Il processo di individuazione, come descritto da Carl Gustav Jung, rappresenta un viaggio profondo verso la scoperta di sé. È un cammino che richiede coraggio e consapevolezza, un percorso che ci invita a esplorare le nostre ombre e a integrare le diverse parti di noi stessi. La crescita personale non è solo una questione di soddisfare bisogni materiali, ma implica anche la ricerca di un terreno fertile per il nostro sviluppo interiore.
In questo contesto, è fondamentale riconoscere che ognuno di noi ha un potenziale unico, spesso oscurato da esperienze passate e da relazioni disfunzionali. La vera sfida sta nell’accettare tutte le nostre parti, sia quelle luminose che quelle più oscure, per poter finalmente diventare chi siamo realmente. Questo articolo esplora le dinamiche di questo processo e offre spunti di riflessione su come iniziare a intraprendere il cammino verso la nostra autenticità.
- Il concetto di individuazione e il suo significato nella crescita personale.
- La necessità di affrontare le proprie ombre per raggiungere la consapevolezza.
- Il ruolo delle relazioni familiari e sociali nel processo di auto-scoperta.
- Strategie pratiche per stimolare la creatività e la spontaneità.
- L’importanza dell’autostima e dell’accettazione di sé.
- La scelta consapevole di diventare chi si è realmente.
Trascrizione
Bentornati ad un nuovo podcast di Dharma e Psicologia. L’individuazione è un’unificazione con se stessi e nel contempo con l’umanità di cui l’uomo è parte. Carl Gustav Jung. Opere, volume 16, pagina 118.
Domanda. Ve dispiacerebbe dirci qualcosa su questo processo evolutivo della psiche verso la totalità che lei chiama processo di individuazione?
Jung risponde. È molto semplice. Prenda una ghianda. La pianti nel terreno. La ghianda cresce e diventa una quercia. Così è l’uomo. L’uomo si forma da un uovo e crescendo diventa l’uomo completo perché quella è la legge che ha dentro.
Dal saggio Jung parla ad Elfie. Cosa vuol dire per te diventare te stesso? Ci hai mai provato? Hai voglia di farlo? Quanto è forte la tua motivazione che accompagna questo processo?
Secondo Carl Jung, ognuno di noi ha un programma genetico che si svilupperà solo se verranno soddisfatte le condizioni giuste. E queste condizioni hanno bisogno di trovare terreno fertile. Forse non sarà capitato a tutti di avere una famiglia che ha supportato questo processo e forse alcuni di voi hanno impiegato molte energie per essere accettati dalla propria famiglia. Ma la bella notizia è che chiunque può percorrere la strada del diventare se stessi. Quindi basta lamentarsi di genitori inaffettivi, arrabbiati o assenti, perché è il momento di comprendere che questo processo è dentro di noi e ha tutto il diritto di essere accompagnato per mano.
Per diventare se stessi è importante soddisfare dei bisogni che non sono solo quelli di base come mangiare, dormire, avere una casa, dei soldi, che ovviamente sono molto importanti. Secondo Jung, per avviare il processo di individuazione, il nostro inconscio ha bisogno di diventare cosciente, per non comandare e gestire la nostra vita. Dobbiamo attraversare le nostre ombre, imparare a gestirle e scoprire quali sono i nostri reali interessi.
Se ora ti chiedessi di scrivere tre interessi reali che rappresentano il tuo vero essere, sapresti quali sono? Se non li conosci, perché? Perché non l’hai ancora fatto? E se li conosci, quanto tempo dedichi a questi tuoi interessi, quindi a questo tuo esprimere te stesso?
Mi capita spesso di incontrare persone che non hanno assolutamente idea di cosa amano fare, ma sono specializzati in lamento e vittimismo, sempre preparati e pronti ad accostare gli altri per non riuscire a diventare se stessi, perché bloccati, intranciati, mai compresi da amici, dai colleghi, dalla famiglia. Ci vuole molto coraggio a lasciare andare questa parte di sé che pretende che l’altro faccia il proprio lavoro, ma soprattutto ad iniziare un percorso che richiede di imparare a conoscere tutte le parti di voi stessi.
Bisogna imparare a conoscere quelle parti di luce e quelle parti buie e magari anche annodate che fanno fatica a sciogliersi, in modo da integrare gli opposti, da integrare l’energia yin e yang, per poter così iniziare a illuminare quelle parti d’ombra che fino a questo momento hanno spesso, purtroppo, preso il sopravvento.
Ti capita di avere periodi di rabbia, di tristezza profonda e nemmeno sai perché? Ti senti vuoto e insoddisfatto, ma non sapresti cosa e come cambiare? Non sai più cosa sia l’amore, poiché sei bloccato in una relazione che ti crea disagio o dolore, o forse credi che sia l’unica che puoi avere? Ecco, queste sono le parti d’ombra che puoi iniziare ad illuminare, e ovviamente per farlo ci vuole tempo, coraggio e conoscenza di sé.
Jung diceva: uno non raggiunge l’illuminazione fantasticando sulla luce, ma rendendo consapevole l’oscurità. Ciò che non diventa cosciente si manifesta nella vostra vita come destino. Può succedere che una persona non attraversi il proprio percorso di consapevolezza durante l’arco della propria vita, e così tutto quel potenziale prende strade non favorevoli al nostro benessere psicofisico. Possiamo avere bassa autostima, problemi relazionali, ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi psicosomatici. E diventiamo come i criceti che girano nella ruota, convinti di andare lontano, ma che in realtà restano bloccati dentro questa dinamica che rende prigionieri e inconsapevoli.
L’unica cosa che avvertiamo è il malessere che nascondiamo dietro una vita lavorativa frenetica, o dietro mille impegni, molte relazioni, mille progetti mai finiti. No, non sono negativa, tutt’altro. Sto dicendo chiaramente che quel potenziale, quella energia trasformativa, è proprio dentro di te, qui, ora, e sta solamente a te riscoprirla o scoprirla.
Se ti serve una guida, puoi farti aiutare da uno psicologo in un momento specifico della tua vita, oppure provare da solo, ma in qualsiasi caso, inizia. Per imparare a guidare una macchina, come si fa? Si inizia, anche se non hai mai provato prima. C’è il momento in cui ti devi sedere e devi farlo. Ecco, anche a livello interiore è molto simile. In questo caso, lo psicologo è l’istruttore di guida, ma non guida lui. Aiuta, incoraggia, indirizza, informa, fa fare pratica.
Cosa puoi fare in termini pratici per risvegliare questo processo di conoscenza di te stesso? Allora, vediamo un po’. Impara ad accettare le tue parti di ombra, così come quelle di luce. Non esiste qualcosa da nascondere o da preferire. Accetta tutte le tue parti interiori, solo così potrai trasformarle a tuo favore.
Stimola la tua creatività, perché grazie ad essa il tuo potenziale si risveglierà naturalmente. Quindi, canta, scrivi, dipingi, fai teatro, fai yoga, danza, fai puzzle, collage. Devi entrare in contatto con la tua spontaneità e la tua parte giocosa e vitale. Circondati di persone che ti fanno stare bene, amici, conoscenti, parenti. Non accettare critiche e offese solo per paura di restare solo. Così come non devi accettare relazioni di coppia che non siano basate sul rispetto e sull’amore, per paura poi di non riuscire più a trovare un altro partner. Per favore, smetti di avere paura di perdere le persone.
Mangia sano, dormi bene, rispetta i tuoi ritmi, i tuoi gusti e i tuoi desideri. Fortifica la tua autostima imparando ad amare chi sei e come sei, senza paragonarti a nessuno, sia fisicamente che interiormente. Tu sei chi sei e tutto questo processo è basato proprio su questo. Ognuno di noi è ciò che è, niente di più e niente di meno. Non esiste negativo, non esiste positivo, esisti tu che puoi fare scelte che conducono a situazioni di dolore verso di te e verso gli altri e scelte che possono portare amore e vita per te e per gli altri. Quindi, tu cosa scegli? Chi scegli di diventare? Vuoi scegliere di diventare chi sei?
Grazie per aver ascoltato il podcast di Dharma e Psicologia e che tutti gli esseri dell’universo possano essere felici.
