi uniscono a questo padre incognito sono e restano i miei segreti, che coloro che saranno chiamati a divinarli ed intravederli come io ho fatto, mi comprendano e approvino. Quanto al luogo, all’ora dove il mio corpo materiale, circa quarant’anni fa, si è formato sopra questa terra, quanto alla mia famiglia che ho scelto per questo, voglio ignorarli. Non voglio ricordarmi del passato, per non aumentare le responsabilità già pesanti di coloro che mi hanno conosciuto, perché è scritto: tu non farai cadere il cieco. Io non sono nato dalla carne né dalla volontà dell’uomo. Io sono nato dallo spirito.
Il mio nome, quello che mi appartiene e che da me proviene, quello che io ho scelto per comparire in mezzo a voi, ecco, quello che io reclamo. Quello con cui mi si chiamò alla mia nascita, quello che mi è stato dato nella mia giovinezza, quelli sotto i quali in altri tempi e luoghi fui conosciuto, li ho lasciati, come avrei lasciato dei vestiti non più di moda ed ormai inutili. Eccomi, sono nobile viaggiatore, io parlo, e la vostra anima freme, riconoscendo antiche parole. Una voce che era in voi, e che si era taciuta da ben lungo tempo, risponde all’appello della mia. Io agisco, e la pace torna nei vostri cuori, la salute nei vostri corpi, la speranza ed il coraggio nelle vostre anime. Tutti gli uomini sono miei fratelli, tutti i paesi mi sono cari. Li percorro perché dappertutto lo spirito possa discernere e trovare un cammino verso di voi, ai re, di cui rispetto la potenza non chiedo che l’ospitalità sopra le loro terre. E quando mi viene accordata, passo facendo intorno a me il maggior bene possibile, ma non faccio che passare.
Non sono un nobile viaggiatore. Come il vento del sud, come la rifulgente luce di mezzogiorno che caratterizza la piena conoscenza delle cose e la comunione attiva con Dio, io vengo verso il nord, verso le brume ed il freddo, abbandonando dappertutto sul mio passaggio alcune particelle di me stesso. Prodigandomi, diminuendomi ad ogni stazione, ma lasciandovi un po’ di chiarezza, un po’ di chiarore, un po’ di forza, fino a che infine io sia arrestato e fissato definitivamente al termine della mia carriera, all’ora in cui la rosa fiorirà sopra la croce. Io sono Cagliostro. Vi occorre qualcosa di più? Se voi foste degli infanti di Dio, se la vostra anima non fosse così vana e così curiosa, avreste già compreso. Ma avete bisogno di particolari, di segni, di parole. Ora ciascuno troverà delle risposte in sé, relative alla propria comprensione ed al proprio bagaglio carnico, cercando di interpretare ciò che alcune volte è velato appositamente. La parola cela, infatti, la verità, e non la rivela. Se una verità viene riconosciuta, significa che colui che indaga ha scoperto un punto di verità in sé stesso, ciò che serve ad illuminare i suoi passi nel suo lento e graduale procedere.
Spero che questo podcast vi sia piaciuto, e che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici. Grazie per aver guardato fino a qui, e ci vediamo la prossima settimana.
