Il complesso del Messia, noto anche come sindrome del Salvatore, è un tema che merita una riflessione profonda. Si tratta di un fenomeno sociale che si manifesta quando individui si sentono investiti di una missione salvifica, spesso in seguito a eventi traumatici come la pandemia di Covid-19. In questo contesto, molte persone emergono come figure carismatiche, pronte a guidare e a comunicare messaggi di amore e verità.
Questa dinamica solleva interrogativi importanti sulla responsabilità di chi si pone come guida e sul confine sottile tra altruismo e narcisismo. L’analisi di tali comportamenti può rivelare non solo le fragilità umane, ma anche la ricerca di significato in un mondo complesso e in continua evoluzione.
- Il complesso del Messia e la sua manifestazione nella società contemporanea.
- Il ruolo dei comunicatori e dei guru nel post-Covid.
- La sottile linea tra altruismo e narcisismo.
- Il fenomeno sociale delle false credenze e dei falsi guru.
- Riflessioni sul messaggio dei grandi maestri e la loro attualità.
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo podcast di Dharma e Psicologia. Avete mai sentito parlare del complesso del Messia, anche conosciuto come complesso di Cristo o sindrome del Salvatore? Esploreremo insieme come e perché una persona può arrivare a credere di essere destinato a diventare il Salvatore, nel presente o nel futuro prossimo.
Quando queste caratteristiche sintomatiche si manifestano dopo la visita della città di Gerusalemme, possono essere identificate come una psicosi, conosciuta come sindrome di Gerusalemme. Di questo ne ho parlato nel podcast India Cercatori di Spiritualità, quindi se avete voglia potete andare ad ascoltare lì ed approfondire questo argomento. Oggi voglio parlare di coloro i quali non hanno dichiarati sintomi schizofrenici e psicotici, ma che sono inseriti nella comunità e che non sembrano avere problemi psichiatrici.
È uno stato mentale, quello che andrò a definire oggi, in cui la persona si sente responsabile della salvezza o dell’assistenza di altri esseri umani. Nella storia, molte persone di grande potere comunicativo hanno preso il sopravvento, diventando guru riconosciuti, maestri, grandi comunicatori e oratori, diffondendo il loro pensiero e il loro dovere di aiuto nei confronti dell’umanità.
Non sono qui a contestare la buona o la cattiva fede di queste persone, tutt’altro, ma sono stata particolarmente richiamata a questo argomento dal periodo vissuto dopo il Covid. Alcune persone, diventate poi personaggi conosciuti, hanno preso maggiore spicco tra la folla, aiutando le persone a comunicare ciò che una parte della popolazione voleva far sentire, o a diventare la voce di chi non riusciva a comunicare.
C’è chi è guidato da energie provenienti da altri pianeti, chi dalla numerologia, chi da forze alchemiche, chi da angeli e spiriti, e tutti hanno un punto in comune: sentirsi portatori di una verità di cuore che aiuta gli altri. Qualcuno potrà contestare questo mio titolo dicendomi: se sono guidati dal cuore e vogliono il bene degli altri, perché li metti all’interno della sindrome del Messia? In realtà non sto diagnosticando nessuno, ma sto solo osservando e ascoltando un fenomeno sociale molto interessante ai miei occhi.
È un fenomeno che abbiamo vissuto dopo un evento traumatico come quello del Covid, il quale ha aperto le porte a tantissimi disturbi psicologici e a fenomeni sociali nuovi, mai successi, o forse più in evidenza, visto il periodo. Ho sentito la curiosità di guardare più da vicino queste persone che portano un messaggio d’amore, di pace, di verità, sentendosi canali di altre energie, tra questo mondo e un altro mondo, e vivono fortemente la responsabilità di aiutare gli altri.
Questa sindrome è comune sia nei soccorritori che nei missionari. Spesso si definiscono come inviati da forze universali o da Dio, trovando una risposta accogliente tra coloro che hanno un forte desiderio di essere guidati in nome dello stesso Dio. Ma non tutti questi comunicatori si muovono in nome religioso. Come ho detto, ce ne sono tanti altri che sono portatori di messaggi ricevuti dalla natura, dall’universo, da entità aliene, e chi più ne ha più ne metta.
In queste persone c’è una chiara sensazione di sentirsi speciali, di aver ricevuto dei doni, di poter conoscere prima gli eventi che questa energia, alla maggior parte sconosciuta, ma a loro conosciuta e amica, consegna. Oppure dichiarano di aver ricevuto guarigioni al proprio corpo, alla propria mente, magari avevano delle malattie e determinati percorsi li hanno guariti, o addirittura di aver ricevuto il dono di guarire gli altri, diventando pranoterapeuti o maestri di reiki.
Cosa mi soffermo? Mi soffermo sul fatto che potrebbe esserci un disequilibrio nella sfera dell’autostima e del narcisismo, in alcuni casi. Nel libro Il narcisismo e i suoi disturbi, la terapia metacognitiva interpersonale di Carcione e Semerari, leggiamo che un buon funzionamento psichico è strettamente legato a un buon livello di base dell’autostima. Di conseguenza, l’individuo valuta se stesso in modo piuttosto stabile e coerente, e non si lascia facilmente influenzare dalle esperienze di rifiuto, frustrazione e fallimento.
Al contrario, bassi livelli di autostima incidono significativamente sull’equilibrio psicofisico e sul grado di benessere generale del soggetto. Chi non conosce almeno una persona che afferma di portare un messaggio di pace, un messaggio di amore e di verità agli altri, o di riuscire a vedere problemi prima che avvengano e di leggere messaggi che arrivano sotto varie forme, le informazioni che accadranno da lì a qualche mese, e che gli altri capiranno solo dopo poco perché la loro mente non è ancora pronta a ricevere tali rivelazioni?
Io nell’ultimo periodo ne ho ascoltate varie di queste dichiarazioni, quindi mi sono chiesta come mai, cosa stava succedendo. È vero che queste persone si sentono obbligate a salvare il mondo, a comunicare la verità a tutti, a dare indicazioni sulla strada da percorrere, pur lasciando liberi tutti di decidere individualmente. La linea di confine tra salute e patologia è sempre sottile, quindi si può andare da squilibri narcisistici più o meno importanti, fino ad arrivare a deliri di ogni potenza e psicosi.
Credo nel messaggio dei maestri, come non potrei. Abbiamo avuto grandi maestri e ne seguiamo ancora i loro insegnamenti, ma ai nostri giorni molti falsi guru stanno prendendo il sopravvento. Come faccio a dire che sono falsi? Primo perché ce ne sono veramente tanti, e nello stesso periodo. Poi, se si ascoltano bene, in modo distaccato e obiettivo, si può sentire l’eco dell’ego che non riesce sempre a essere tenuto fermo.
Il messaggio d’amore di Gesù, del Buddha, di Allah, di Yogananda e di tanti altri maestri è chiaro, pulito, privo di maledizioni e vendette. Il loro messaggio è uguale nei confronti di chi è egoicamente considerato nemico o amico. Il messaggio è lo stesso, l’amore è lo stesso, la voglia di far stare bene gli altri è la stessa per tutti.
Il professore Pietropoli-Charmèt dice: “L’individuo con organizzazione di personalità narcisistica cerca il benessere e la sicurezza attraverso un’immagine esagerata derivante da un’auto percezione distorta”. In altre parole, mostra un vero vuoto interiore in cui si nasconde una persona insicura. Il narcisista pecca di assertività, empatia, cooperazione e compassione, e manifesta un marcato bisogno di attenzione, arroganza, aggressività, invidia e tendenza a dominare e manipolare il prossimo.
Lo potete notare anche quando qualcuno di queste persone riceve delle critiche. Come reagiscono? Cosa dicono? Come si oppongono? Se si arrabbiano? Questo è un grande segnale di ferita narcisistica. Voglio ricordare che il narcisismo è un lungo spettro che va dal narcisismo sano a quello patologico, quindi il ventaglio è molto ampio e di conseguenza anche le manifestazioni sintomatiche.
Ad esempio, Hitler è stato studiato e considerato una persona con forti disturbi narcisistici. Mostrava tutti i sintomi classici di una persona estremamente narcisistica. Gli interessava solo se stesso, i suoi desideri, i suoi pensieri, le sue speranze. La diagnosi era quella di un complesso del Messia a limite tra nevrosi e psicosi, con tendenze masochistiche, una forte presenza di perversioni sessuali e un’alta probabilità di omosessualità. La studiosa Lange ha affermato che Hitler avesse diverse tendenze schizofreniche e che una delle più probabili fini di Hitler sarebbe stato il suicidio. Questo è l’estremo patologico di quel ventaglio di cui vi parlavo poco fa.
Torniamo a una forma narcisistica più leggera, ben inserita nella società, capace di coinvolgere gruppi di persone che diventano seguaci o grandi sostenitori convinti. Anni fa ho visto un film documentario che mi ha toccato profondamente, e su cui ho riflettuto per molto tempo. Oggi ho deciso di condividere con tutti voi queste mie riflessioni. Il film in questione è Kumare, la vera storia di un falso profeta. Non so se è stato tradotto in italiano, ma vi consiglio di cercarlo, perché spiega tutte le riflessioni che sto portando oggi. È molto interessante, e vi dico solo due parole così da non spoilerare tutta la storia, perché è veramente molto forte.
In questo documentario, vedere come delle persone credono fortemente che questo ragazzo indiano sia il vero guru, e decidono di seguirlo, onorarlo, dare parte del proprio tempo per servirlo e diventare i suoi discepoli, può capitare a tutti. Anche a coloro che dicono: a me non potrebbe mai succedere, io riconosco i veri guru, i falsi guru. Può succedere a tutti, soprattutto in certi momenti della propria vita o in certi momenti sociali, come quelli che abbiamo vissuto dopo il Covid. Questo documentario lo manifesta chiaramente.
Per chiudere, vi esorto all’osservazione e al dubbio sano, e vi lascio con le parole del Buddha, a cui mi rivolgo ogni volta che la mia mente tende a prendere troppa presenza e a crearmi illusioni. Il Buddha dice: “Non credere a quel che hai sentito, non credere alle tradizioni solo perché si tramandano da generazioni, non credere a nulla di cui si parli da molto tempo, non credere ad affermazioni scritte solo perché provengono da un vecchio saggio, non credere nelle ipotesi, non credere nell’autorità dei maestri o degli anziani. Ma dopo un’attenta osservazione e analisi, se ciò concorderà con la ragione e sarà di beneficio a tutti, allora accettalo e vivi in accordo con esso.”
Grazie per aver ascoltato un altro podcast di Dharma e Psicologia, e che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
