Il viaggio è un tema ricorrente nella vita di ognuno di noi, un’opportunità per esplorare non solo nuovi luoghi, ma anche noi stessi. Attraverso le esperienze di viaggio, si possono scoprire nuove prospettive e riflessioni profonde sul nostro posto nel mondo. Ogni attesa, ogni incontro casuale, può diventare un momento di introspezione e connessione con gli altri.
In questo contesto, la ricerca del proprio posto nel mondo emerge come un tema centrale. Non si tratta solo di trovare un luogo fisico dove sentirsi a casa, ma di comprendere chi siamo e cosa ci rende felici. La riflessione su questo argomento può portare a scoperte sorprendenti e a una maggiore consapevolezza di sé.
- Il significato del viaggio come opportunità di introspezione.
- La connessione con i luoghi visitati e il legame con le proprie radici.
- La ricerca del proprio posto nel mondo: un processo continuo.
- Il conflitto tra aspettative sociali e realizzazione personale.
- Strumenti pratici per riflettere sui propri valori e desideri.
- La dimensione spirituale della ricerca del sé autentico.
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo episodio di Dharma e Psicologia, speciale in viaggio. Eccomi nuovamente su un aereo e tra il tempo ad aspettare tra uno scalo ed un altro, i vari check-in, le ore trascorse in volo. Ormai ho familiarizzato con le lunghe attese. Quando si viaggia, si trascorrono tante ore ad aspettare e questi momenti diventano grandi compagni di viaggio, se vissuti in modo positivo. Infatti, come spesso accade con i compagni di viaggio, a volte sono più gestibili, mentre altre possono essere molto faticosi. Nonostante ciò, la ricchezza che se ne ricava è immensa, perché essere obbligati, tra virgolette, a stare fermi, ad aspettare per ore, può spingere inevitabilmente ad osservare, a guardarsi intorno, magari scambiando alcune parole o un intero racconto della propria vita con la persona seduta al nostro fianco.
Certo, per far accadere tutto ciò bisogna essere predisposti, aperti, pronti ad incruciare e ad incontrare lo sguardo dell’altro, quel famoso sguardo che purtroppo nell’era social è un po’ messo in secondo piano. Sono su un aereo che da Bangkok mi porta a Melbourne, dalla magica Asia mi sposto nella selvaggia e meravigliosa Australia, terra e madre di aborigini e unione di luoghi altamente spirituali e di forte modernità.
A proposito di questo legame materno con la terra, ogni volta che viaggio riaffiora in me una connessione molto forte con il luogo che visito, a volte di più, altre meno, ma in ogni caso sono stimolata nel sentire dentro di me quel legame di appartenenza al mondo intero. File di ogni antenato che ha camminato su questa terra e dal quale prendo origine, rifletto sull’appartenenza al posto che occupiamo su questa terra, e ad ogni viaggio aggiungo un pezzetto al mio puzzle interno.
A questo punto vorrei condividere una riflessione che spesso faccio. Ho trovato il mio posto nel mondo. Il posto nel mondo è da intendersi sia dal punto di vista geografico, ovvero sentire di appartenere alla città, alla nazione in cui si vive, sia dal punto di vista esistenziale, come fare il lavoro che più ci piace, o vivere con la persona che amiamo, gioire della passione che ci fa battere il cuore. E voi, l’avete trovato il vostro posto nel mondo? E se ancora non lo avete fatto, cosa vi sta bloccando?
Può accadere che una scelta che andava bene anni fa, ora non è più quella che vogliamo. E magari la paura di deludere qualcuno che vi vuole nello stesso modo, vi porta a continuare a stare e a comportarvi in quel modo lì, conosciuto, familiare. Un lavoro che non potete lasciare perché avete debiti da pagare, e quindi continuate a rimanere perché avete bisogno, avete paura, o magari avete solo paura di cambiare.
Ogni giorno siamo bombardati da immagini, storie di persone che sembrano aver trovato il loro scopo, il loro posto ideale nel mondo. E questo sembra a volte di vederlo spesso sui social, sembra dai video, delle foto, di vedere persone felici che hanno trovato quello che amano fare, il luogo dove vivere… ma è veramente così?
Eppure per molti di noi questo viaggio è tutt’altro che lineare, è fatto di esplorazioni, di fallimenti, di cambi di direzione, e soprattutto è fatto di momenti di profonda riflessione. Per me trovare il mio posto nel mondo non è stato un punto d’arrivo, ma un continuo processo di scoperta. Ho imparato che non si tratta solo di trovare il lavoro perfetto, o di vivere nel luogo ideale, ma di capire chi sono davvero, cosa mi rende felice. È stato un percorso fatto di piccoli passi, di tante sperimentazioni, e anche e soprattutto di accettazione delle mie imperfezioni.
Nel corso del tempo ho capito che il mio posto nel mondo non è un luogo fisico, ma uno stato d’animo, e la sensazione di essere in sintonia con me stessa, di avere uno scopo che mi guida, di sentirmi parte di qualcosa di più grande, e la gioia di contribuire con le mie passioni, i talenti che ho, anche in modo modesto, al benessere degli altri e anche al pianeta.
Spesso si parla di radici, di dove metterle, di come tenerle ben salde. Si fanno tante meditazioni sul grounding, si sente parlare molto di meditazioni di radicamento, magari le avete provate qualche volta. In queste mie ricerche, sperimentazioni, mi sono sempre chiesta, sin da ragazza, come riuscirci, visto che mi sono sempre spostata tanto e amo spostarmi. Quindi mi sono sempre chiesta, ma come riuscire ad avere radici profonde e ben mobili? E questo è stato, ed è ancora il mio obiettivo, ma come si può fare?
Tante letture, tanta terapia, tanta autoterapia, tanti amici con cui condividere. Poi un giorno trovo un foglio a terra, che richiama la mia attenzione, lo prendo e trovo scritto «Casa è dove sta il tuo cuore». Una semplice frase che in quel momento ha unito gli ultimi puzzle di un disegno meraviglioso. Probabilmente ero pronta a ricevere chiaramente quel messaggio dentro di me, perché dopo tanti anni lo porto ancora dentro, e ce l’ho ancora conservato, anzi ce l’ho sul mio altare, e lo sento, lo vivo, e lo ricordo, lo ripeto ogni giorno.
E voi? Vi sentite già a casa nel mondo? O siete ancora alla ricerca del vostro posto? Ricordate, non esiste una formula magica o una scadenza per trovare la propria strada, perché ogni percorso è unico, ogni percorso è diverso, ed ogni percorso è prezioso. Non pensate che il vostro sia meno importante di un altro, non fate questo errore, non cadete nella trappola della mente che pensa che l’altro sta facendo sempre qualcosa di più interessante, di più bello, di più profondo e di più trasformativo.
Proprio per questo vorrei tanto consigliarvi un esercizio utile per riflettere su come trovare il proprio posto nel mondo. Ripeto, per riflettere su come trovare, quindi stimolare una riflessione. L’obiettivo è quello di riflettere su ciò che è importante per te, identificare i tuoi valori, le tue passioni, i tuoi desideri, e di trovare delle connessioni che ti aiutino a capire dove ti senti più a tuo agio e realizzato.
Allora, iniziamo dai materiali da recuperare. Dovete prendere un foglio di carta o un diario, prendete delle penne colorate o delle matite e trovate un posto tranquillo dove riflettere. Ora, al centro del foglio disegna un grande cerchio e dividilo in sezioni, come i raggi di una ruota. Ogni sezione rappresenta un’area della tua vita, ad esempio, una sezione sarà la carriera, un’altra saranno le relazioni, un’altra la salute, crescita personale, tempo libero. Mettete quello che volete e assegnate un nome ad ogni sezione. All’interno di ogni sezione scrivi ciò che ami fare, ciò che ti appassiona, quindi le tue competenze anche.
Successivamente osserva questa mappa e rifletti su come queste diverse aree si intersecano, se si intersecano, come si influenzano a vicenda, e chiediti: c’è un tema ricorrente o un filo conduttore tra queste aree? Dove mi sento più a mio agio e più realizzato? C’è un’area che vorrei esplorare di più o che mi fa sentire incompleto? Questo esercizio ti aiuterà a visualizzare, quindi ad avere chiaro di fronte i tuoi occhi e anche a riflettere su ciò che conta davvero per te. Ovviamente è solo un punto di partenza, ma da qualche parte bisogna iniziare, no? Per comprendere meglio dove ti senti a casa nel mondo e quegli passi puoi intraprendere per vivere una vita più autentica, più soddisfacente.
Lo proverai questo esercizio? Magari puoi farlo anche a distanza di qualche mese per vedere se qualcosa è cambiato dentro di te. Puoi rifarlo a distanza di qualche tempo, così vedrai i cambiamenti che ci sono, se ci sono.
Anche dal punto di vista spirituale, trovare il proprio posto nel mondo è un concetto profondo, complesso, che non ha mai realmente un punto di arrivo, perché può essere interpretato come la ricerca di una connessione più profonda con se stessi, con gli altri, con l’intero universo. Quindi, dal punto di vista spirituale, molte tradizioni credono che ogni individuo abbia uno scopo o una vocazione unica, e trovare il proprio posto nel mondo significa scoprire e seguire questa chiamata anteriore, che potrebbe non essere legata a una carriera specifica, ma anche a un modo di essere, ad una missione che porta gioia, piacere, pace anteriore.
Essere autentici significa vivere in accordo con la propria verità interiore, con Satia, con la verità, senza maschere, senza pretese. E dal punto di vista spirituale, trovare il proprio posto nel mondo implica allinearsi con chi si è veramente, abbracciando i propri talenti, le proprie passioni, ma abbracciando anche ciò che ci spaventa di più, le proprie ombre. Questo porta ad una vita più genuina e più soddisfacente.
In molte tradizioni, la scoperta del sé è fondamentale per trovare il proprio posto nel mondo, e questo sé può essere inteso come l’essenza autentica di una persona, al di là dell’ego, al di là delle identità temporanee. Scoprire il sé, il tuo vero sé, implica un viaggio di introspezione, di autoconoscenza, e questa scoperta è un viaggio, in questo caso un viaggio interiore, che spesso viene anche stimolato dal viaggio vero. Ecco perché io spesso, come autoterapia, consiglio di viaggiare, e mi riferisco a qualsiasi tipo di viaggio, in qualsiasi luogo, anche a mezz’ora da casa propria.
Per farvi comprendere meglio, vi racconto una storia che non si riferisce ad un caso clinico specifico, ma che prende vita dalla mia esperienza con decine di casi clinici negli anni. Questa è la storia di Luca, un giovane artista in cerca di senso nella sua vita. Nonostante il successo iniziale della sua carriera, si sente perso, insoddisfatto. Durante un viaggio in una città lontana dalla sua, incontra Elena, una vecchia amica, che ha abbandonato una carriera promettente per vivere in un eco-villaggio e dedicarsi alla meditazione e al volontariato. Intrigato dal cambiamento radicale di Elena, Luca accetta il suo invito a trascorrere qualche giorno nell’eco-villaggio. Qui incontra una comunità di persone che vivono una vita semplice, ma significativa, dedicata alla crescita spirituale, al servizio degli altri, attraverso conversazioni con i membri della comunità. Partecipando a pratiche di meditazione, Luca inizia a riflettere sulla sua vita e sui valori che lo guidano.
Durante un’intensa sessione di meditazione ha una visione. Si vede camminare in un deserto, seguito da un gruppo di persone che lo osservano da lontano. Mentre avanza, sente il peso delle aspettative degli altri e dei propri dubbi, ma all’improvviso si ferma e si gira verso il gruppo, che si dissolve in una luce calda. In quel momento Luca capisce che deve trovare la sua strada, indipendentemente dall’opinione degli altri. Luca, che torna alla sua città, lo fa con una consapevolezza nuova. Decide di fare una pausa dalla sua carriera per esplorare ulteriormente il mondo spirituale e capire cosa lo rende veramente felice. Prima di partire, lascia una nota nel suo studio, che dice «la mia bussola non punta al successo, ma alla serenità». La scena finale lo mostra camminare verso l’orizzonte con uno sguardo deciso e un leggero sorriso, pronto a scoprire il suo vero posto nel mondo. E questa è la scena finale di uno dei sogni che Luca ha fatto dopo aver deciso questa trasformazione della sua vita.
Quindi questo sogno gli apre una grandissima strada e riesce ad entrare in una bella connessione con il suo sé interiore. Questo esempio di storia di vita esplora il conflitto tra le aspettative sociali di Luca, che rappresenta un po’ le aspettative sociali che abbiamo tutti noi, che ce le portiamo inevitabilmente dentro, e la realizzazione personale che pulsa dentro di noi, e come era importante per Luca ascoltare la sua bussola interiore. È importante anche per te che mi stai ascoltando in questo momento. Quindi riconosci se dentro di te senti questo conflitto, tra un’aspettativa che qualcun altro porta su di te o che tu stesso porti dentro di te, e qualcos’altro, quella voce calda che ti dice di andare, di fare quella cosa pazza che hai sempre voluto fare, di intraprendere quel progetto che hai sempre avuto paura di iniziare. Osserva questo conflitto se c’è, e segui la tua bussola interiore. Questo viaggio interiore rappresenta il percorso di chiunque cerchi di trovare un senso più profondo nella propria vita.
Per chiudere questa storia ispiratrice, quale migliore modo se non quello di condividere con voi il titolo di alcuni libri che voglio suggerirvi? Quindi eccoci arrivati all’angolo dei libri da me consigliati. I libri che ho scelto oggi esplorano il tema del trovare il proprio posto nel mondo, sia dal punto di vista della crescita personale che dell’autorizzazione.
Il primo libro, sicuramente lo conoscete, Il potere di adesso, di Eckhart Tolle, è un classico della crescita personale che esplora l’importanza di vivere nel presente, di trovare la propria essenza, al di là delle costruzioni mentali. È un testo fondamentale per chi cerca di comprendere meglio se stesso e il proprio posto nell’universo.
Secondo libro, Una vita su misura, di Tom Hodgkinson. Questo autore esplora l’idea di vivere una vita semplice, autentica, lontana dalle pressioni sociali e culturali, ed offre degli spunti su come costruire una vita che rifletta i propri valori, i propri desideri.
Un altro cult conosciutissimo è Essere o avere, di Henrik Fromm. In questo saggio, Fromm discute la differenza tra l’essere e l’avere come modi di vivere. Il libro invita a riflettere su cosa significhi veramente vivere una vita significativa e come trovare il proprio posto nel mondo, al di là del materialismo.
Altro libro, Big Magic, Vivi con coraggio la tua creatività, di Elisabeth Gibbard. Questa attrice esplora il rapporto con la creatività e come essa possa essere una guida per trovare il proprio posto nel mondo. È un invito a vivere una vita ispirata, seguendo le proprie passioni senza paura.
Ultimo libro per oggi, Il monastero degli errori, di Andrea di Carlo. È un romanzo che esplora la ricerca del significato della vita attraverso la storia di un uomo che lascia tutto per ritirarsi in un monastero. Il libro offre riflessioni profonde su come trovare il proprio posto nel mondo attraverso la spiritualità e attraverso l’introspezione.
Un passaggio classico, che parla di trovare il proprio posto nel mondo, è tratto da Il giovane Holden, di Salinger, e ne leggo un piccolo estratto. Mi stavo sentendo tutto depresso, e le facevo solo un sacco di domande. Lei era un’ottima ascoltatrice. Alla fine mi sono chiesto dove andare, cosa fare, dove sbattere la testa. Le ho detto: «Sai, è divertente. A volte penso di andare a vivere in Colorado, o nel Wyoming, e vivere in un ranch. E se non dovessi riuscire a trovare un lavoro da cowboy, potrei fare un lavoro da lavapiatti in qualche ristorante. Potrei guadagnarmi la vita in qualche modo, non so. Voglio dire, a volte penso di farlo sul serio.»
Questo passaggio rappresenta l’incertezza e il desiderio di trovare un luogo, uno scopo, un tema centrale che molti giovani portano, molti giovani in cerca del proprio posto nel mondo. Hai bisogno di cambiare qualcosa, o di aggiungere nuove attività alla tua vita? In che fase ti trovi nella tua vita? Mola le tue paure, inizia ora. I sé e i ma non ti porteranno dove vuoi andare. Quindi smetti di aspettare il famoso cambiamento e diventa quel cambiamento.
Grazie per aver ascoltato un altro episodio di Dharma e Psicologia, speciale in viaggio, e seguitemi per ascoltare i miei racconti di viaggio tra psicologia e spiritualità, e per viaggiare insieme a me. Che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
