Il concetto di abbondanza si estende ben oltre la mera disponibilità di beni materiali. Si tratta di una condizione che abbraccia anche aspetti intangibili della vita, come la felicità e le relazioni significative. In questo contesto, la mentalità dell’abbondanza emerge come una filosofia che incoraggia a vedere le infinite possibilità e risorse che ci circondano, promuovendo una visione positiva e proattiva della vita.
Tuttavia, l’abbondanza porta con sé anche delle sfide. La gestione dell’eccesso e la necessità di condividere le risorse con gli altri sono temi cruciali. La gratitudine, in questo scenario, diventa un antidoto potente, capace di trasformare la nostra percezione della realtà e di migliorare il nostro benessere psicologico.
- Definizione e significato dell’abbondanza
- La mentalità dell’abbondanza e le sue implicazioni psicologiche
- Il ruolo della gratitudine nella vita quotidiana
- Pratiche per sviluppare la gratitudine
- Interconnessione tra abbondanza e comunità
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo episodio di Dharma e Psicologia. Oggi apriamo le porte all’abbondanza. Cosa vuol dire abbondanza? Dal latino, abbondanzia, si riferisce alla presenza di una grande quantità, e spesso anche disponibilità, di determinate cose. Quindi l’abbondanza può essere intesa come una condizione di avere più di ciò che è necessario per soddisfare i propri bisogni, i propri desideri. Può essere sia fisica, come ad esempio una grande quantità di cibo, di denaro, ma può essere anche intangibile, come ad esempio un eccesso di felicità o di relazioni significative nella vita di una persona.
In generale, l’abbondanza viene considerata positiva, ma può anche presentare delle sfide, come ad esempio la gestione dell’eccesso e quindi la condivisione delle risorse con gli altri. In psicologia, l’abbondanza si riferisce spesso alla mentalità dell’abbondanza, quindi alla filosofia dell’abbondanza, che è un modo di pensare che enfatizza la presenza di possibilità infinite, di risorse illimitate nella vita. Questa mentalità può aiutare le persone a sentirsi più positive, più motivate, e questo permette di incoraggiare la gratitudine per ciò che si ha, ma soprattutto la fiducia nella capacità di acquisire ciò che si desidera.
Cosa succede? A volte la mentalità dell’abbondanza può anche essere vista come un’illusione, che nasconde la realtà della scarsità, della limitazione, che molte persone purtroppo sperimentano nella vita. Ci sono anche alcune persone che possono diventare ossessionate dall’idea di avere sempre di più, il che può portare a comportamenti egoistici e insensibili verso gli altri. Ma in generale, l’abbondanza, in psicologia, si riferisce a come le persone vedono e si relazionano alle risorse materiali e immateriali della vita, e quindi come queste percezioni influenzano il loro benessere psicologico e la loro felicità.
La filosofia dell’abbondanza è un approccio alla vita che enfatizza la presenza di possibilità infinite. Abbiamo anche risorse illimitate nella nostra vita, e questa filosofia si basa sull’idea che l’universo è un luogo ricco di risorse. Sebbene possa sembrare che ci sia una scarsità di queste risorse in determinati momenti della nostra vita, in realtà c’è sempre abbastanza abbondanza per tutti. Questo modo di pensare incoraggia le persone a concentrarsi sulle opportunità piuttosto che sulle sfide, e ad adottare una mentalità più positiva e proattiva.
Cosa significa? Se cerchiamo di vedere il lato positivo delle situazioni, anche quelle difficili, e ci concentriamo sulla possibilità di apprendere e di crescere dalle sfide, il nostro modo di vivere cambia. Normalmente, come guardi alla vita? Ti è mai capitato di dire parole come «non ho fortuna in niente», «ce la metto tutta, ma mai una gioia», «è inutile crederci, tanto sono sfortunato», oppure «la vita è ingiusta con me», o «perché le cose belle capitano solo agli altri?» Questo modo di pensare diventa un approccio nei confronti della vita e rischia di metterti in relazione con gli altri in un modo non aperto, non costruttivo, non proattivo, ma vittimistico.
Diventa molto importante incoraggiare anche la gratitudine per ciò che si ha già nella vita e la condivisione delle risorse con gli altri. Ciò significa che bisogna imparare a riconoscere le benedizioni che riceviamo e anche a condividere ciò che abbiamo con coloro che sono meno fortunati di noi. In generale, la mentalità positiva, l’adozione di comportamenti altruistici e di condivisione con l’obiettivo di creare una vita piena e soddisfacente aiuterà non solo noi stessi, ma anche gli altri, chi ci sta vicino, il nostro compagno, la nostra moglie, i nostri figli.
Ma che cos’è la gratitudine? La gratitudine è un sentimento di riconoscenza, di apprezzamento per ciò che si ha nella vita, sia materiale che spirituale, e può essere indirizzata verso persone, eventi, circostanze, cose. La gratitudine è spesso associata a sentimenti positivi, come la felicità, la serenità, la pace. Quando una persona prova gratitudine, si sente più soddisfatta della propria vita, più apprezzata, più vicina alle persone che ha intorno, e può portare anche a un senso di connessione, di appartenenza a una comunità più grande. La comunità è molto importante; il Sangha aiuta la nostra evoluzione spirituale.
La pratica della gratitudine può assumere diverse forme. Come si può sviluppare? Potete scrivere un diario della gratitudine, o esprimere verbalmente la vostra gratitudine a coloro che vi sono vicini. Ci si può concentrare su ciò che c’è nella vita, invece di concentrarsi su ciò che ci manca. La gratitudine è una pratica che può essere coltivata e sviluppata nel tempo, e che può portare a numerosi benefici, non solo fisici, ma anche mentali.
Nel buddismo, la gratitudine è considerata una virtù importante ed è una parte fondamentale della pratica spirituale, perché è vista come un antidoto al desiderio insaziabile e all’insoddisfazione. Quando mi viene chiesto, mi sento insoddisfatto, cosa posso fare? Io do l’antidoto della gratitudine, che può sembrare poco, ma in realtà è un modo, uno strumento che aiuta a coltivare la felicità e la pace interiore. Non aspettatevi mai grandi fuochi d’artificio come risposta al vostro dolore. Non immaginate mai che ci siano cose grandissime che servono e vi aiutano a guarire. La gratitudine è una cosa grandissima, ma che ai nostri occhi non sembra, ma se pratichiamo, è veramente la pratica dell’antidoto.
Nel buddismo, la gratitudine viene spesso espressa attraverso la pratica della rinuncia, dell’offerta. Questo significa riconoscere che tutto ciò che si ha nella vita è stato ottenuto grazie all’aiuto e alla generosità degli altri, anche se non ce l’hanno dato direttamente. Siamo interconnessi, interdipendenti. Gli altri, i genitori, i nostri insegnanti, i nostri amici, ma soprattutto la natura stessa, madre terra, la vita. Di conseguenza, la pratica della gratitudine nel buddismo consiste nell’offrire, sia in termini pratici, come cibo, acqua, candele, incenso, che spirituali, come preghiere, mantra. La gratitudine è vissuta attraverso questa pratica del ringraziamento e dell’apprezzamento. Si riconosce il valore che le persone e le circostanze hanno contribuito alla nostra vita, e quindi si esprime la gratitudine attraverso pensieri, parole e azioni.
Nel buddismo, è proprio un modo per sviluppare la mente del non-attaccamento e la mente dell’impermanenza, cioè che tutto cambia, tutto si trasforma. Cosa significa? Significa riconoscere che tutto ciò che abbiamo nella vita è transitorio, sia le cose che definiamo belle, che le cose che definiamo brutte. Panta rei, tutto scorre, tutto è impermanente, ed è importantissimo essere pronti a lasciare andare quando arriva il momento. Una persona, una relazione, un evento, un pensiero; questo ci aiuta a rimanere aperti e flessibili di fronte ai cambiamenti della vita, ed è accettare ciò che accade con un cuore aperto e grato, anche se quello che stiamo vivendo in questo momento non ci piace, ci fa male. Vi assicuro che ringraziare e rimanere grati è la medicina.
L’abbondanza e la gratitudine, quindi, sono strettamente correlate tra loro. Quando si ha una mentalità di abbondanza, si riconosce che ci sono molte risorse a disposizione, e quindi si è grati per ciò che si ha. Allo stesso tempo, la gratitudine può contribuire ad aumentare la sensazione di abbondanza nella vita. Quando si ha una mentalità di abbondanza, si è più inclini a vedere le cose in modo positivo, ad apprezzare ciò che si ha. Questo aumenta la gratitudine, incoraggia la creatività, l’innovazione, e porta a nuove opportunità. Ecco come arrivano le opportunità e le risorse, che a loro volta possono essere motivo di gratitudine. È un cerchio, è una danza, la danza della vita.
La pratica di abbondanza e gratitudine, attraverso pensieri, parole e azioni, può aiutare a sviluppare una visione più positiva, una maggiore consapevolezza delle risorse disponibili, e quindi ad apprezzare la vita in un modo diverso. Quando siamo tristi o in uno stato emotivo negativo, spesso diventa difficile concentrarci sulle cose positive nella vita e sentirci grati. È difficile dire a una persona che soffre di depressione di essere felice, lo so. Ma ciò che accade è che il nostro stato d’animo negativo tende a influenzare anche il modo in cui percepiamo le cose, offuscando la nostra capacità di apprezzare ciò che abbiamo e la vita.
Quando siamo tristi, depressi, ci concentriamo su ciò che ci manca, su ciò che ci causa dolore, su ciò che ci causa difficoltà, e ci allontaniamo dalle cose positive, dagli eventi stimolanti e creativi. Questo atteggiamento ci porta a una distorta percezione della realtà, che rende difficile vedere in modo equilibrato e apprezzare ciò che abbiamo. Introdurre la medicina della gratitudine e dell’apprezzamento all’inizio può sembrare una forzatura, ma dopo, con la pratica, qualcosa cambia. La gratitudine non è solo una questione di essere felici e soddisfatti; è una pratica che porta ad alleviare lo stress e la tristezza.
Infatti, la ricerca scientifica dimostra che la pratica della gentilezza e della gratitudine può portare benefici per la salute mentale, migliorando la gestione dei disturbi psicologici. È importante concentrarsi sulla parte sana, non su ciò che è malato, perché la malattia ci fa già male e ruba parecchio della nostra energia. Concentrarci sulla parte sana, sulla vita, sulla creatività, ci porta ad affrontare la vita in un altro modo.
In sintesi, sebbene possa essere difficile sentirsi grati quando siamo tristi, la pratica della gratitudine può aiutare. E come quando siamo così depressi da non riuscire ad alzarci dal divano o dal letto, l’antidoto, l’unico antidoto vero ed efficace, è alzarsi dal letto e camminare. Stavo leggendo un’intervista di un giornalista che parlava della sua lotta alla depressione. Diceva di aver avuto una depressione molto forte. Non riusciva ad alzarsi neanche dal letto, non mangiava, non viveva più, ha pensato al suicidio tantissime volte. Un giorno disse: io gareggerò alla maratona di New York. La moglie lo guardò stupefatta perché lui non riusciva ad alzarsi neanche dal letto. La sua motivazione era così forte e profonda che iniziò ad alzarsi dal letto, a camminare nella stanza, a camminare nella casa, a uscire dalla casa, a girare il palazzo. Ed è arrivato a fare tutte le maratone più importanti. L’antidoto è questo.
A proposito di antidoto, vi voglio suggerire una preghiera buddista sull’abbondanza, la Metta Sutta, nota come Sutra della Benevolenza Universale. Questa preghiera invoca l’energia positiva dell’universo per portare pace, felicità e abbondanza a tutte le creature viventi. Vi leggo un estratto della preghiera: che tutti gli esseri siano felici e al sicuro, e che la loro felicità si estenda a tutti gli esseri. Che tutti gli esseri vivano in pace, liberi d’avidità e rabbia. Possano tutti gli esseri avere cibo sufficiente, vestiti, case e cure mediche adeguate. Possano tutti gli esseri vivere con gioia e abbondanza.
Questa preghiera è un invito a sviluppare una mente amorevole e compassionevole verso tutti gli esseri viventi, e ad augurare loro prosperità e abbondanza nella vita. La Metta Sutta è un testo sacro del buddismo Theravada, e viene recitato come preghiera, come meditazione. Potete usarla anche come meditazione, e insegna la pratica della Metta, la benevolenza universale, che è amorevolezza, gentilezza e compassione verso tutti gli esseri viventi e sentienti, senza discriminazione e senza distinzione. È un’invocazione affinché tutti gli esseri siano felici e al sicuro, che possano essere felici.
La preghiera prosegue poi con la visualizzazione di uno stato di amorevole gentilezza. Questo ci permette di superare il nostro egoismo, di abbracciare l’interconnessione di tutti gli esseri, favorendo così una maggiore armonia e pace, non solo nella nostra vita, ma anche nella società in cui viviamo. È importante sottolineare che questa visualizzazione e meditazione non si basa sull’ideale di cambiare gli altri, ma l’obiettivo è di trasformare la propria mente per diventare più amorevoli e compassionevoli verso tutti, senza giudicare o condannare le azioni altrui e proprie. Questo ci permette di ridurre stress, rabbia, ansia, migliorare la propria salute fisica e mentale, e può aiutare a migliorare la qualità delle relazioni con gli altri.
Vi espongo alcuni modi per utilizzare la gratitudine, quindi vi dico come utilizzarla come strumento creativo di gestione della mente. Prima cosa, focalizzatevi sul pensiero positivo. Quando si lotta con la malattia, con la tristezza, con la rabbia, con la malinconia, è facile focalizzarsi sui pensieri negativi e sulle difficoltà. La pratica della gratitudine può aiutare a focalizzarsi sui momenti positivi, sulle piccole cose che portano gioia o su ciò che c’è ancora nella vita. In termini clinici, è a focalizzarsi sulla parte sana e stimola.
Un’altra cosa che potete fare è mantenere un diario della gratitudine. Scrivere un diario della gratitudine può aiutare a riconoscere e apprezzare le cose buone nella vita, anche in mezzo alle difficoltà. Si può iniziare annotando, per esempio, tre cose per cui si è grati ogni giorno, anche se sono piccoli dettagli. Non vi preoccupate, diventeranno più grandi, ma i piccoli dettagli sono quelli che trasformano.
Un altro consiglio è di creare un elenco di sostegno. Focalizzarsi sulle persone che ci sostengono e ci amano può essere utile nella gestione della tristezza o della rabbia. Si può creare un elenco di queste persone e riflettere su come ciascuna di esse ci aiuta o ci ha aiutato nella propria vita. Coltivare la gentilezza è una grande pratica della gratitudine, verso se stessi e verso gli altri. Quando ci si sente grati per ciò che si ha, si è più propensi a trattare se stessi e gli altri con rispetto e compassione.
Come ultimo consiglio, la pratica della mindfulness. La pratica della gentilezza e della gratitudine è proprio una pratica della mindfulness, quindi essere presenti nel momento presente e apprezzare ciò che si ha. Si può focalizzare l’attenzione su ciò che si sente nel proprio corpo, sulla respirazione e poi riflettere sui momenti positivi che avete vissuto. La gratitudine, la pratica della gratitudine, ovviamente non può di per sé risolvere le malattie mentali, ma cosa succede? La pratica può aiutare a gestire in modo più efficace, migliorando il benessere emotivo, aumentando la resilienza, l’empatia verso gli altri, e una maggiore alleanza terapeutica con il vostro medico di fiducia. Vivere diversamente una terapia farmacologica pesante che state prendendo.
Mi viene spesso chiesto: ma come faccio a stare meglio, a non provare questa angoscia che ho nel cuore? Quello che posso rispondervi è che purtroppo non esiste niente di immediato che elimina quei mostri che urlano nel vostro corpo o nella vostra mente. Ma posso dirvi una cosa: se iniziate ad ascoltare cosa questi mostri vi stanno cercando di comunicare, e che voi non riuscite ad ascoltare per paura, se iniziate a fidarvi in ciò che la vita vi sta facendo vivere o mostrando, se vi alleate al vostro terapeuta, quindi non combattete contro, ma con lui, ma soprattutto vi allenate a guardare con occhi di gratitudine la vita e gli altri, sicuramente qualcosa cambierà.
Spero che questo podcast vi sia piaciuto e che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
