Negli ultimi anni, la pandemia ha costretto molte persone a riflettere su se stesse e sulla propria vita. Questo periodo di introspezione ha portato alla luce concetti e desideri che erano stati trascurati, spingendo molti a intraprendere un percorso di crescita personale e spirituale. La ricerca di un significato più profondo ha portato a esplorare non solo la propria anima, ma anche il corpo e l’alimentazione.
Il legame tra ciò che mangiamo e il nostro benessere spirituale è un tema che merita attenzione. Spesso, mentre ci concentriamo sulla consapevolezza e sulla salute mentale, trascuriamo l’importanza dell’alimentazione. Tuttavia, come evidenziato da vari maestri spirituali, il cibo che scegliamo di consumare ha un impatto diretto sulla nostra crescita interiore e sulla nostra connessione con il mondo.
- Il cambiamento personale e spirituale post-pandemia.
- Il legame tra alimentazione e crescita spirituale.
- Il concetto di autoguarigione e il ruolo dell’alimentazione.
- Le qualità dei cibi secondo la filosofia yogica.
- L’importanza dell’alimentazione consapevole e della mindfulness.
- La relazione tra cibo, emozioni e salute mentale.
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo podcast di Dharma e Psicologia. Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, molte persone hanno sentito stravolgere o riafforare concetti che avevano dentro, ma che per vari motivi non riuscivano ad esprimere, a tirare fuori, a vivere nella propria quotidianità. La pandemia ci ha obbligato a guardarci dentro e a vedere che tipo di vita stavamo vivendo, che tipo di persone stavamo diventando e vogliamo diventare, quali erano i nostri obiettivi e come avremmo voluto spendere il nostro tempo.
Oggi, però, mi soffermo sul cambiamento positivo che è avvenuto, poiché anche gli eventi più delicati e difficili in realtà arrivano per scuotere in modo forse un po’ brusco, è vero, il velo di ignoranza che copre il nostro sguardo interiore. Molti di noi hanno iniziato la propria ricerca spirituale anche prima della pandemia, e magari siamo stati accompagnati dalla lettura di grandissimi maestri come, ad esempio, Krishnamurti, Paramahansa Yogananda, Gesù, Buddha, Gurdjieff, Steiner, Osho, Donald Walsh, Dalai Lama; ne ho citati solo alcuni. I loro testi, le loro citazioni ci guidano, ci ispirano, stimolano.
E spesso abbiamo sentito parlare di vegetarianesimo nei loro scritti. Ma onestamente, chi di voi si è soffermato sull’alimentazione quando abbiamo pensato, abbiamo indagato nel mondo spirituale? Alla consapevolezza, alla mindfulness, alla crescita personale, alla salute mentale, è venuto più facile, viene molto più facile, ma sull’alimentazione, quando parliamo di spiritualità, non è sempre così facile collegarla. Quindi, la correlazione alimentazione-spirito non è immediata, ed io oggi voglio dirvi che in realtà tutto ciò che è spirito è corpo, diventa corpo, e di conseguenza, in base a come trattiamo il nostro corpo, avremmo delle influenze sulla nostra crescita animica.
In questi giorni sto leggendo il libro di Rudolf Steiner, Il potere dell’alimentazione, e se avrete voglia di leggerlo, capirete l’importanza di ciò che mettiamo nel nostro corpo come propulsore per il nostro fuoco interiore. Ovviamente questo libro non è l’unico, anzi, è uno dei tanti, è solo quello che in questo momento io sto leggendo, ed è molto interessante. Sto ritrovando dei punti su quali mi stavo già soffermando. Inoltre, i miei studi sull’igienismo naturale amplificano questa mia sensibilità, questo mio sguardo riguardo l’alimentazione naturale, e vi voglio fare solo alcuni nomi, solo così, per piantare un po’ di semi: Shelton, Eret, Tilden, Mosseri. Se volete, potete andarli a ricercare, a informarvi, a leggere che cos’è l’igienismo naturale, che cos’è l’alimentazione naturale.
Secondo la scienza igienista, l’organismo da solo ha la capacità di rimediare al disordine, cioè malattia, alla malattia, grazie alla sua capacità di autoguarirsi. Se vi interessa, io ho fatto un altro podcast sull’autoguarigione. Quindi, questa capacità di autoguarirsi vuol dire che l’organismo da solo riesce a eliminare le cause che hanno originato lo squilibrio interno del nostro organismo. E per rimediare alla malattia, e quindi autoguarire, abbiamo bisogno di trattare il nostro corpo e la nostra mente nel miglior modo possibile, in modo da poter trovare le giuste chiavi di autoguarigione.
Ci tengo a dire che questo discorso sull’autoguarigione e sulla nutrizione non toglie importanza alla medicina ufficiale, in realtà aggiunge alla medicina ufficiale un altro punto di vista, anzi oserei dire aggiunge tanti altri punti di vista e quindi insieme diventano più forti. L’obiettivo qual è? È aiutare una persona nel suo processo di guarigione, perché ricordatevi che voi potete girare e andare da tutti i medici, anche quelli più bravi, anche i cervelloni più incredibili, ma in realtà fin quando non decidete dentro di voi di attivare questo processo di guarigione, nulla farà veramente effetto.
Quindi non siamo solo ciò che mangiamo, noi siamo anche ciò che respiriamo, che viviamo, che pensiamo. Ippocrate disse: “Il corpo umano è un tempio, e come tale va curato e rispettato sempre”. Un altro grandissimo maestro che seguo molto, Yogananda, si pronuncia in merito all’alimentazione in questo modo: “La Bhagavad Gita spiega che come ogni cibo ha un nutrimento specifico per il corpo, così ha una qualità ben precisa che nutre la nostra mente”. Queste qualità in sanscrito si chiamano guna e sono di tre tipi: sattva, che vuol dire armonia e equilibrio; rajas, agitazione e iperattività; e tamas, buio, inerzia.
Ogni cibo è caratterizzato da una di queste qualità, e consumando regolarmente un determinato tipo di cibo, iniziamo a manifestare la sua intrinseca qualità. Il cibo sattrico genera calma ed equanimità, purezza, saggezza, bontà, pazienza, perseveranza, generosità, e tutte quelle qualità suavi che addolciscono l’animo umano. Il cibo rajasico, invece, alimenta irrequitudine, stress, ira, presunzione, aggressività, falsità, gelosia, criticismo, scontentezza, ossessività. Quello tamasico favorisce la pigrizia, l’incapacità di riflettere, l’ottusità, la depressione, il dubbio, il pessimismo, la testardagine.
Il cibo sattvico è quello sano, nutriente, fresco, leggero, naturale, dal gusto semplice ed equilibrato. A questa categoria appartengono i cereali integrali, tutta la frutta, sia fresca sia secca, tutti i tipi di noci, inclusa la noce di cocco, la verdura cruda e quella cotta, non troppo a lungo, le verdure a foglia verde, tutti i tipi di germogli, i latticini freschi in piccole quantità. Fra gli alimenti raggiasici troviamo quelli dal gusto forte ed intenso, tutti i tipi di carne, sia bianca sia rossa, il pesce, gli affettati, le uova, gli alcolici, il caffè, il tè, la cioccolata, l’aglio, le cipolle, lo zucchero bianco, il tabacco, le medicine allopatiche, i latticini assunti in grande quantità diventano raggiasici.
I cibi tamasici sono quelli industriali, raffinati, contenenti additivi chimici, in scatola, privi di vitalità, molto grassi, stantì, che hanno un odore sgradevole, e a questa categoria appartengono anche il vino e i funghi. Persino troppa frutta ha un’influenza tamasica; la tipica sonnolenza dopo pasto, che avvertiamo quando mangiamo troppo, è una dimostrazione evidente della qualità tamasica alla quale spesso rimediamo con il raggiasico del caffè.
Queste sono le parole e la discrezione di Yogananda in merito all’alimentazione. L’alimentazione è considerata molto importante nella vita spirituale, come avete notato, vi ho semplicemente fatto solo un esempio di un maestro, perché aiuta a nutrire, a mantenere in salute la dimensione spirituale dell’individuo. Questa può contribuire a creare una connessione più profonda con il proprio spirito, la propria fede, o la propria pratica spirituale, e aiuta a favorire la crescita interiore, la consapevolezza.
Inoltre, l’alimentazione spirituale può fornire una fonte di pace, speranza, di comfort, aiuta a superare le sfide della vita quotidiana, quindi è vista come un mezzo per rafforzare e sviluppare la propria spiritualità e il proprio benessere psicologico ed emotivo. Adesso ci sono tantissimi studi sul microbiota intestinale e su come poi l’alimentazione agisce anche sulla salute mentale, quindi sui disturbi psicologici. Quindi, gli alimenti che mangiamo, le bevande che beviamo, incidono sui nostri pensieri, che si collegano a ricordi antichi e che poi generano emozioni.
Se siete curiosi, potete andare anche ad ascoltare il mio podcast sulle emozioni. E quindi, quando si creano queste emozioni difficili, a volte è proprio complicato gestire tutto questo mondo emotivo che arriva. E quindi i pensieri cambiano e galoppano, si muovono, prendono una velocità diversa da quella della pace. Ecco perché mangiare e bere non sono solo delle semplici funzioni fisiologiche, ma sono proprio, cioè l’atto del bere e del mangiare ha una relazione, crea la relazione tra il corpo, l’anima e lo spirito.
Lo yoga, infatti, come tradizione filosofica, quando parlo di yoga io non parlo della asana, quindi degli esercizi che si fanno in palestra, io parlo della tradizione filosofica spirituale antichissima dello yoga. Quindi, questa tradizione ha una visione olistica dell’essere umano, considera l’alimentazione come un fattore importante per il benessere fisico, mentale, spirituale, quindi ciò che si mangia, anche secondo lo yoga, ha un impatto diretto sulla salute e sulla mente; è importante quindi prestare attenzione a ciò che si consuma.
Quindi, la filosofia yogica incoraggia un’alimentazione sana ed equilibrata, evitando cibi troppo elaborati, troppo speziati, promuovendo l’utilizzo di cibi freschi, naturali, come vi ho accennato prima: frutta, verdura, cereali integrali, legumi, e soprattutto mangiare con moderazione. Evitare di mangiare troppo, evitare di mangiare troppo tardi, evitare di abbuffarsi, perché questo causa indigestione e tensione nella mente e nel corpo.
E soprattutto, fondamentale e importante, è l’alimentazione sana ed equilibrata, ma nel senso anche di consapevole, quindi non soltanto dal punto di vista fisico, fisiologico, ma anche psicologico consapevole, cioè mangiare con gratitudine, con attenzione al cibo che stiamo ingerendo, quindi concentrandosi su quello che mettiamo in bocca, su come lo mastichiamo, sulla nostra esperienza durante il pasto, perché tutto ciò favorisce non solo una digestione più efficiente, ma una connessione più profonda con noi stessi, e quindi con la natura.
L’alimentazione consapevole, questo mindful eating, adesso molto conosciuto, è appunto mangiare con attenzione e concentrazione, e perché adesso va tanto di moda, mi permetto di dire questo, perché adesso la parola mindfulness è diventata veramente molto conosciuta, in un certo senso positivamente, e non altro, magari a volte si sono anche un po’ perse le origini. Comunque, l’alimentazione consapevole, quindi attenzione e concentrazione, aiuta a ridurre lo stress, migliora l’umore, aumenta la consapevolezza del proprio corpo, e quindi c’è proprio un’esperienza diversa di chi siamo e di come quello che ingeriamo ci trasforma.
Quindi, una dieta equilibrata, nutriente, combinata con un’alimentazione consapevole, ha un impatto molto forte, molto positivo sul benessere psicologico, ma ovviamente è importante consultare un professionista che sappia che cos’è l’alimentazione, che cos’è la mente, come si uniscono, come sono in relazione, perché ogni individuo è specifico e diverso.
Nel libro di Steiner che sto leggendo, proprio oggi leggevo che magari una dieta vegetariana per qualcuno, per un altro, potrebbe non essere il consiglio migliore in quel determinato momento, e così viceversa; deve essere veramente molto specifico, relativo alle esigenze non solo fisiche, ma anche psicologiche della persona che cerca un’alimentazione per la sua vita.
Vi ricordo che il mio punto di vista non è il migliore e non è assoluto, è semplicemente il mio punto di vista, e quello che vi sto dicendo ve lo dico per comunicare, per condividere con voi quello che io ho sperimentato su di me da tantissimi anni, in tutti questi anni di studio, di ricerca su me stessa, sia a livello fisico che a livello spirituale, e soprattutto la mia apertura ad argomenti nuovi, diversi, innovativi, che magari anche di primo acchito possono risvegliare dubbi, turbamenti, perché forse troppo diversi, o alternativi, o lontani, ma che in realtà poi aprono le porte alla conoscenza, alla scoperta.
Quello che posso consigliare è che, a prescindere se mangiate vegetariano, vegano, o carne, fatelo con consapevolezza, e comunque aggiungete sempre cibi naturali, freschi, irradiati dal sole, che siano ricchi di zuccheri naturali e di acqua naturali, come la frutta, ad esempio. Nutritevi di aria, nutritevi di sole, di natura, di pace mentale, perché si mangia anche con la mente, non solo con il corpo.
Voglio chiudere questo podcast con le parole di Osho, che disse riguardo all’alimentazione: “Non credo nel vegetarianismo, perché non credo niente. I miei discepoli sono vegetariani non perché si guacciano di una setta, non perché fedeli a una dottrina, sono vegetariani perché le loro meditazioni li rendono più umani, più vicini al cuore, e così vedono la totale stupidità di coloro che uccidono esseri viventi per cibarsene. È la loro sensibilità, la loro consapevolezza estetica, che li rende vegetariani. Io non insegno il vegetarianismo. È una conseguenza della meditazione.”
Grazie per aver ascoltato un altro podcast di Dharma e Psicologia. Che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
