Il concetto di intuizione è un tema affascinante e complesso, che ci invita a riflettere su come percepiamo e comprendiamo il mondo che ci circonda. Le parole di Carl Gustav Jung ci guidano in questo viaggio, suggerendo che l’intuizione non è semplicemente una funzione percettiva, ma un modo di vedere oltre l’oggetto, abbracciando l’atmosfera e il significato profondo delle cose.
In un’epoca in cui la razionalità sembra dominare, riscoprire l’intuizione può sembrare una sfida. Tuttavia, è un tesoro che spesso dimentichiamo, un dono naturale che ci connette con la nostra essenza più profonda. Attraverso esercizi e pratiche, possiamo riaccendere questa capacità e imparare a fidarci di ciò che sentiamo.
- Il significato e la natura dell’intuizione.
- La differenza tra intuizione, percezione e deduzione logica.
- Come sviluppare e fidarsi della propria intuizione.
- Il ruolo della natura nel processo intuitivo.
- Intuizione e creatività: il legame tra arte e intuizione.
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo podcast di Dharma e Psicologia. Oggi parliamo di intuizione. E per entrare meglio nell’argomento, mi rifaccio le parole di Carl Gustav Jung in Le conferenze di Basilea del 1934, che dice: “L’intuitivo ingloba. Avvolge le cose con il suo sguardo, che irradia e risplende. Possiamo concludere che l’intuitivo, in fondo, non vede le cose, non percepisce altro che la loro atmosfera. Guarda al di là dell’oggetto. Non si dà pena di osservarlo, poiché questo è per lui un dato senza molta importanza. Quello che è curioso di conoscere è il clima delle cose, la loro origine e il loro destino. Perciò dirige l’attenzione al loro insieme, aspettandosi chiarimenti sulla loro natura particolare e sulla loro vita specifica, sul modo in cui questo insieme fluisce nella corrente degli avvenimenti, nella trama del divenire.”
Che cosa vuol dire intuizione? La parola intuizione deriva dal latino “intuori”, che vuol dire osservare, contemplare, e dal punto di vista psicologico l’intuizione è una funzione percettiva irrazionale. Sembra quasi avvicinarsi al sentimento, ma non lo è, così come non è neanche percezione, e non è neanche deduzione logica. Vi è mai capitato di dire: “Io sono una persona molto intuitiva”, oppure al contrario: “Vorrei tanto essere più intuitivo, ma sono così irrazionale?” Penso che sarà successo un po’ a tutti, qualche volta almeno.
L’intuizione, quindi, è una sorta di comprensione istintiva di qualcosa che arriva all’improvviso, e che magari qualche minuto prima non era assolutamente dentro di voi. Il filosofo Spinosa diceva che l’intuizione è la più alta forma di conoscenza, e, se vi è capitato e se l’avete seguita, sapete di cosa sto parlando. È come avere all’improvviso una direzione dentro di voi, o una voce, o un’immagine. Ad ognuno poi arriverà in una forma diversa, in base al proprio canale comunicativo, che è quello che usate maggiormente, o la vista, o l’udito, le immagini.
Le mie intuizioni, ad esempio, mi arrivano come un sentire, e come se ricevessi delle informazioni che mi passano dal cuore, e poi arrivano alla mente, e quindi le definisco poi informazioni. Per tanto tempo ho avuto un rapporto conflittuale con la consapevolezza della mia parte intuitiva, poiché dubitavo di essa. Ma con il tempo, e con le prove ricevute dalla mia intuizione, ho compreso che era quella, era vera, ed era chiara e forte. Credevo fossero pensieri costruiti dalla mia mente, che si formavano in base a convinzioni, o in base a idee, o anche in base ai tanti anni di studio.
Devo essere onesta. Effettivamente è complicato avere un’intuizione pura, quindi che non sia sporcata dalla nostra mente. Quante volte, quando riceviamo un’intuizione, o almeno quella che ci sembra un’intuizione, ci iniziamo così tanto a ragionare, che poi si trasforma in un ragionamento logico, quindi la cambiamo e dubitiamo di essa. Credo questo derivi dal fatto che nessuno ci insegna che cos’è l’intuizione, come svilupparla, come fidarsi di essa. Avete mai sentito dirgli da bambini: “Segui la tua intuizione, segui quel sentire che è dentro di te, che ti dice cosa sia meglio, cosa sia giusto, fidati”? Poche volte, o meglio, non mi è mai capitato neanche di sentirlo dire da altri.
Ovviamente crescendo ci allontaniamo completamente da questo tesoro che abbiamo dentro, perché quando si è bimbi l’intuizione è qualcosa di naturale, non ci si deve neanche pensare. Ma poi crescendo, ad un certo punto, con l’età, con lo studio, con la cultura, la società, arriviamo a dubitare di ciò che vogliamo, arriviamo anche a dubitare di ciò che proviamo. Io conosco persone che hanno dubbi sul capire persino quale cibo sia giusto per loro in un determinato momento, o per dei determinati problemi che hanno. Abbiamo perso il contatto con i nostri sensi percettivi, che sono ultratangibili. Figuriamoci il contatto con una conoscenza così profonda e potente come l’intuizione.
A questo punto qualcuno potrebbe chiedermi: “Ma come si fa a sviluppare la propria intuizione?” E soprattutto, si può fare, si può sviluppare? Vi rispondo tranquillamente che si può stimolare attraverso semplici esercizi che possono fare tutti. Oggi ne elenco alcuni. Un esempio può essere iniziare a fidarsi del proprio intuito, oppure fare esercizi di meditazione, di mindfulness, fare esercizi di tecniche di visualizzazione. Importante potrebbe essere riconoscere i pregiudizi che ci creiamo e che offuscano la nostra intuizione, oppure sviluppare sogni lucidi a riguardo. Potete ascoltare il mio podcast su come fare sogni lucidi, o anche attraverso esercizi di creatività.
Anche domandarsi cosa si prova in un determinato momento, cosa sentiamo di fronte ad un evento, quale cibo il nostro corpo vuole mangiare, come ci sentiamo dopo quel sogno, quale messaggio quel sogno ha lasciato impresso in noi, sono tutti esercizi per ritornare in contatto con noi stessi. Un altro esercizio per stimolare la propria intuizione è passeggiare nei boschi, e ascoltare sia con i sensi che con il cuore, entrare in contatto con essa, respirare gli odori, toccare i rami, le foglie, la terra, fermarsi, sedersi sotto un albero con la schiena appoggiata ad esso, chiudere gli occhi e respirare. La natura aiuta il processo intuitivo, perché ci mette in ascolto con la nostra natura interiore.
Alcune persone hanno un’intuizione molto sviluppata sin da piccoli, e come un dono dentro di loro che non fanno fatica ad utilizzare, e come un flusso continuo di informazioni che arrivano mentre parlano, oppure nei loro sogni, o in esercizi creativi, come ad esempio quando scrivono, quando compongono musica o dipingono, o fanno arte di qualsiasi tipo. Abbiamo come esempi dei grandi artisti che vengono considerati come dei canali intuitivi tra questo mondo e un altro mondo, è il mondo della creatività, è il mondo dell’intuizione.
Colui che segue il principio dell’intuizione, secondo percezioni di tipo inconscio, appartiene quindi al tipo intuitivo, e questa può essere una intuizione esterna, quindi con il fine di azioni pratiche, o interna, col fine della contemplazione interiore. A seconda di dove la indirizziamo, possiamo distinguere intuitivi introversi ed intuitivi estroversi.
A proposito, Jung diceva: “Certe persone, dotate di una potente intuizione e della facoltà di percepire i propri processi interiori, o almeno di presentirli, riferiscono di poter anche osservare frammenti di tale sogno in stato di veglia, sotto forma di idee repentine, o di immaginazioni, infime particelle che non si lasciano reinserire in un insieme coerente. Si può dimostrare che questi frammenti si rivelano durante la vita diurna, attraverso dei sintomi, dei disturbi del linguaggio, degli atti mancati, e che tutte queste perturbazioni hanno tra di loro delle relazioni segrete, come fossero radici sotterranee intrecciate.” Questo è tratto dalle conferenze di Basilea del 1934, Introduzione alla psicologia analitica.
Spero vi sia piaciuto questo podcast, e che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
